Logo
Violenza in palestra a Ranzo, gli abusi denunciati da tre giovanissime

Intera comunità sconvolta dall’arresto del maestro di savate

Ranzo. Tre ragazzine, giovanissime, sportive e appassionate di arti marziali. Sono state loro, con testimonianze e denunce, a “inchiodare” quello che per anni hanno considerato il loro maestro: Luigi Alessandri, 61 anni, nato e residente a Ranzo, piccolo Comune della valle Arroscia, ora indagato dalla Procura di Imperia di violenza sessuale.

Tutte e tre frequentavano le lezioni di Alessandri, direttore tecnico della “A.D.S. Scuola di Ranzo” ed allenatore di savate (boxe francese), che aveva fatto della propria abitazione una palestra. Tutte e tre hanno ascoltato i suoi insegnamenti, pensando che ogni richiesta fosse lecita, per crescere, migliorarsi: nello sport come nella vita.

Una violenza, quella subita dalle tre atlete, che oltre ad essere fisica era soprattutto psicologica. A partire dal 2022 fino alla fine del 2025, le ragazzine sono state convinte ad accettare condotte «per sbloccare la mente» e «ottenere successi sportivi». Chi prima, chi dopo, non ce l’ha fatta più e ha confidato all’amica, ai genitori, e poi anche ai carabinieri, quelle carezze non richieste, quelle attenzioni morbose messe nero su bianco nelle carte dell’inchiesta condotta dalla Procura.

Un’indagine che ha sconvolto un’intera comunità, anche perché il maestro, Luigi Alessandri, è ben noto in paese. Come spiega il sindaco di Ranzo, Giancarlo Cacciò, che lo conosce da anni: «E’ una persona più che nota, di professione conduce un’azienda agraria. Luigi è anche il mio vicino di casa e lo conoscevo come tutt’altra persona. Come un campione sportivo.  La notizia ci lascia sconcertati e prende la nostra comunità alla sprovvista, non potevamo immaginarlo. In paese, a parte le manifestazioni sportive, non partecipa molto alle attività organizzate, ma lo conosciamo tutti come un uomo normale, un lavoratore. Uno sportivo che non abusa di alcol o altre sostanze. Ancora oggi l’ho incrociato per strada e ci siamo salutati come di consueto. Poi ho ricevuto gli articoli di giornale e non ci potevo credere».

Eppure, secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa, Alessandri quelle ragazzine le avrebbe violate più e più volte. Con la scusa, ad esempio, di «effettuare massaggi defaticanti, accarezzava loro le parti intime». E ancora: esigeva baci sulla bocca, anche con la lingua. Voleva essere accarezzato, vederle nude, spogliarsi «per non deluderlo». La scusa? Tirare fuori la “femmina alfa” per superare i limiti: solo così sarebbero arrivati i successi anche sul ring.

Alla fine c’è chi ha lasciato lo sport e chi, invece, ha continuato a frequentare le lezioni sviluppando malesseri: mal di stomaco, irrequietezza, ansia, prima e dopo gli incontri. Comportamenti che hanno insospettito anche i genitori delle atlete. Nessuno, però, avrebbe mai pensato a tanto.

Al momento, il legale di Alessandri, l’avvocato Simona Carluccio, preferisce non commentare la notizia nell’attesa di leggere le carte prodotte nei confronti del suo assistito.