Cyberbullismo, l’allarme della Polizia Postale a Camporosso: «Senza i genitori la prevenzione non funziona»
Il responsabile della PolPosta Imperia: «Iniziati corsi per genitori»
Camporosso. «Il contrasto al bullismo e al cyberbullismo non può fermarsi alle scuole: serve un lavoro educativo che coinvolga anche le famiglie». A dirlo, nel suo intervento, è stato l’ispettore Ivano Rebella, responsabile della Polizia Postale in provincia di Imperia, che ieri pomeriggio ha preso la parola al Centro Giovanni Falcone di Camporosso in occasione della presentazione del Progetto Goya: nuova associazione nata con l’obiettivo di contribuire concretamente alla lotta contro il bullismo.
L’incontro si è svolto in una data particolarmente significativa: il 7 febbraio, giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo.
Da anni la Polizia Postale è impegnata sul territorio soprattutto sul fronte della prevenzione, attraverso la formazione degli studenti di ogni ordine e grado. «Ormai quasi tutte le scuole della provincia ci chiamano per affrontare le tematiche dell’utilizzo consapevole dei dispositivi informatici – ha spiegato Rebella – Non solo perché è un dovere previsto dalla legge, ma spesso perché accade qualcosa di concreto all’interno delle classi».
Con l’esplosione dei social network, i comportamenti a rischio si moltiplicano. L’ispettore ha portato esempi di episodi sempre più frequenti: dalla manipolazione di immagini alla loro diffusione nelle chat di classe, fino a situazioni che coinvolgono non solo gli studenti, ma anche i docenti. «Succede un po’ di tutto – ha sottolineato – E questo è preoccupante».
Un altro dato emerso riguarda il ripetersi delle criticità negli stessi contesti scolastici. «Spesso veniamo chiamati dalle stesse scuole e per le stesse classi. Siamo venuti l’anno scorso, siamo tornati quest’anno e ci richiamano perché succede ancora qualcosa. Evidentemente c’è un tassello che manca».
Secondo Rebella, quel tassello è rappresentato dalla famiglia. «I genitori vanno educati. Molti non sono nati con il cellulare in mano e si sono ritrovati figli che usano tablet e smartphone come il prolungamento di un arto. È un po’ come mettere un adolescente alla guida di una nave in mezzo al mare: quando si entra in porto è inevitabile che arrivino i danni».
Da qui la necessità di avviare percorsi di educazione digitale rivolti anche agli adulti. La Polizia Postale ha già avviato i primi progetti, tra conferenze e incontri online, pensati per superare le difficoltà organizzative e fornire ai genitori strumenti e spunti utili.
Nel suo intervento, l’ispettore Rebella ha infine espresso apprezzamento per la nascita del Progetto Goya: «È un mattoncino in più di quella grande casa che la Costituzione ci chiede di costruire. Gli articoli 2 e 3 parlano di solidarietà sociale e chiedono a ognuno di noi di fare qualcosa».
Un invito chiaro a fare rete, tra istituzioni, scuola, famiglie e associazioni, per affrontare insieme una sfida che riguarda l’intera comunità.


