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Fabio Lottero, da Bordighera a Dakar: 6200 chilometri di sfida nell’Africa Eco Race 2026

Il pilota ligure è arrivato secondo nella sua categoria

Bordighera. Seimila duecento chilometri di gara, attraversando Marocco, Mauritania e Senegal, affrontando freddo, neve, dune, tempeste di sabbia e guasti meccanici. È l’impresa firmata da Fabio Lottero, pilota di Bordighera, che ha portato a termine l’Africa Eco Race 2026, chiudendo al secondo posto nella categoria +450, dopo aver corso nella “malle moto”: la categoria più dura, quella senza assistenza meccanica.

La spedizione è partita simbolicamente proprio da Bordighera, con l’imbarco a Marsiglia in direzione Tángeri. «La prima vera tappa è stata subito durissima – racconta Lottero – ottocento chilometri sotto vento e pioggia, attraversando le montagne dell’Atlante con la neve. Al primo campo c’erano meno quattro gradi: un inizio che non dimenticherò».

Dal Marocco settentrionale, la gara è entrata rapidamente nel vivo con l’arrivo del deserto. «Dalla seconda tappa sono cominciate le dune di Merzouga e Chegaga, i fiumi da attraversare, le piste infinite e le pietre. È una guida continua, senza tregua», spiega il pilota ligure. L’arrivo a Dakhla, nel sud del Marocco, ha coinciso con il giorno di riposo, almeno sulla carta. «Per chi corre in malle moto il riposo non esiste: dobbiamo sistemare la moto da soli, senza meccanici».

La seconda settimana ha segnato l’ingresso in Mauritania, considerata da molti la parte più impegnativa dell’intera Africa Eco Race. «Tappe vere da Dakar – sottolinea Lottero – sabbia senza fine, montagne di pietre e dune molto molli. Alcuni piloti sono rimasti bloccati e hanno dovuto passare la notte nel deserto».
Proprio in Mauritania, Lottero ha vissuto uno dei momenti più critici della sua gara. «Nella terza tappa il ventilatore di raffreddamento della moto ha smesso di funzionare. Il motore bolliva e dovevo fermarmi continuamente. Ho avuto paura di non farcela». La svolta è arrivata al bivacco serale: «Sono riuscito a inventare una soluzione per far funzionare il ventilatore manualmente. È stato fondamentale per continuare».

Superate anche le tempeste di sabbia mauritane, la corsa è entrata nella fase finale con l’ultima tappa cronometrata in Senegal, tra piste sabbiose nella savana. Ma l’imprevisto era ancora in agguato. «A quaranta chilometri dal traguardo la moto si è spenta: iniettore guasto. Per fortuna avevo un ricambio con me e sono riuscito a ripartire».

L’epilogo è stato quello sognato da ogni pilota: l’ultima speciale sulla spiaggia di Dakar e l’arrivo al leggendario Lago Rosa. «Tagliare quel traguardo e salire sul podio, secondo nella mia categoria, è stata un’emozione enorme», conclude Lottero. «Dopo due anni difficili, riuscire a portare a termine una gara così dura ha un valore che va oltre il risultato sportivo».

Un’impresa che porta il nome di Bordighera fino al cuore dell’Africa e che conferma Fabio Lottero tra i protagonisti delle grandi competizioni rally-raid internazionali.