Bici rimosse a Sanremo, tra applausi e proteste: “Non era abbandonata, ma solo vecchia”
Dopo il blitz della polizia locale che ha portato via una trentina di due ruote, si accende il dibattito tra decoro urbano e timori di rimozioni a vista. Di Malta incontra l’assessore Artusi: “Serve un’anagrafe e regole chiare per la sosta”
Sanremo. Il “blitz” della polizia locale che la scorsa settimana ha portato alla rimozione di circa trenta biciclette ritenute abbandonate ha diviso la Città dei fiori. Da un lato c’è chi plaude alla linea dura, invocando decoro e sicurezza in aree sensibili come stazione e punti di passaggio. Dall’altro, il provvedimento ha generato un’ondata di proteste e segnalazioni, con alcuni utenti che sostengono di essersi visti portare via la propria bicicletta pur non essendo abbandonata.
Tra queste voci c’è quella di Marta, che racconta di non essere ancora riuscita a rientrare in possesso del mezzo. La sua bicicletta, spiega, era legata da circa un giorno e mezzo e presentava segni di usura e parti arrugginite: proprio l’aspetto estetico, a suo dire, avrebbe pesato nella valutazione. “Va bene ripulire e riordinare, sono la prima a condividere l’impostazione. Ma ci vuole un criterio, perché una bicicletta vecchia non è per forza anche una bicicletta abbandonata”, è la sostanza della sua critica, insieme al timore di dover pagare sanzione e deposito senza essere stata avvisata con un contrassegno preventivo. E resta l’incognita pratica: come dimostrare la proprietà, se non si hanno foto o documenti, se non magari le chiavi del lucchetto.
Dal comando di via Giusti, però, la lettura è diversa. Il comandante Fulvio Asconio chiarisce che le biciclette recuperate vengono portate in sede e trattenute “per un certo periodo”, proprio per consentire agli eventuali proprietari di reclamarle. Se nessuno si presenta, “a distanza di un paio di mesi” si procede alla rottamazione. Quanto ai criteri utilizzati, Asconio parla di mezzi mancanti di parti, con gomme a terra, parzialmente arrugginiti o ridotti a veri e propri rottami. E ammette che può esistere un’area grigia, quella di bici molto vecchie ma ancora in uso, dove la valutazione si basa anche su riscontri immediati, come segni di utilizzo recente. Sul punto, la risposta è netta: “Venite in comando, le restituiamo”, con l’invito a segnalare eventuali casi dubbi.
La querelle, intanto, è arrivata questa mattina a Palazzo Bellevue per il tramite della guida cicloturistica regionale Flavio Di Malta, volto noto dell’associazionismo cittadino e presidente provinciale di Acli, che ha chiesto e ottenuto un incontro con l’assessore ai Fondi Europei Lucia Artusi, svolto a Palazzo Bellevue. Al centro del confronto, l’esigenza di una regolamentazione strutturata della sosta delle biciclette, tema che secondo Di Malta non è più rinviabile in una città che dispone di una pista ciclabile considerata tra le più belle d’Europa, ma che non avrebbe, in proporzione, stalli adeguati e moderni, sostituiti spesso da griglie “sparse qua e là”. Di Malta ha portato all’Amministrazione anche la voce di chi si dice danneggiato dalle rimozioni avvenute nei giorni scorsi. Utenti che sostengono di avere parcheggiato in rastrelliere pubbliche e di non aver più trovato la bici al ritorno, con ricadute immediate sulla vita quotidiana, dagli spostamenti fino alle ore perse, anche lavorative, per avviare le verifiche e tentare il recupero del mezzo.
Due, in particolare, le proposte che Di Malta indica come “chiave”. La prima è un’anagrafe dei possessori di biciclette, così da consentire al comando di catalogare i mezzi e risalire rapidamente ai proprietari prima di una rimozione, limitando contestazioni ed errori. La seconda è un regolamento organico sulla sosta, da affiancare a stalli di nuova generazione che permettano di ancorare le bici al telaio e non soltanto alle ruote. Da parte dell’assessore, riferisce Di Malta, massima apertura per avviare un confronto e arrivare a una disciplina chiara e complessiva, capace di tenere insieme decoro urbano, sicurezza e tutela di chi la bicicletta la usa davvero ogni giorno.
(In copertina il “blitz” anti abbandoni)



