Sanremese, scossa in campo e fuori: i conti spronano il rilancio. Masu: “In Lega Pro con questo Comunale”
Con una mini-serie utile, i biancazzurri provano a voltare pagina. Nuovi soci e il main sponsor Betora leve per rimettere in equilibrio il bilancio. Sullo sfondo, pronto l’atto per Villa Helios
Sanremo. La Sanremese prova a chiudere un capitolo e ad aprirne un altro. Lo raccontano insieme il campo e le carte. In campionato, dopo una prima parte di stagione vissuta più di riflesso sull’eco mediatica dei “figli d’arte” che su risultati all’altezza delle aspettative, i biancazzurri stanno trovando segnali più concreti. L’ultimo è l’1-0 di ieri sul Chisola al Comunale (rete della vittoria del giovane e trainante Djorkaeff), un successo che ha dato continuità alla fase di assestamento avviata nelle ultime settimane, dentro e fuori dal campo. Sullo sfondo resta una classifica che impone prudenza, ma che scongiura la parola retrocessione.
Dopo l’uscita senza spiegazioni di Tobias Del Piero, figlio del “Pinturicchio” Alessandro, anche la stagione delle separazioni eccellenti sembra essere giunta al termine: la società biancazzurra ha comunicato due giorni fa la risoluzione consensuale del contratto con il portiere Francesco Gattuso, nipote del ct della nazionale “Ringhio”. In parallelo, il mercato invernale ha cambiato volto alla rosa di mister Marco Banchini, con un pacchetto di innesti pensato per dare gamba e soluzioni nel girone di ritorno. Fuori dal campo, la giornata della risoluzione con Gattuso è stata anche quella del debutto pubblico del nuovo main sponsor. Christian Lali Karembeu, vicepresidente del club, ha presentato l’accordo con Betora Global come “un momento importante per il club e la città”, parlando di un partner “così forte” pronto a credere nel progetto, nella squadra e nei tifosi. Sulla stessa linea il Ceo Hamed Rahimi, che ha descritto l’intesa come una scelta di lungo periodo, “dentro e fuori dal campo”, appunto.
È qui che il terreno di gioco incrocia i conti. Il bilancio annuale depositato nelle scorse settimane, chiuso al 30 giugno 2025, restituisce un quadro di forte sofferenza e spiega perché la “seconda stagione” della Sanremese non può essere soltanto calcistica. Nell’esercizio la società sportiva a responsabilità limitata registra ricavi per 468.450 euro contro i 777.015 dell’anno precedente, mentre la perdita sale a 200.312 euro e porta il patrimonio netto in terreno ampiamente negativo a -515.308 euro. Debiti complessivi per 919.694 euro, quasi tutti esigibili entro dodici mesi. Tra le voci spiccano anche debiti verso il Comune di Sanremo (51.685 euro) e debiti tributari rateizzati (242.051 euro), oltre a 120.572 euro verso amministratori per spese anticipate per conto della società. Nella nota integrativa c’è però anche il passaggio che motiva la prospettiva di continuità e scongiura l’ipotesi liquidazione: “In data 21.11.2025 la compagine sociale si è ampliata con l’inserimento di nuovi soci” e con l’impegno “ad effettuare significativi versamenti in conto capitale finalizzati alla totale copertura delle perdite”. È la cornice che accompagna l’atto con cui il patron e attuale presidente Alessandro Masu, da socio unico, ha ceduto il 37,5% all’ex nazionale francese Karembeu e un altro 37,5% a Théodoros Peter Paul Ornithopoulos, mantenendo il 25% residuo, oltre alla carica sociale.
E mentre il club prova a riallineare risultati e sostenibilità finanziaria, sullo sfondo torna a muoversi anche il grande capitolo immobiliare legato al presidente. Con il sostegno finanziario dei fratelli Ascione (i protagonisti della ristrutturazione dell’Hotel Eden alla Foce), Masu ha condotto l’operazione per l’acquisto di Villa Helios, con un progetto per la riconversione dell’ex clinica in centro di riabilitazione sportivo d’eccellenza. Dato più volte in fase di stallo tra ambizioni sovrastimate e nodi urbanistici da sciogliere, secondo le ultime informazioni verificate, le criticità sarebbero state in ultimo sanate dalla proprietà e l’atto di vendita, dopo un percorso a ostacoli, sarebbe ora atteso a giorni, con la possibilità di una svolta decisiva. Più in là, ma non si conosce con precisione dove, naviga il project del nuovo stadio. Bocciato a più riprese dai consulenti e dirigenti del Comune di Sanremo e dalla giustizia amministrativa, sembra scomparso dai radar l’ultimo ricorso presentato dal sodalizio biancazzurro nel tentativo estremo di tenere a galla anche quella barca.

