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Esame iniziato alle 11 a Sanremo con il professor Ventura per la Procura. Presenti consulenti e legali delle parti. In parallelo in arrivo i Ris di Parma per i rilievi a Perinaldo

Sanremo. È iniziata intorno alle 11, nei locali di medicina legale dell’ospedale Borea di Sanremo, l’autopsia sul corpicino della piccola Beatrice di due anni la cui morte, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe avvenuta a Perinaldo e non a Bordighera, come dichiarato inizialmente dalla madre, presunta responsabile del delitto di omicidio preterintenzionale. Un passaggio centrale nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia, chiamato a chiarire le cause del decesso e a fornire riscontri tecnici utili a definire tempi e dinamica dei fatti. Dipanando la nube di dichiarazioni confuse e contraddittorie emerse finora.

All’esame peritale è presente il professor Francesco Ventura, consulente incaricato dalla Procura. Per le parti risultano presenti il dottor Andrea Peirano per l’attuale compagno della donna in carcere, Manuela Aiello, e il dottor Enzo Profumo, nominato dal padre della bambina, Maurizio Rao, attualmente detenuto. In mattinata è arrivato anche l’avvocato Mario Ventimiglia, che tutela le ragioni del padre della vittima.

Per la donna oggi in carcere, Aiello, si registra la presenza dell’avvocato Martina Di Giovanni, in sostituzione dell’avvocato Bruno Di Giovanni, difensore dell’indagata. Con lei è presente anche l’avvocato Laura Corbetta, che fa parte del pool difensivo della donna. Per la madre della bambina, la consulente di parte è Maria Chiaro Lavorato, ma non è presente all’autopsia per un urgente problema familiare. Da quanto si apprende, la professionista procederà con una richiesta formale per acquisire tutta la documentazione sanitaria e le cartelle cliniche utili agli approfondimenti difensivi. “Non vogliamo lasciare nulla al caso. Oggi è il giorno della verità”, dichiarano Di Giovanni e Corbetta.

Parallelamente, proseguono gli accertamenti sul territorio: nelle stesse ore sono arrivati i Ris di Parma dell’Arma dei carabinieri per i rilievi nell’abitazione di Perinaldo, un’attività che si inserisce nel filone di verifiche già avviato dagli inquirenti per consolidare il quadro tecnico dell’indagine, che ha fatto emergere come la morte della piccola Beatrice sarebbe avvenuta proprio a Perinaldo, da dove il corpo sarebbe stato trasferito a casa Aiello in Bordighera.