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Al convegno in biblioteca civica analizzati progetti, dimensioni e procedure dei parchi Monti Moro e Guardiabella

Imperia. La transizione energetica è un obiettivo condiviso, ma le modalità con cui viene oggi perseguita sollevano criticità tecniche, ambientali e procedurali: è quanto emerso dal convegno «Transizione sì, ma non così!», ospitato nella sala convegni della Biblioteca civica di Imperia.

Il convegno ha visto come relatori il professor Enrico Pira, sindaco di Pieve di Teco ed esperto di medicina del lavoro e ambientale, il dottor Marco Piombo, coordinatore WWF Savona e delegato WWF Liguria, e Giuseppe Raggi, studioso delle normative sulla conversione energetica.

Il sindaco di Pieve di Teco, Enrico Pira,  ha ribadito come la transizione energetica sia fondamentale e necessaria, ma debba essere perseguita con logica e attenzione alla tutela ambientale. Nel caso del parco eolico Monte Moro–Guardiabella, secondo Pira il rischio è quello di uno stravolgimento del profilo del territorio a fronte di una resa energetica dubbia o comunque limitata. Il primo cittadino ha chiarito che i sindaci coinvolti non sono contrari per principio e non rientrano in posizioni Nimby. L’acronimo NIMBY (Not In My Back Yard, «non nel mio cortile») indica l’atteggiamento di chi si oppone alla realizzazione di opere pubbliche o infrastrutturali ad alto impatto solo perché localizzate vicino al proprio territorio, pur non contestandone la realizzazione altrove.

«Non siamo contro il cambiamento né contro la transizione energetica», ha sottolineato Pira, evidenziando però la necessità di valutare il reale beneficio delle opere rispetto all’impatto ambientale. Il rischio, ha concluso, è quello di realizzare interventi mastodontici con scarsi ritorni per le comunità locali, a vantaggio principalmente dei soggetti che promuovono e gestiscono i progetti.

Giusppe Raggi ha è invece entrato nel merito dei progetti eolici in discussione e delle criticità legate ai processi autorizzativi e di valutazione ambientale. Raggi ha illustrato le principali problematiche legate ai grandi progetti eolici in fase di valutazione. Dal punto di vista dimensionale, i progetti analizzati raggiungono una potenza complessiva di 1.197 megawatt, di cui 824 megawatt già costruiti, realizzati o proposti, riconducibili a due società veicolo appartenenti alla stessa compagine societaria e alla medesima holding.

Un elemento centrale riguarda la redazione delle documentazioni progettuali, che presentano ampie parti identiche, riconducibili a un utilizzo di copia e incolla. Una modalità che ha generato anche errori materiali, come l’inserimento di dati relativi a impianti fotovoltaici non pertinenti, segno di una progettazione standardizzata e poco calibrata sui territori interessati.

Durante il convegno è stato ricoedato che uno dei progetti che riguarderebbe il nostro territorio è di macchine per la produzione di energia da vento che raggiungono 206 metri di altezza al top, nel punto più alto raggiunto dalla pala durante la rotazione, mentre ogni aerogeneratore è dotato di tre pale lunghe circa 80 metri ciascuna.

Sul piano procedurale, entrambi i progetti (Guardiabella e Chiappa) risultano fermi in attesa del parere del Ministero, chiamato a esprimersi tramite la Commissione tecnica di valutazione ambientale, definita sottorganico e in difficoltà operative. Una situazione che, secondo quanto emerso, evidenzia una criticità strutturale del sistema autorizzativo. Nel frattempo continuano ad arrivare nuove proposte, anche in territori limitrofi alla Liguria, come un recente progetto in provincia di Piacenza per sette aerogeneratori e una potenza complessiva di 31 megawatt, anch’esso di competenza ministeriale.