Bimba morta a Bordighera, la difesa: «Si tratta di una caduta accidentale»
La versione della donna non è supportata da prove
Bordighera. «Quali accuse? Si tratta di una caduta accidentale della bambina e del fatto che la signora non abbia prestato i soccorsi. Ma la signora ha raccontato che non era una situazione preoccupante. Inizialmente infatti sembrava che la bimba stesse bene. La madre ha raccontato che fino a ieri sera non aveva notato segni diversi».
A parlare, dopo ore di interrogatorio nella caserma dei carabinieri di via Primo Maggio, è l’avvocato Laura Corbetta, legale di Manuela A., la donna di 43 anni arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale per la morte, avvenuta stamane, di Beatrice, di due anni, la figlia più piccola.
Giovedì si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip di Imperia, nel frattempo la donna resterà nel carcere femminile di Pontedecimo a Genova. Le prove, nei suoi confronti, sarebbero schiaccianti.
Stamani, quando la donna ha chiamato i soccorsi dichiarando di non riuscire a svegliare la figlia più piccola, a medico e infermiere del 118 ha raccontato che la bimba, Beatrice, era caduta dalle scale qualche giorno prima, ma stava bene. Una versione che non ha convinto, però, nemmeno il medico legale, che da un primo esame esterno della salma, ha riscontrato numerose ecchimosi sul corpicino. Nella sua relazione, il medico ha scritto nero su bianco che i traumi sul corpo della piccola erano volontari, e alcuni di essi inferti con oggetti contundenti. Anche le analisi delle telecamere hanno smentito i movimenti che la donna ha invece asserito di aver fatto.
Per aver risposte il più esaustive possibili su quanto accaduto, la Procura ha disposto l’autopsia sulla salma. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Veronica Meglio, che nella tarda mattinata si è recata a Montenero insieme ai carabinieri per un sopralluogo all’interno dell’abitazione dove è morta la bimba.
La casa è stata passata al setaccio dai militari dell’Arma e dal reparto specializzato in analisi scientifiche. Nulla è stato lasciato al caso: lo si deve a Beatrice, una bambina di due anni che non sorriderà mai più.



