«Fermatevi, così si scaricano solo costi su chi lavora»
Annonario, l’ultimo appello degli operatori Confesercenti alla giunta Mager: «Poi non dite che siamo cari»
Sanremo. È un appello in extremis, lanciato a poche ore dal consiglio comunale di venerdì pomeriggio, chiamato ad approvare il nuovo “Regolamento per la disciplina dei mercati e delle fiere”, che comprende anche il capitolo più delicato: la nuova disciplina del mercato annonario di piazza Eroi. A parlare sono alcuni operatori iscritti a Confesercenti, che all’interno della struttura rappresenta la componente numericamente più consistente tra i concessionari attivi, e che da settimane chiede all’amministrazione Mager di fermarsi e rinviare il via libera al testo, su cui si sta spingendo sull’acceleratore dopo anni segnati dall’inerzia.
Secondo i commercianti, infatti, l’approvazione adesso avrebbe un effetto immediato ben preciso, senza sciogliere i nodi di prospettiva legati alle future gare per il riaffidamento delle concessioni, che restano comunque rinviate almeno al 2027. Il punto, spiegano, è che nel frattempo il regolamento introdurrebbe a carico degli attuali titolari il rimborso dei “servizi accessori”, dal consumo elettrico e idrico alla pulizia e alla manutenzione ordinaria. Una partita economica che oggi, sostengono, ricade in larga parte sul Comune e che rischierebbe di diventare un ulteriore aggravio per chi già paga canoni e tributi.
«È assurdo continuare a portare avanti regolamenti che derivano ancora dalla giunta Biancheri, e che contengono gli stessi errori», attacca Gianni Di Quinzio. «Questo è un mercato comunale, pubblico. Pensare di impostarlo come se fosse un bene da cedere è come voler vendere la Fontana di Trevi. Chiediamo di soprassedere su questo testo e di fermarsi: è un appello in extremis». Nel mirino, oltre alla questione dei costi, finiscono anche alcune prescrizioni operative ritenute difficili da applicare nella quotidianità. «Sulla gestione dei rifiuti, per esempio, si parla di conferimenti entro le 9 del mattino. Non si può disciplinare così un mercato che deve lavorare con prodotti freschi fino all’orario di chiusura», aggiunge.
Il ragionamento, però, si inserisce in una cornice più ampia, che gli operatori richiamano da mesi. «Le linee guida da Roma sono ancora bloccate, e oggi il mercato sembra un deserto. Non è colpa nostra e non è una scelta nostra», insiste Di Quinzio, collegando l’incertezza normativa nazionale alle procedure di gara che i Comuni attendono per mettere mano alle concessioni. «Già paghiamo utenze, suolo pubblico, una tassa comunale che è aumentata del 40%, e la spazzatura. Non possiamo caricarci anche di luce, pulizie e guardiaggio. Parliamo di spese in più che, complessivamente, possono valere tra i 100 e i 200 mila euro, da caricare sulle spalle degli attuali operatori, con criteri di ripartizione che non si conoscono».
Sul fronte delle novità, gli operatori non bocciano tutto. Anzi. «Sulla somministrazione siamo tutti d’accordo», riconosce Di Quinzio, riferendosi all’introduzione della possibilità di somministrare alimenti e bevande all’interno dell’annonario. «Può essere un’opportunità, insieme a un ripensamento degli orari, che oggi sono antiquati e vanno ampliati al pomeriggio, per tutta la settimana, non solo nei weekend. Ma serve un progetto vero, non un regolamento approvato di corsa». La priorità, secondo i commercianti, resta una: riempire i vuoti. «C’è urgenza di assegnare i banchi e i posteggi liberi attraverso i bandi. La nuova linfa apportata dai nuovi ingressi, se poi di giovani, basterebbe per riportare fermento, come accadde quando entrammo noi più di trent’anni fa».
Sulla stessa linea Lorenzo Armanetti, anche lui operatore dell’annonario vicino a Confesercenti, che prova a trasformare la protesta in un’ultima richiesta di ascolto. «Non è ancora detto che sia tutto deciso, ma facciamo un appello a non remare contro chi lavora qui dentro. Siamo percepiti come troppo cari, la concorrenza della grande distribuzione è forte e ogni costo in più si riflette sui prezzi», osserva. Poi rivendica il peso della sigla nella struttura: «All’annonario la grande maggioranza degli operatori è con Confesercenti, parliamo di una quarantina di attività. Chiediamo che la voce di chi è sul campo venga considerata davvero». A pesare, sullo sfondo, c’è anche la polemica sui tempi e sul metodo. Le categorie contestano il poco preavviso con cui sarebbe stata trasmessa la bozza di regolamento, arrivata a fine gennaio con contestuale convocazione a un incontro tecnico a inizio febbraio, e la sensazione di essere state chiamate a esprimersi in una finestra troppo ristretta rispetto alla portata del provvedimento. Venerdì, intanto, Palazzo Bellevue va verso il passaggio decisivo: consiglio comunale dalle 17.30, con il regolamento inserito come unica pratica all’ordine del giorno.
(In copertina gli operatori intervistati con al centro Mimmo Alessi, punto di riferimento di Confesercenti per il mercato annonario di Sanremo)











