L'inchiesta
|Beatrice ricoperta di lividi, si cercano le cause della tragedia
Stamattina l’autopsia sul corpo della bimba morta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio
Sanremo. Dall’autopsia eseguita stamane nei locali di medicina legale dell’ospedale Borea di Sanremo non arriva, per ora, la svolta attesa sull’inchiesta per la morte della piccola Beatrice, la bimba di due anni volata in cielo troppo presto in circostanze orribili, ora al centro del fascicolo della Procura di Imperia per omicidio preterintenzionale. I primi riscontri rimandano agli approfondimenti di laboratorio, che arriveranno entro una decina di giorni, e lasciano ancora aperto, soprattutto, il punto più delicato: quando e come sia avvenuto il decesso.
L’autopsia sul corpicino della piccola morta nel Ponente ligure, non chiude ancora il cerchio. Ci vorranno fino a 90 giorni per avere gli esiti della ricostruzione affidata dagli inquirenti al professor Francesco Ventura, direttore dell’unità operativa di medicina legale del San Martino di Genova. A margine dell’esame medico-legale, tenutosi questa mattina nei locali della morgue dell’ospedale Borea di Sanremo, da ambienti tecnici filtra un dato: il quadro è “molto complicato” e, allo stato, non sarebbe possibile indicare con certezza né una sequenza temporale degli eventi né l’origine precisa della morte. Gli specialisti dovranno attendere gli esiti degli esami istologici, ritenuti decisivi per sostenere o escludere ipotesi che, al momento, sarebbero considerate premature. In sostanza, l’approfondimento di laboratorio viene indicato come lo snodo necessario per comprendere meglio l’evoluzione clinico-traumatologica e provare a ricostruire in maniera scientificamente fondata ciò che è accaduto.
Sul piano dei riscontri esterni, sembrerebbe escludersi che la bambina avesse delle fratture riconducibili a cadute o percosse: non sarebbero state rilevate lesioni ossee, né costali né di altro tipo, tali da far pensare a traumi violenti con rotture. Tuttavia, sul corpo sarebbero presenti numerosi lividi e contusioni. Ferite che, secondo quanto raccolto, non potrebbero passare inosservate neanche agli occhi di una persona comune. Proprio la natura di queste ecchimosi – se riconducibili a traumi contundenti o compatibili con cadute accidentali – sarà oggetto di valutazione attraverso gli esami istologici, chiamati a fornire indicazioni più precise.
In questo quadro si inseriscono anche le divergenze sul tema più sensibile dell’indagine: la collocazione temporale della morte. Un nodo che, allo stato, resta aperto e che potrà essere affrontato solo dopo i risultati di laboratorio. A spiegarlo, in un contesto ancora dominato dalle incertezze, è il dottor Andrea Peirano di Bordighera, consulente nominato da Emanuel Iannuzzi – compagno di Manuela Aiello, indagato a piede libero – e indicato come occupante della villetta di Perinaldo su cui si sono concentrati oggi gli approfondimenti investigativi del Ris di Parma e della procuratrice Veronica Meglio: «Come consulente di parte, posso dire che non è ancora stata stabilita una sequenza temporale del decesso della bambina. Sono state fatte affermazioni piuttosto contrastanti, soprattutto sull’orario della morte: è plausibile che il decesso sia avvenuto tra le 2 e le 6 ore prima del rinvenimento del corpo nell’abitazione di Bordighera, a opera del personale sanitario. Quindi, non nei dintorni della mezzanotte, come sostenuto nella prima perizia su cui si basano i provvedimenti del gip”. Anche l’avvocato Mario Ventimiglia, che tutela il padre della piccola Beatrice, Maurizio Rao, dopo essersi confrontato con il consulente di parte, il dottor Enzo Profumo (Genova), ha riferito che l’ipotesi principale sulle evidenti lesioni riscontrate sembrerebbe trovare una conferma. Resta però da stabilire quale, tra queste, possa aver determinato il decesso della bambina e in che modo siano state procurate.
Il tema dell’orario, del resto, è già al centro dell’ordinanza del gip Massimiliano Botti: il giudice, richiamando la prima valutazione medico-legale su cui si fondano i provvedimenti cautelari nei confronti di Manuela Aiello, colloca il decesso nella notte tra l’8 e il 9 febbraio, indicativamente tra mezzanotte e le 2, dunque molte ore prima della chiamata ai soccorsi avvenuta alle 8:21 di lunedì scorso, dall’abitazione in Montenero, comune di Bordighera. Una ricostruzione che contrasterebbe con la versione della madre e che, secondo gli inquirenti, collocherebbe la morte della piccola nel fine settimana trascorso a Perinaldo. In questo contesto il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere per Aiello, ipotizzando l’omicidio preterintenzionale e ravvisando il rischio di inquinamento delle prove, in attesa che autopsia ed esami istologici chiariscano le molte ombre della vicenda. Resta inoltre sullo sfondo un silenzio assordante sulle condizioni di vita del nucleo familiare, mai segnalate prima alle autorità.
(A centro pagina gli avvocati Laura Corbetta, Martina Di Giovanni e Mario Ventimiglia fuori dalla morgue di Sanremo oltre al medico legale Andrea Peirano)













