Il Panathlon Club imperia-Sanremo incontra la Sanremese Calcio
A conclusione della serata, il presidente Masu ha omaggiato Angelo Masin con una maglia realizzata in occasione del Festival di Sanremo, con il numero 76, corrispondente all’edizione della manifestazione
Sanremo. Il Panathlon Club Imperia-Sanremo, presso il ristorante “The Mall” di Bussana di Sanremo, ha organizzato un convivio in onore della A.S.D. Sanremese Calcio, al quale hanno partecipato il presidente della società Alessandro Masu, il direttore generale Andrea Bortolazzi, il direttore del settore giovanile Vincenzo Stragapede, il direttore dell’area tecnica Marcello Panuccio e il direttore sportivo Pierre Issa.
Al convivio hanno partecipato anche il sindaco del Comune di Sanremo, Alessandro Mager, la consigliera con delega allo sport Maura Ghisi, la consigliera Desireé Negri, gli ex sindaci Onorato Lanza e Davide Oddo, alcuni giornalisti e molte altre personalità di rilievo del mondo dello sport.
Il presidente del Panathlon Club Imperia-Sanremo, Angelo Masin, ha introdotto la serata con una breve cronistoria della Sanremese, ricordando che l’U.S. Sanremese fu fondata nel 1904, mentre la sezione calcio nacque nel 1911 dalla fusione delle squadre Ausonia e Speranza.
Nella stagione 1935-1936 Sanremese e Spezia chiusero il campionato di Serie C in testa a quota 46 punti, rendendo necessario uno spareggio per la promozione. Allo stadio Marassi di Genova i matuziani vinsero 1-0, ma lo Spezia protestò per irregolarità tecniche e, dopo un’inchiesta, venne decisa la ripetizione della partita. I giocatori della Sanremese rifiutarono di giocare e persero a tavolino, restando in Serie C. Tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta la squadra disputò tre stagioni consecutive in Serie B (dal 1937-38 al 1939-40), ottenendo come miglior risultato un nono posto. Alla fine degli anni Quaranta la Sanremese tentò senza successo il ritorno in Serie B. Nella stagione 1946-1947 si classificò prima nel girone A della Lega Interregionale Nord, mancando però la promozione negli spareggi.
In quegli anni, dal 1947 al 1952, militò nella Sanremese anche Mario Codevilla, ricordato con grande affetto, padre della socia del Panathlon Rosella Codevilla. Erano anni di grande livello per la squadra, che annoverava tra le sue file il russo Von Majer, l’argentino Rao e gli italiani Ventimiglia (proveniente dalla Juventus), Broccini (proveniente dall’Inter) e altri giocatori di rilievo.
Con la riforma dei campionati, la Sanremese fu l’unica società a partecipare, dalla stagione 1952-1953, a tutti i sette campionati della nuova Serie C a girone unico, fino alla riforma del 1958. Sfiorò la promozione in Serie B nelle stagioni 1952-1953 e 1953-1954, classificandosi quarta, per poi ottenere piazzamenti di metà classifica fino alla retrocessione del 1962-1963.
Gli anni Sessanta e i primi anni Settanta furono particolarmente difficili, con retrocessioni in Serie D e poi in Promozione. Nel campionato 1974-1975 arrivò la promozione in Serie D e, tre anni dopo, grazie a un ripescaggio, la squadra approdò in Serie C2, tornando tra i professionisti dopo oltre un decennio. Nel 1978-1979 tornò in C1 dopo 16 anni nelle categorie minori. Nel 1980 la società fu premiata con la Stella d’argento CONI al merito sportivo. Nelle stagioni successive ottenne piazzamenti di medio-bassa classifica in C1. L’8 febbraio 1985 i matuziani conquistarono una storica vittoria in amichevole contro l’Inter allenata da Ilario Castagner allo stadio Comunale di Sanremo, con il risultato di 2-1.
La Sanremese rimase in C1 fino alla stagione 1985-1986, quando retrocesse. L’anno successivo fu ancora più difficile: nella stagione 1986-1987 in C2 arrivò penultima e retrocesse in Serie D. Nell’estate 1987, a causa di difficoltà economiche, la società fallì. Dopo varie rifondazioni e passaggi tra categorie dilettantistiche e professionistiche, la società ha mantenuto il legame con la città di Sanremo, conquistando nel proprio palmarès anche una Coppa Italia Dilettanti. Oggi la A.S.D. Sanremese Calcio milita nel campionato di Serie D ed è presieduta dal 2021 da Alessandro Masu, con l’obiettivo di riportare la società nel calcio professionistico. Masin ha concluso sottolineando come la squadra, storicamente legata ai colori bianco-azzurri, rappresenti un punto di riferimento per la città di Sanremo e per tutta la Liguria di Ponente, motivo per cui merita aspirazioni più alte rispetto all’attuale campionato.
Ha quindi preso la parola il presidente della Sanremese, Alessandro Masu, illustrando i motivi etici e sociali che lo hanno portato alla guida della società. Ha evidenziato le problematiche che colpiscono i giovani, come obesità e tecnodipendenza (nomofobia), sottolineando l’importanza dell’attività sportiva per il benessere psicofisico.
Oggi il settore giovanile della Sanremese conta circa 250 ragazzi, un numero significativo in rapporto alla popolazione cittadina. Tra gli obiettivi fissati nel 2021 vi è il ritorno della squadra nel calcio professionistico entro il 2027, traguardo ancora non raggiunto ma che la società auspica di centrare già nel prossimo anno. Per raggiungere questo obiettivo è stata riorganizzata la struttura societaria, adeguandola ai tempi moderni: non bastano più le risorse economiche, ma serve una solida organizzazione, con ruoli ben definiti.
A conclusione della serata, il presidente Masu ha omaggiato Angelo Masin con una maglia realizzata in occasione del Festival di Sanremo, con il numero 76, corrispondente all’edizione della manifestazione. Il presidente Masin ha ricambiato donando alla società una targa ricordo con la dicitura “Sanremese Calcio – Un forte legame con la città”, tema della serata, e consegnando agli ospiti il libro realizzato per il 60° anniversario del Panathlon Club Imperia-Sanremo.