L’intervista. Presidente, che fase sta vivendo la Sanremese? “È una fase nuova. Io ho investito fin dall’inizio non solo sul settore giovanile, ma su un progetto complessivo che mettesse al centro le strutture. Perché senza strutture non costruisci nulla, né sul piano sportivo né su quello societario.” Quanto conta, in questo senso, l’ottenimento della gestione di Pian di Poma? “Conta tantissimo. Finalmente siamo riusciti a ottenere la gestione di Pian di Poma e questo è un passaggio concreto: significa risparmiare circa 80 mila euro all’anno che prima spendevamo in affitti di altri campi per partite e allenamenti ‘in giro per il mondo’. Quelle risorse oggi possono rientrare nel circuito del club e diventare investimenti.” Lei insiste molto sul binomio sport-strutture. Perché lo considera indissolubile? “Perché è così. Puoi fare tutte le scelte tecniche che vuoi, ma le strutture minime per fare calcio servono. Io continuo a legare in modo diretto la crescita sportiva agli investimenti su stadio e centro sportivo. E per farlo, è evidente che serve anche una sponda istituzionale.” È anche per questo che ieri ha incontrato il sindaco allo stadio? “Sì. Ieri ci siamo visti allo stadio con il sindaco Alessandro Mager perché dobbiamo parlare in modo molto chiaro di prospettive e strumenti. Se vuoi che qualcuno investa, devi mettere in campo condizioni amministrative e tempi coerenti”. Veniamo al nuovo stadio: oggi lei ammette che il progetto originario era troppo ambizioso. “Sì, lo dico apertamente: il progetto originario, quello che veniva stimato da almeno 100 milioni di euro, era troppo ambizioso per Sanremo. In quel momento, da parte degli investitori interessati c’era un’impostazione del tipo: o lo facciamo così o non lo facciamo. Oggi l’approccio è diverso e, paradossalmente, più solido.” In che senso? “Perché adesso non sono più solo a decidere e non siamo più legati a ‘grandi opere’. Con i nuovi soci abbiamo ragionato su una strada più concreta: riprendere lo stadio comunale di Sanremo, ristrutturarlo per step, migliorare ciò che serve davvero. Abbiamo già iniziato con tinteggiature interne ed esterne, stiamo lavorando sull’area hospitality. L’obiettivo è capire se l’attuale Comunale può essere il nostro ‘cuscinetto’ per arrivare in Lega Pro già all’esito del campionato del prossimo anno.”
Cosa chiedete, in cambio, all’Amministrazione comunale? “Chiediamo una concessione seria e con un orizzonte reale. Noi siamo disponibili a spendere, ma non ha senso investire se la concessione dura un anno o se ogni volta riparti da zero. Se mettiamo soldi nelle strutture, serve una cornice che dia garanzie. In questo senso è da leggere anche il deposito del nostro project per il rifacimento delle tribune di Pian di Poma, protocollato a ottobre, prima di altre società che hanno resa pubblica la propria iniziativa”. Dopo il diniego sul DocFap per il nuovo stadio, cosa cambia sul piano progettuale? “Quel passaggio ci ha fatto prendere atto che una certa impostazione non era percorribile. Oggi, anche per questo, abbiamo abbandonato l’idea di inseguire per forza ‘il progetto perfetto’. L’obiettivo è sistemare la società, non solo finanziariamente, ma anche dal punto di vista sportivo. Le priorità sono chiare: prima la squadra e l’organizzazione, poi le strutture indispensabili per fare calcio in modo serio.” L’ingresso dei nuovi soci va letto in questa direzione? “Assolutamente. Ho accettato di far entrare due persone importanti non solo per il capitale, ma per il know how che apportano. L’obiettivo è fare un salto e creare le condizioni per ambire al professionismo. La cosa che conta è che entrambi (Masu si riferisce a Karembeu e Ornithopoulos) ci hanno messo la faccia personalmente, non tramite società di comodo. Karembeu è stata una grande sorpresa come uomo. È una persona umile, concreta, e ha scelto la Sanremese Calcio come prima società in cui investire. Il nostro sta diventando un progetto internazionale e lui è promotore di iniziative, porta allo stadio i suoi amici ex campioni che ci stanno dando una mano in prima persona anche a risollevare le presenze dei tifosi. Questo serve a far capire alla città e alle istituzioni che non siamo ai soliti ‘toccata e fuga’.” In sintesi: qual è la sua idea di Sanremese nei prossimi mesi? “Un progetto meno basato solo sulle mie forze e più fondato su esperienze internazionali. Io sono stato un visionario, è vero, ma oggi sono orgoglioso di aver convinto persone di questo livello. Adesso dobbiamo fare la cosa più difficile: trasformare visione e credibilità in strutture, organizzazione e risultati.”
(In copertina, a sinistra Masu al centro con lo staff biancazzurro. A destra in alto Karembeu alla firma con il nuovo sponsor. Sotto l’area sportiva di Pian di Poma)











