Spiagge, Imperia al bivio: il Consiglio di Stato tiene aperto il fronte concessioni
Tra sentenze favorevoli e sfavorevoli, ricorsi Antitrust e strategie diverse nei Comuni del Ponente, il futuro dei balneari ponentini si decide quest’anno
Imperia. Il capitolo delle concessioni balneari continua a tenere banco in provincia di Imperia, tra sentenze, ricorsi e strategie amministrative che disegnano un quadro ancora tutt’altro che definito. A riportare il tema al centro dell’attualità è l’ordinanza odierna del Consiglio di Stato, che riguarda direttamente il contenzioso tra l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e il Comune di Imperia.
I giudici di Palazzo Spada hanno preso atto della rinuncia dell’Antitrust all’istanza cautelare proposta in appello contro la sentenza del Tar Liguria che, lo scorso settembre, aveva dichiarato improcedibile il ricorso dell’Autorità. Una rinuncia che non chiude affatto la partita: il giudizio di merito è già fissato per il 14 aprile 2026 e sarà quello il passaggio decisivo per stabilire se l’impianto seguito dal Comune di Imperia potrà reggere anche al vaglio dell’ultimo grado di giudizio. Nel frattempo, l’amministrazione imperiese incassa un ulteriore segnale favorevole. Solo ieri il Tar Liguria ha respinto il ricorso contro l’aggiudicazione dell’ex Papeete Beach, confermando la validità dell’assegnazione e rafforzando la linea difesa dalla giunta Scajola negli ultimi mesi. Una linea che, a settembre 2025, aveva già trovato un primo riconoscimento quando il Tar aveva dato ragione a palazzo civico, ritenendo legittimi gli indennizzi riconosciuti ai gestori uscenti e fermando, in quella fase, l’azione dell’Antitrust.
Proprio quella decisione è oggi al centro dell’appello pendente davanti al Consiglio di Stato, a dimostrazione di quanto il quadro resti fluido e ancora esposto a ribaltamenti. La giurisprudenza, del resto, non si presenta uniforme sul territorio provinciale. Se Imperia sembra aver finora tenuto sul piano giudiziario, il caso di Taggia racconta una storia diversa: qui il Tar Liguria ha accolto il ricorso dell’Antitrust, dichiarando illegittime le proroghe delle concessioni senza gara e ribadendo con forza l’incompatibilità delle estensioni automatiche con il diritto europeo e i principi di concorrenza. Un mosaico a macchia di leopardo, in cui ogni Comune si muove su un equilibrio delicato tra norme nazionali, direttive comunitarie e interpretazioni dei giudici amministrativi. In questo contesto, Sanremo ha scelto una strada alternativa, puntando su un progetto pubblico di riqualificazione del litorale, con l’obiettivo di ridisegnare l’assetto complessivo delle spiagge prima di arrivare alle gare. Una scelta che guarda al medio-lungo periodo e che mira a governare il cambiamento, anziché subirlo.
Sempre a Sanremo, intanto, alcuni stabilimenti dell’Imperatrice hanno avviato un percorso di collaborazione, facendo squadra in vista di un futuro in cui le concessioni passeranno sempre più da modelli aggregati, investimenti strutturali e capacità di competere in un mercato aperto. Il loro obiettivo è superare le gare con la presentazione di un progetto di finanza a iniziativa privata, per l’ottenimento delle concessioni su una durata ventennale. Anche i concessionari di lungomare Trento Trieste l’hanno pensata allo stesso modo, depositando già un project che dovrà passare presto al vaglio dei consulenti di Palazzo Bellevue.
L’ordinanza del Consiglio di Stato non entra nel merito della vicenda, ma rappresenta comunque un passaggio chiave. Il confronto tra Antitrust e Comune di Imperia resta aperto e il verdetto atteso per aprile potrebbe fare scuola, non solo per il capoluogo, ma per l’intero Ponente ligure e per il sistema Paese. La sensazione è che la fase delle proroghe e delle soluzioni tampone stia definitivamente lasciando spazio a una stagione di scelte obbligate, in cui ogni Amministrazione sarà chiamata a misurarsi con gare, progetti e una concorrenza ormai irrinunciabile e inevitabile.





