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Tribuna di Pian di Poma, due project sul tavolo: la Virtus chiede tempi certi

Moroni: “Proposta sostenibile, basta proroghe”. Alla giunta Mager l’idea di un Comunale in sintetico per aprire l’impianto a tutto il calcio cittadino

Sanremo torna a discutere di impianti e di gestione, più che di risultati sul campo. Con Pian di Poma affidato in ultimo alla Sanremese Calcio di patron Alessandro Masu e la quarta proroga tecnica in scadenza a giugno 2026, sul tavolo dell’amministrazione Mager – in particolare su quello dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Donzella e dell’assessore allo Sport Alessandro Sindoni – sono arrivati due progetti di finanza a iniziativa privata, speculari, per la riqualificazione delle tribune del campo a undici.

Da una parte c’è la Virtus Sanremese, che è uscita allo scoperto depositando ufficialmente il proprio project con investimenti mirati e un piano economico-finanziario “a misura” di realtà dilettantistica. Dall’altra c’è quello della Sanremese, formalmente depositato a ottobre 2025 ma non ancora reso pubblico nei dettagli, descritto come un intervento di più ampio respiro, con una tribuna monoblocco da circa 2 mila posti. Due visioni diverse anche sul piano dei numeri: la Virtus punta su due tribune per un investimento complessivo attorno ai 300 mila euro, mentre l’altra proposta si annuncia, per dimensione, di categoria superiore.

In questo scenario, a poco più di 24 ore dall’operazione Villa Helios – che ha visto Masu entrare, in società con i fratelli Ascione, nella proprietà della storica ex clinica di Pian di Poma – la Virtus rilancia con un intervento pubblico affidato a Massimiliano Moroni, direttore operativo e storico proprietario del club insieme al fratello Gianluca, attuale presidente. Il collegamento tra l’immobile di Villa Helios e l’eventuale progetto tribune della Sanremese viene evocato come possibile sviluppo futuro di un più ampio disegno “medico-sportivo” sull’area, ma al momento resta un’ipotesi e non un elemento formalizzato nei procedimenti amministrativi. Moroni rivendica anzitutto la logica della proposta Virtus e il suo posizionamento, volutamente lontano da grandi operazioni di marketing. «Dal nostro punto di vista, il progetto presentato su Pian di Poma è idoneo alle esigenze del calcio cittadino: è sostenibile sul piano economico e non prevede voli pindarici, come palazzetti o arene», afferma. Poi inserisce la proposta in una cornice più ampia: «È una risposta che vogliamo dare alla città. Siamo pronti a partecipare alla procedura che dovrà essere avviata, perché sono quattro anni che si procede in regime di proroga, sia a Pian di Poma sia al Comunale. Non ci siamo arresi».

Il primo punto, per la Virtus, è il fattore tempo. Moroni chiede all’Amministrazione di non rallentare sulla valutazione delle proposte e sugli atti conseguenti, perché la scadenza della proroga è vicina. «Non vogliamo tirare per la giacchetta nessuno e non intendiamo fare pressioni su chicchessia. Chiediamo però che l’Amministrazione abbia tutti gli strumenti in mano per valutare la proposta migliore per la città e che lo faccia senza perdere tempo, perché la scadenza è a giugno», è la sostanza del messaggio. Nel ragionamento del direttore operativo entra anche la crescita recente della Virtus e la richiesta di “mettersi in gioco” a condizioni paritarie. «Siamo una società che negli anni ha avuto una gestione oculata, senza indebitarsi, in regola sotto ogni profilo. Abbiamo oltre 300 tesserati, in crescita, e abbiamo bisogno di spazi», sottolinea, richiamando anche un tema di sensibilità politica: «In un panorama in cui c’è chi attribuisce un proprio nome e un proprio brand a un campo comunale riqualificato con fondi pubblici del Pnrr, noi rivendichiamo un approccio diverso: il nome Virtus richiama la virtù, il senso del bene comune».

Il secondo punto, più innovativo, è una proposta che Moroni porta fuori dal perimetro immediato di Pian di Poma e indirizza direttamente alla giunta Mager: intervenire sul campo del Comunale con un nuovo manto in sintetico, abbandonando l’erba naturale. «Suggeriamo all’Amministrazione, laddove sia possibile, di dare vita entro un anno al sintetico al Comunale. È una nostra richiesta», dice Moroni, spiegando la ratio: l’erba vera richiede manutenzioni onerose e limita fortemente l’utilizzo, mentre un sintetico aumenterebbe le ore disponibili e renderebbe l’impianto una valvola di sfogo per allenamenti e soprattutto per le partite del fine settimana. «Le società dilettantistiche, da sole, non possono farcela. La squadra più alta in grado resterà privilegiata, come da regolamento, ma almeno potremmo avvantaggiarci tutti di una struttura pubblica», insiste, indicando un orizzonte di lungo periodo: «Per quindici anni si risolverebbe un problema del calcio cittadino».

(In copertina Maci Moroni, il Comunale e un rendering del project Virtus per Pian di Poma)