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La Breast Unit di Sanremo rischia di perdere il suo fondatore, Claudio Battaglia in pensione: «Resterei, amo troppo il mio lavoro»

L’Ats dispone l’uscita a partire dal 6 aprile. Il medico chirurgo da oltre 40 anni in corsia: «La nascita del reparto una delle cose più importanti della mia carriera»

Sanremo. Dopo oltre quattro decenni in corsia, la Breast Unit e il reparto di Senologia dell’ospedale Borea si preparano a salutare Claudio Battaglia, figura storica della chirurgia sanremese e punto di riferimento per la senologia in Asl1, oggi Area sociosanitaria locale 1 nel nuovo assetto regionale. A fissare nero su bianco la data è una determinazione della struttura Risorse Umane: il rapporto di lavoro del dirigente medico Battaglia si risolve per raggiunti limiti di età dal 6 aprile 2026, con ultimo giorno di servizio il 5 aprile.

Il provvedimento richiama anche il trattenimento in servizio già concesso in passato, a richiesta, fino al 5 aprile 2026, segno di una continuità considerata preziosa in un’azienda che negli ultimi anni ha visto uscire diversi “primari di peso” e che, dal 1 gennaio 2026, vive peraltro la fase transitoria legata alla riorganizzazione in ATS Liguria. Nel curriculum professionale, Battaglia vanta una traiettoria che coincide con l’evoluzione della sanità pubblica nel Ponente: dipendente della ex Usl Imperiese dal novembre 1981, chirurgo all’ospedale di Sanremo dal 1982, ha guidato negli anni moduli e strutture semplici fino a diventare responsabile della Struttura semplice dipartimentale di “Senologia clinica e Breast Unit”, di cui di fatto è il fondatore. Formazione e titoli parlano di una carriera costruita tra Università e ospedale, con laurea in Medicina a Genova con lode, specializzazione in Chirurgia generale e poi in Oncologia chirurgica, oltre a un percorso specifico in senologia e un lungo impegno didattico, anche come professore a contratto dell’Università di Genova nei corsi per Scienze infermieristiche.

Accanto al profilo clinico, c’è quello “di territorio”, che in provincia di Imperia pesa quasi quanto il camice. Per vent’anni Battaglia è stato presidente provinciale della Lilt, ruolo che lo ha visto in prima linea nella cultura della prevenzione e nello screening, e nel curriculum indica oggi la carica di vicepresidente. Poi la passione sportiva, quella del canottaggio, coltivata da sempre e diventata anche impegno professionale: medico federale della Nazionale italiana di canottaggio tra 2005 e 2008, e per anni medico sociale della Canottieri Sanremo. Per il suo impegno sportivo e sociale, nel 2005 è arrivata anche la nomina a Console del Mare e nel 2020 diventa Cavaliere della Repubblica. Nella più recente stagione civica, alle ultime amministrative era sceso in campo nella lista “Sanremo Domani”, a sostegno dell’amico di lunga data Gianni Rolando.

Il pensionamento di Battaglia si inserisce in una fase in cui Asl1 ha già salutato altre figure apicali: dalla Cardiologia di Imperia, con l’uscita di Roberto Mureddu, all’Anestesia e Rianimazione del Borea guidata da Giorgio Ardizzone. In ultimo Pierluigi Bracco, storico direttore della Ginecologia e ostetricia, tre passaggi che avevano acceso i riflettori sul tema della continuità e del ricambio generazionale nei reparti più esposti. Stando a quanto si apprende, anche per la Senologia l’azienda dovrebbe procedere con la nomina di un facente funzione, in attesa di bandire il concorso pubblico per individuare il futuro primario. Battaglia, intanto, non nasconde il desiderio di rimanere ancora in corsia. «Tra qualche mese dovrò andare in pensione, ma se dipendesse da me continuerei a lavorare. Per questo guardo con speranza a quanto si sta discutendo nel Milleproroghe, che potrebbe consentirmi di restare ancora un anno». Il riferimento è all’emendamento che punta a estendere su base volontaria la permanenza in servizio dei medici del Ssn fino ai 72 anni almeno per tutto il 2026, misura pensata per tamponare la carenza di organico, soprattutto nelle aree periferiche.

«Il mio percorso professionale si è intrecciato anche con l’esperienza e l’impostazione di Umberto Veronesi: da lì è maturata l’idea che il tumore al seno non si affronta con un singolo reparto, ma con una squadra e con un percorso dedicato», – aggiunge il dottor Battaglia -. «La Breast Unit al Borea è nata così: non come un’etichetta, ma come una struttura organizzata, costruita passo dopo passo. È stata resa possibile anche grazie al supporto e alla sensibilità di chi, a partire dalla famiglia Veronesi, ha creduto nel modello e ne ha sostenuto la diffusione sul territorio. Da parte dell’azienda sanitaria locale c’è stata disponibilità a investire su questo progetto e ad accompagnarne la crescita. Poi è arrivato il quadro normativo: con la legge nazionale del 2006 e gli indirizzi europei si è consolidata l’idea che la senologia dovesse essere organizzata in centri dedicati e certificabili. Rivendico con orgoglio di aver contribuito a fondare e strutturare la Breast Unit di Sanremo. Per me resta una delle cose più importanti della mia carriera». Il futuro? «Nell’equipe matuziana abbiamo chi potrebbe sostituirmi. Mi auguro che sia un giovane di talento ad avere questa possibilità», – conclude il medico chirurgo -.