La tragedia delle foibe e la scomparsa di Gabriele Capone: il Ruffini va in scena per non dimenticare
La rappresentazione nell’aula magna davanti a studenti e associazioni del territorio
Imperia. Per l’I.I.S. “G. Ruffini” il Giorno del Ricordo è ancora più sentito. Non solo perché richiama una tragedia storica rimasta per troppi anni ai margini delle pagine di storia, ma anche perché per la scuola quella data si lega indissolubilmente alla perdita di un compagno.
Il Giorno del Ricordo ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata. Una ricorrenza che gli studenti del Ruffini hanno scelto di trasformare in testimonianza viva, portando in scena uno spettacolo teatrale dedicato alla memoria, affinché quella pagina di storia non venga dimenticata.
La prima rappresentazione si era tenuta proprio il 10 febbraio, nell’Auditorium della Camera di Commercio, alla presenza di istituzioni, studenti e associazioni del territorio. Il pomeriggio precedente, però, il gruppo aveva appreso la notizia della scomparsa di Gabriele Capone, alunno dell’istituto, morto tragicamente nel mese di febbraio in un incidente automobilistico.
«Per noi è stato un giorno molto duro – ha raccontato la professoressa Giorgia Maria d’Isa – perché molti degli studenti del gruppo teatrale conoscevano Gabriele, alcuni erano i suoi migliori amici. Non me la sono sentita di costringerli a salire sul palco. Sono stati loro a scegliere di partecipare, per rendere grazie alla vita e per fare in modo che questo spettacolo arrivasse anche a lui. Abbiamo dedicato un applauso perché era come se lo sentissimo con noi sul palco. È stato il modo più bello, più intimo, per ricordarlo».
Da allora, per il Ruffini, il 10 febbraio non è soltanto una data civile ma anche un giorno che richiama un’assenza. E proprio per questo la memoria assume un significato ancora più profondo. Oggi lo spettacolo è tornato in scena nell’aula magna dell’istituto, davanti a un folto pubblico di studenti e rappresentanze di associazioni locali, confermando il valore educativo del progetto.
«L’idea – ha spiegato ancora la professoressa d’Isa – è nata dalla volontà mia e del professor Giovanni Peirone di creare uno spettacolo che affrontasse un tema importante e delicato, ma mai in modo fazioso. Abbiamo scelto un’atmosfera onirica, leggera. Affrontare temi pesanti in modo leggero è la chiave per evitare la retorica e arrivare in modo più diretto alle persone».
Musica, canto, ballo e recitazione diventano strumenti per rendere più accessibili argomenti di storia e geostoria, trasformando la conoscenza in esperienza. «Finite le commemorazioni – ha sottolineato il professor Giovanni Peirone – il vero punto è che non si tratti di una semplice formalità. Abbiamo cercato di fare in modo che i ragazzi potessero immedesimarsi nelle situazioni che vengono ricordate nel giorno del Ricordo. Questo è il punto».
Una rappresentazione che unisce memoria storica e memoria personale, e che per il Ruffini rende il Giorno del Ricordo una data che non potrà più essere soltanto una ricorrenza, ma un impegno civile e umano destinato a rimanere.





