Violenta la cuginetta per anni a Ventimiglia, condannato a 5 anni e mezzo di carcere
Il giudice ha inoltre disposto, per incompetenza del Tribunale di Imperia, il rinvio degli atti al Tribunale dei Minorenni di Genova per i reati che l’imputato avrebbe commesso fino al 17 luglio del 2017
Imperia. Il tribunale collegiale di Imperia, presieduto dal giudice Carlo Alberto Indellicati (a latere i colleghi Francesca Di Naro e Antonio Romano) ha emesso stamane sentenza di condanna in primo grado a cinque anni e sei mesi di reclusione, con il pagamento di una provvisionale da 20mila euro (oltre al pagamento delle spese legali) nei confronti di G.A.C.R., 26enne di nazionalità cilena finito a processo con l’accusa di aver violentato per anni la cugina minorenne.
Per l’imputato, la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 7 anni e mezzo. Il giudice ha inoltre disposto, per incompetenza del Tribunale di Imperia, il rinvio degli atti al Tribunale dei Minorenni di Genova per i reati che l’imputato avrebbe commesso fino al 17 luglio del 2017, in quanto non ancora maggiorenne, condannandolo invece per gli anni successivi.
I fatti sono avvenuti a Ventimiglia, dove vive la vittima. Le violenze sono emerse nel febbraio del 2022 quando un professore della ragazzina, studentessa in un istituto della città di confine, ha chiamato i carabinieri di Ventimiglia dichiarando che la giovane non si era presentata a scuola e dai messaggi invitati sullo smartphone di una sua compagna di classe, si temeva che potesse togliersi la vita. Allarmati dalla segnalazione del docente, i carabinieri si sono subito recati nell’abitazione della studentessa. Quel giorno, però, la ragazzina aveva detto di non essere andata a scuola in quanto non si era sentita bene, e nulla sembrava far presagire il peggio. Per scrupolo, comunque, la giovane era stata accompagnata in ospedale a Imperia per accertamenti.
Dopo essere andati in ospedale a trovarla, i genitori erano tornati dai carabinieri, per denunciare quanto avevano appreso: il malessere generale che aveva colpito la loro bambina, sarebbe stato causato dalle violenze perpetrate da sette anni dal cugino maggiorenne, che aveva iniziato a violentarla quando aveva solo nove anni. Un segreto troppo doloroso, difficile da raccontare anche agli affetti più cari. Alla fine, però, la vittima ha trovato la forza di parlare per denunciare gli abusi.
A rappresentare la famiglia della ragazzina, parte civile a processo, è stato l’avvocato Mario Taddei.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.


