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Nel 2019 a Camporosso uccise un maialino per pura crudeltà, riprendendo la scena con il suo smartphone

Perinaldo. Sono rimasti una capretta, un asino e un cane, nella casa in strada Beragna, nel territorio comunale di Perinaldo, dove la piccola Beatrice, due anni, ha trascorso le sue ultime ore da viva. In quella casetta di campagna, circondata da terreni incolti, ora c’è un presidio fisso dei carabinieri, che ieri hanno apposto i sigilli all’abitazione, su ordine della Procura della Repubblica di Imperia.

Il sequestro dell’immobile, dove vive Emanuel Iannuzzi, è scattato dopo che la nuova compagna, Manuela Aiello, ha raccontato agli inquirenti di aver trascorso due giorni lì con le tre figlie. Arrivate sabato, le bambine hanno trascorso a Perinaldo tutto il weekend, insieme alla madre e a Iannuzzi, ora indagato a piede libero con l’accusa di omicidio preterintenzionale: la stessa accusa per cui lunedì scorso, giorno in cui Bea è stata trovata morta nella sua casa di Montenero, la donna è finita in carcere.

Iannuzzi, 42 anni, non è un nome sconosciuto alle forze dell’ordine. Nel febbraio del 2019, a Camporosso, l’uomo era stato accusato, (e poi condannato a 1 anno, 7 mesi e 22 giorni), per uccisione di animale, detenzione illegale di arma comune da sparo, detenzione di arma clandestina e ricettazione dell’arma, per aver ucciso un maialino, sparandogli, per pura crudeltà. I fatti erano emersi mesi dopo, nel corso di un’altra indagine, durante la quale la polizia aveva raccolto e verificato alcune indiscrezioni. Gli agenti del commissariato di Ventimiglia riuscirono ad acquisire le immagini video con le quali l’autore del reato aveva voluto documentare il suo gesto. La pistola non venne trovata, ma la buona qualità delle immagine consentì agli investigatori di individuare con certezza il tipo di arma utilizzata: una pistola calibro 8 “a salve”, abilmente modificata e trasformata in un’arma capace di sparare cartucce calibro 7.65 browning.

La condanna era stata inizialmente “tramutata” in affidamento in prova ai servizi sociali, poi revocato, in quanto Iannuzzi non avrebbe ottemperato alla prescrizioni della misura di sicurezza alternativa al carcere. Dal settembre del 2023 era così finito in cella.

Dell’uomo, inoltre, è nota l’attività di spaccio. E non è tutto. La casa di Perinaldo in cui vive sarebbe stata occupata in modo abusivo alla morte del legittimo proprietario. E’ qui che sabato Manuela ha portato le sue tre figlie, tra cui Beatrice che secondo quanto raccontato dalla madre, sarebbe stata vittima di una caduta il giovedì precedente. La piccola, però, sempre a dire della donna, non aveva dato segni di sofferenza. Non fino a domenica pomeriggio, almeno, quando Manuela era tornata nella casetta di Perinaldo dopo una serie di commissioni e aveva notato che respirava male. A quel punto le avrebbe fatto l’aerosol, diverse volte, per poi metterla a letto insieme alle sorelline. La mattina dopo, con Bea ancora addormentata, mamme e figlie sono tornate a casa, a Montenero di Bordighera. Qui la donna, accorgendosi che la figlia non respirava, ha chiamato il 118. Ma era troppo tardi. Beatrice non c’era già più.