Ventimiglia, presentati i primi volumi restaurati della Biblioteca Aprosiana
110 opere tra manoscritti e incunaboli al centro di un maxi intervento da 100 mila euro sostenuto dal Ministero della Cultura
Ventimiglia. Sono stati presentati questa mattina i primi volumi restaurati della storica Biblioteca Aprosiana, tra le più importanti biblioteche antiche d’Italia. Fondata nel 1648 da Angelico Aprosio, è stata la prima biblioteca pubblica della Liguria e custodisce un patrimonio di circa 9 mila unità databili tra il XV e il XIX secolo, comprendente 203 incunaboli, 2.523 cinquecentine e numerosi manoscritti.
Negli ultimi anni la ristrutturazione dei locali destinati alla conservazione ha consentito di garantire al fondo antico una collocazione definitiva, completando al contempo la catalogazione nell’Indice Sbn (Servizio bibliotecario nazionale) e la verifica dello stato di conservazione dei materiali, attività svolta dal personale qualificato dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri. Il progetto di restauro si inserisce in un più ampio programma di interventi pubblici e privati volto a valorizzare il centro storico di Ventimiglia Alta e ad accrescere l’attrattività culturale della città. Grazie ai finanziamenti del Ministero della Cultura, ottenuti tramite la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria, sono stati redatti i progetti per il recupero di 110 unità, tra volumi manoscritti e a stampa, in precario stato di conservazione. Sulla base delle schede tecniche è stata avviata la richiesta di ulteriori fondi nell’ambito della programmazione 2025-2027, per un importo complessivo di circa 100 mila euro.
Il primo finanziamento, stanziato nel 2025, ha permesso di affidare la prima tranche dei lavori alle restauratrici Chiara De Nicolai del Laboratorio Biblion e Rosangela Lamera del Laboratorio Ars Libraria. Gli interventi hanno riguardato quattro manoscritti e cinque incunaboli anteriori al 1500, selezionati in base al loro stato di degrado e alla rilevanza storica per la biblioteca e per la città. Per il restauro sono stati impiegati materiali naturali e reversibili, come carta giapponese a fibre lunghe e adesivi non invasivi, scelti per garantire stabilità, resistenza e pieno rispetto dell’integrità dei manufatti.
Tra i manoscritti recuperati figurano il “De mensibus Hebraeorum” di Marchesinus (Ms 14, XIV-XV secolo), il “Liber super primam partem dialogorum” (Ms 28, XIV-XV secolo), il Catalogo Rossi, compilato da Girolamo Rossi in occasione del riordino della sede inaugurata nel 1901 grazie a Thomas Hanbury, e il Catalogo Rolando, redatto dal canonico Andrea Rolando, bibliotecario dal 1857.
Per quanto riguarda gli incunaboli, sono stati restaurati, in ordine di priorità, la “Practica Io. Serapionis” (Venezia, 1497), la “Legenda Aurea” di Iacopo da Varagine (Venezia, 1500), il “De naturali hystoria” di Plinio (Venezia, 1496) e i “Casus longi super sextum decretalium” stampati a Lione tra il 1483 e il 1500.
«Si tratta del restauro più importante degli ultimi anni per il fondo antico della biblioteca Aprosiana – è stato sottolineato dal sindaco Flavio Di Muro nel corso della presentazione –. L’intervento su 110 volumi dimostra l’attenzione degli enti sovracomunali verso la nostra città e il suo patrimonio. La cultura non è fine a se stessa, ma rappresenta un motore di aggregazione sociale, un’opportunità per i giovani e un volano turistico. Ventimiglia vanta un’eredità storica che attraversa preistoria, medioevo e rinascimento: conservarla è la sfida più importante».
L’assessore alla Cultura Serena Calcopietro evidenziato come si tratti di uno dei primi finanziamenti di tale entità ottenuti dall’amministrazione per il patrimonio bibliotecario: «Abbiamo ricevuto 100 mila euro dal Ministero della Cultura grazie alla segnalazione della dottoressa Anceresi e alla collaborazione con la Soprintendenza, dove abbiamo trovato immediato ascolto nella dirigente Francesca Imperiale. Un lavoro tecnico avviato nell’agosto 2024 e portato avanti in sinergia tra Soprintendenza, Regione Liguria, Comune e Istituto Studi Liguri».
La dirigente della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria, Francesca Imperiale, ha ricordato come l’attenzione verso la Biblioteca Aprosiana derivi dal suo valore nel panorama regionale dei fondi antichi. «Questo intervento rappresenta un primo passo: lo scorso anno avevamo a disposizione 15 mila euro, quest’anno, se sarà confermato l’accreditamento, potremo contare su ulteriori 50 mila euro da destinare ai restauri, partendo dai materiali più deteriorati. È fondamentale che la biblioteca sia valorizzata all’interno di un contesto consapevole del suo valore. Si tratta di un fondo estremamente interessante per gli studiosi, che a Ventimiglia Alta troverebbero un autentico gioiello».
I dettagli tecnici delle operazioni e delle procedure di restauro sono stati illustrati dalla dottoressa Cristina Dal Molin della Soprintendenza, alla presenza di una delegazione di studenti del liceo Aprosio di Ventimiglia, coinvolti nell’iniziativa come segno di attenzione verso le nuove generazioni e la trasmissione della memoria storica.





