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Processo Ares 2021, Gianluca Cavalcante libero dopo la riduzione della pena in Appello: annunciato ricorso in Cassazione

L’avvocato Caterina Biafora è convinta che «ci sia ampio margine per poter escludere da ogni responsabilità il mio assistito

Sanremo. Gianluca Cavalcante è tornato libero dopo la decisione della Corte d’Appello di Genova che ha ridotto la sua condanna a due anni, tre mesi e dieci giorni, pena che risulta già interamente scontata. Da ieri, dunque, non ha più pendenze detentive da eseguire.

La sua posizione, nell’ambito del procedimento noto come processo Ares 2021, resta distinta rispetto alle imputazioni più gravi contestate ad altri imputati. Cavalcante, infatti, non è stato coinvolto nelle accuse di traffico di stupefacenti né di associazione a delinquere di stampo mafioso, non ha aggravanti mafiose e non risulta collegato alla famiglia Gioffré-De Marte. La condanna riguarda esclusivamente un episodio di estorsione ritenuto isolato e di lieve entità, con un ruolo considerato minoritario.

Cavalcante è assistito dall’avvocato Caterina Biafora del foro di Torino, che ha già annunciato ricorso in Cassazione ritenendo sussistenti margini per un’ulteriore revisione della responsabilità penale.

Nei motivi d’Appello, il primo punto sollevato dalla difesa è di natura assolutoria: secondo il legale, le prove raccolte sarebbero fondate principalmente su indizi non univoci e su intercettazioni che non dimostrerebbero un contributo concreto dell’imputato alla commissione dei reati contestati. In particolare, viene evidenziato che Cavalcante non avrebbe partecipato alla fase esecutiva dei fatti e che le sue eventuali indicazioni sarebbero state generiche e prive di efficacia causale.

Il secondo motivo, relativo alla determinazione della pena, è stato invece completamente accolto dalla Corte d’Appello di Genova, che ha ridotto sensibilmente la condanna. Secondo la difesa, in primo grado non sarebbe stato correttamente applicato il bilanciamento tra attenuanti e aggravanti previsto dall’articolo 69 del codice penale, circostanza che avrebbe inciso sul trattamento sanzionatorio.

Nonostante la scarcerazione e la pena ormai completamente espiata, la difesa intende proseguire il contenzioso davanti alla Corte di Cassazione. L’avvocato Biafora, infatti, è convinto che «ci sia ampio margine per poter escludere da ogni responsabilità il mio assistito».