Villa Helios, si va dal notaio
Dopo anni di degrado e proposte rimaste sulla carta, l’imprenditore e patron della Sanremese Alessandro Masu è a un passo dal primo vero “colpo” immobiliare legato al suo progetto sportivo
Sanremo. L’appuntamento è fissato per domani, in uno studio notarile di Torino, dove salvo colpi di scena dovrebbe essere firmato l’atto di compravendita di Villa Helios, lo storico edificio di Pian di Poma che per decenni ha rappresentato un presidio sanitario e che, da altrettanti anni, è diventato il simbolo di un abbandono senza fine. Se la firma verrà confermata, la notizia avrebbe un peso clamoroso per Sanremo: significherebbe, nei fatti, la prima svolta concreta per un immobile che da tempo giace nel più assoluto degrado, segnato da episodi di vandalismo, incendi e bivacchi, con interventi ripetuti delle squadre di soccorso e delle forze dell’ordine.
L’operazione è riconducibile ad Alessandro Masu, imprenditore nautico e patron della Sanremese Calcio, che avrebbe riaperto e coltivato le trattative per l’acquisizione già alcuni anni fa, puntando su Villa Helios come tassello strategico del proprio progetto sportivo. A sostenerlo sul piano finanziario ci sarebbero i fratelli Marco e Aniello Ascione, dell’impresa AM Costruzioni srl di Scafati (Salerno), già attivi in zona e noti per interventi di riqualificazione sul fronte ricettivo, come quello dell’Hotel Eden alla Foce, oltre che per i lavori di sistemazione dei campi in sintetico di Pian di Poma. Campi che, non a caso, sono oggi al centro della “geografia sportiva” su cui Masu sta provando a costruire un modello di crescita più strutturato.
Villa Helios, infatti, va letta con una doppia chiave. La prima è quella sportiva e infrastrutturale: l’immobile, nelle intenzioni già illustrate in passato, rientrerebbe nell’obiettivo di potenziare le strutture connesse al calcio e alla preparazione atletica, rivitalizzando l’idea di una clinica sportiva d’élite progettata inizialmente dallo studio Calvi-Ceschia-Viganò di Sanremo e arrivata a ottenere un primo via libera preventivo in sede di conferenza dei servizi preliminare. Prevista la demolizione integrale e ricostruzione. La seconda chiave è quella urbanistica, perché proprio sotto questo aspetto l’operazione ha rischiato più volte di arenarsi. Il dossier, che a tratti sembrava destinato a un nuovo nulla di fatto, si sarebbe arenato fino a poche settimane fa sia per ambizioni progettuali ritenute troppo alte rispetto al contesto, sia per criticità urbanistiche che, secondo quanto risulta, soltanto la proprietà attuale, facente capo a una famiglia del Torinese, poteva risolvere. Un nodo che sarebbe stato sciolto negli ultimi due mesi e che spiegherebbe perché ora si sia arrivati all’orizzonte della firma.
Il momento in cui si riaccende la partita non è casuale. Masu ha appena ricondotto la Sanremese dentro un percorso che lega in maniera esplicita sport e investimenti sulle strutture, con la necessità di un rapporto stabile con Palazzo Bellevue e con l’amministrazione comunale. L’ultima tappa, in ordine di tempo, è stata l’incontro avvenuto domenica allo stadio con il sindaco Alessandro Mager, anche alla luce della nuova impostazione “realistica” sul capitolo impiantistica, dopo che lo stesso patron ha ammesso come il progetto originario del nuovo stadio, da cifre nell’ordine delle centinaia di milioni, fosse troppo ambizioso per Sanremo. In questo scenario Villa Helios diventerebbe una pedina decisiva, anche per ragioni di contesto. L’edificio sorge a due passi dal polo sportivo di Pian di Poma, area che negli ultimi anni ha visto investimenti pubblici e interventi di riqualificazione. È una zona che concentra in pochi metri campi da calcio, pista d’atletica, il diamante del baseball, il palazzetto dello sport ancora in attesa di una ripartenza piena dei lavori, oltre a un mosaico di funzioni turistiche e ricettive che comprende il Villaggio dei Fiori e la prospettiva dell’area camper denominata green park. Un’eventuale clinica o centro medico-sportivo, a ridosso del mare e della pista ciclopedonale, troverebbe qui un contesto difficilmente replicabile altrove.
Sullo sfondo resta la Sanremese, che nel frattempo prova a stabilizzarsi sul campo e nei conti. L’ingresso in società del campione Christian Karembeu e dei nuovi soci viene letto come la leva imprescindibile per rimettere in asse una situazione economica appesantita da debiti che sfiorano il milione di euro, mentre l’arrivo del main sponsor Betora ha dato al club un segnale di discontinuità sul fronte dell’immagine. In parallelo, Masu punta a ricollegare l’operazione Villa Helios a un progetto più ampio di valorizzazione depositato in Comune a ottobre, che comprende interventi radicali sulle tribune di Pian di Poma, con la creazione anche di spazi commerciali.
Per Villa Helios, in ogni caso, il vero dato politico e sociale è un altro: il tempo. Perché quell’immobile ha attraversato decenni di proposte e “tentativi”, quasi sempre annunciati e poi sfumati. L’ultimo di una lunga serie nel 2019, quando si era palesato l’interessamento di una onlus, la Fondazione matuziana Domus Angelorum, con l’ipotesi di un poliambulatorio legato ai disturbi del neurosviluppo e alla cura dell’autismo. Un’idea rimasta tale, come altre che nel tempo si sono affacciate senza mai arrivare a un cantiere vero. Domani, quindi, se l’atto verrà firmato, Villa Helios potrebbe smettere di essere un nome associato a incendi e abbandono e tornare a essere, finalmente, un progetto. Per Masu sarebbe il primo vero colpo immobiliare agganciato al proprio disegno sportivo, con un impatto potenziale che va oltre il calcio. Per Sanremo, sarebbe l’occasione – forse l’ultima dopo tanti annunci – di strappare un pezzo di città al tempo e al degrado.












