Bimba morta a Bordighera, sequestrata l’abitazione dove è avvenuto il dramma
Disposta l’autopsia sul corpicino. La donna nega ogni addebito
Bordighera. E’ stata posta sotto sequestro la villetta dove viveva Beatrice, la bimba di due anni trovata morta ieri mattina nel suo lettino. Sulle finestre della casa, sulle alture di Montenero, sono stati apposti i sigilli della Procura della Repubblica, che coordina le indagine affidate ai carabinieri.
La madre della piccola, Manuela Aiello, si trova nel carcere di Pontedecimo, a Genova, dove è stata trasferita nella tarda serata di ieri dalla caserma di via Primo Maggio, dopo un interrogatorio durato ore. Secondo gli inquirenti, che non credono alla sua versione dei fatti, avrebbe causato alla figlia ferite mortali. E’ accusata di omicidio preterintenzionale.
La donna, invece, si è difesa dicendo che la bimba era caduta dalle scale e sembrava stare bene, fino al peggioramento ieri mattina, quando è spirata nonostante i tentativi di salvarle la vita. Una versione ribadita anche dall’avvocato della difesa, Laura Corbetta. Per il medico legale che ha esaminato il corpicino, però, le ecchimosi presenti non sono compatibili con una caduta, ma sarebbero segni di percosse volontarie infertegli, anche con l’utilizzo di oggetti contundenti. Anche le analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti hanno smentito i movimenti che la donna ha invece asserito di aver fatto.
Per avere risposte certe su quanto accaduto alla piccola Beatrice, bisognerà attendere l’esito dell’esame autoptico disposto dal pm Veronica Meglio, cui è affidato il caso.






