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Cna Imperia: «Transizione 5.0, il Governo scarica  sulle imprese i propri errori. Fiducia compromessa»

«Un grave strappo istituzionale e un precedente pericoloso nei rapporti tra Stato e sistema produttivo»

Imperia. Cna Imperia denuncia con forza il decreto-legge fiscale approvato il 27 marzo 2026, che riduce al 35% il credito d’imposta per le imprese “esodate” della Transizione 5.0, introducendo un taglio del 65% con effetto retroattivo. Una decisione che rappresenta un grave strappo istituzionale e un precedente pericoloso nei rapporti tra Stato e sistema produttivo.

«Non è più solo una questione economica, ma politica: viene meno la credibilità dello Stato.», dichiara Massimo Lupo, presidente Cna Imperia Costruzioni, «Quando le imprese investono sulla base di misure pubbliche e poi le regole vengono cambiate a posteriori, si rompe il patto di fiducia su cui si regge l’intero sistema economico.»

Per Cna Imperia si tratta di una scelta consapevole, che trasferisce sulle imprese il peso di decisioni sbagliate e di coperture mai realmente garantite. La vicenda della Transizione 5.0 diventa così emblematica di un metodo che non possiamo accettare: prima si incentivano gli investimenti, poi si riducono le risorse, infine si interviene retroattivamente penalizzando chi ha rispettato le regole.

«Questo non è governare lo sviluppo, è gestire l’emergenza scaricandone i costi su chi produce», prosegue Lupo, «Le imprese non possono essere utilizzate come ammortizzatori delle inefficienze pubbliche.»

A rendere ancora più grave la situazione, secondo Cna Imperia, è il contesto in cui arriva questo provvedimento: un settore, quello delle costruzioni, già duramente colpito da anni di instabilità normativa e continui cambiamenti sui bonus edilizi.

«Il comparto è stato prima spinto a investire, poi rallentato, poi frenato e oggi colpito di nuovo.», evidenzia Luciano Vazzano, segretario Cna Imperia, «Siamo davanti a una strategia incoerente che rischia di compromettere definitivamente la capacità delle imprese di programmare, innovare e creare occupazione.»

Cna Imperia sottolinea inoltre la tempistica e le modalità con cui è stato approvato il decreto, in una giornata di sciopero della stampa, definendole inopportune e poco trasparenti.

L’Associazione lancia un messaggio chiaro al Governo: nessuna retroattività sulle misure già avviaterispetto degli impegni assunti con le impreseapertura immediata di un confronto politico reale con le rappresentanze economiche. 

«Se lo Stato cambia le regole dopo che le imprese hanno investito, il rischio non è solo economico: è la paralisi degli investimenti futuri.» – conclude Vazzano, «Così si blocca il paese.»