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Sanremo meta sempre più agé, commercio appeso al treno delle opere

Saldi in linea ma la capacità di spesa è in discesa. In controtendenza l’Europa Palace, con la famiglia Lagorio motore del cambiamento: «Servono attrazioni per giovani, più attenzione a pulizia e sicurezza. Pronti con il project Calvino»

Sanremo. La prima settimana di saldi invernali conferma un copione che a Sanremo si ripete sempre più spesso. La città sa riempirsi nei picchi, soprattutto quando si aggancia a feste, ponti e calendario degli eventi. Poi, passata la coda delle ricorrenze, l’onda si abbassa e il commercio torna a misurarsi con il tema vero, quello del ricambio della clientela e della capacità della destinazione di restare attrattiva oltre il fine settimana.

Il presidente provinciale di Federmoda Paolo Lavista, titolare della prestigiosa boutique Spk, descrive un avvio “regolare”, in linea con gli anni precedenti: «Siamo partiti bene, secondo le aspettative, in linea con l’anno scorso. Finite le feste il lavoro cala, com’è fisiologico che sia. Dicembre è stato più lento anche per il maltempo e l’attrattività della montagna innevata, poi tra Natale e Capodanno c’è stata maggiore affluenza. Però la clientela sta cambiando e il livello si è abbassato. I clienti storici, quelli che venivano da zone più ricche come la Costa azzurra francese, non arrivano più a causa, semplicemente, del tempo passa, e dell’età che incalza. E per i figli, ovvero le nuove generazioni, Sanremo non è una meta così attrattiva se paragonata a molte altre raggiungibili in poche ore dall’aeroporto di Nizza. Non abbiamo un ricambio della clientela e su questo andrebbe fatto un ragionamento ampio». La speranza, aggiunge, è che la città riesca finalmente a trasformare i grandi dossier sul tavolo dell’amministrazione comunale in un effetto reale sulle presenze e sulla spesa: «Speriamo negli sviluppi, tipo lo sblocco dei lavori di riqualificazione del porto. Fondamentali. Ci auguriamo che i nuovi alberghi che stanno nascendo portino turismo, ed è già un buon segnale che ci siano investitori, perché se le aziende aprono a Sanremo vuol dire che secondo loro c’è convenienza. Speriamo anche che aprano alcuni locali per i giovani».

Walter Verdecchia di Sanremo On, punto di riferimento con Replay dei negozi a conduzione familiare in via Matteotti, oltre a quelli in via Feraldi, dal suo punto di osservazione, vede numeri soddisfacenti e un effetto diretto del calendario dell’intrattenimento promosso quest’anno dal municipio: «Siamo in linea con gli altri anni, il che è positivo. I primi giorni sono andati molto bene, soprattutto con il ponte della Befana. Il flusso di gente è stato soddisfacente e gli incassi sono buoni. Gioco forza Sanremo deve guardare anche alla quantità, è una città che ha molti alberghi e case vacanza, dove si possono fare buoni numeri. La promozione degli spettacoli ha aiutato, è stato fatto molto di più rispetto ad altri anni». È esattamente qui che si innesta il dibattito, tornato centrale negli ultimi giorni, sul cosiddetto “turismo di qualità”. Riviera24 lo ha raccontato in un bilancio delle festività insieme all’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, con un messaggio netto che arriva anche dagli operatori: la qualità non si proclama, si costruisce con investimenti prolungati. Se a fine dicembre la fotografia era quella di una stagione “a due velocità”, tra Natale più incerto (complice la concorrenza delle mete montane per gli amanti dello sci) e Capodanno in spinta, la città inizia già a guardare alla corsa alle camere in vista del Festival della Canzone.

Su questo terreno si colloca l’intervista a Cora Lagorio, oggi alla guida del nuovo Europa Palace in corso Imperatrice, fronte Casinò. L’hotel ha riaperto a gennaio 2025 dopo un restyling importante, con una dotazione che supera le settanta camere e un pacchetto suite pensato per un target alto. Lagorio, figlia di Walter, patron dell’energia e promotore di alcune delle più grandi partite urbanistiche della fase recente, mette insieme bilancio e prospettiva senza smussare gli spigoli. «Abbiamo centrato l’obiettivo. Per noi è stata un’ottima stagione delle feste, con un Capodanno trionfale. Abbiamo aperto il ristorante centrale per gli interni e il bistrot per gli esterni», racconta. E quando il discorso scivola sul posizionamento, la risposta è in controtendenza rispetto a chi teme un abbassamento del mercato: «Riparametrare il target? No, anzi. A noi piacerebbe alzare l’asticella. Il primo anno di attività, per noi che non venivamo da questo settore, ha trovato un livello di clientela alto e propenso a spendere. Un esempio? La suite, che è il nostro fiore all’occhiello, è rimasta prenotata per venti giorni consecutivi dallo stesso cliente, italiano, che ha fatto il check out stamattina (ieri per chi legge, ndr)». E anche il tema “Casinò”, spesso evocato come bacino naturale del lusso e dell’Europa, viene ridimensionato: «La clientela della casa da gioco non incide più di tanto sulle nostre prenotazioni, la richiesta di livello c’è a prescindere».

Poi arriva il punto che, in controluce, si collega direttamente al tema dei saldi e al ricambio raccontato dai commercianti. «Il nodo da affrontare è che la clientela di Sanremo è piuttosto agé, non è giovanile. Le coppie giovani sono rare», dice Lagorio. E indica ciò che, a suo avviso, manca nella proposta cittadina: «Manca un intrattenimento diurno per i giovani. Manca qualcosa che sia davvero attrattivo, un polo museale di richiamo. Genova ha il suo acquario. Sanremo è la seconda città della Liguria, ma può vantare sostanzialmente la Pigna, che viene sempre più valorizzata, pur preservandone l’identità». Il quadro non è solo negativo, aggiunge, perché ci sono asset che funzionano: «Siamo fortunati per la vicinanza con la Francia e per la pista ciclabile». È qui che la sua lettura incrocia il capitolo “grandi progetti”, non come slogan, ma come leva per cambiare anche l’offerta e la composizione dei flussi. Perché Lagorio, oltre a guidare l’Europa Palace, anticipa che la società Stazione 3.0, costituita dal padre Walter e passata recentemente al 51% sotto l’ombrello del fondo britannico Reuben Brothers, è pronta a rimettere in moto il project del lungomare Calvino. «Siamo pronti a depositare il progetto con le ultime modifiche entro i prossimi due mesi», annuncia. E lega l’intervento anche a un obiettivo generazionale: «Tornando al tema dei giovani, vorremmo riqualificare la parte alta della vecchia stazione ferroviaria per creare spazi di aggregazione». Sul fronte tecnico, la società si prepara a ripresentare l’operazione dopo le modifiche richieste dal Comune e con integrazioni elaborate da Proger Spa di Roma, incaricata di affiancare lo studio Calvi-Ceschia-Viganò di Sanremo, già autore del progetto originario, che prevede un polmone verde e la riqualificazione delle spiagge, affiancati da un mega parcheggio interrato e spazi commerciali. Il tutto dominato da una nuova piazza sul mare.

rendering lungomare calvino sanremo lagorio

Accanto alle ambizioni, però, Lagorio inserisce due “note dolenti” che riportano il discorso dal rendering alla realtà quotidiana, soprattutto nelle aree più centrali e simboliche: «Sanremo non è una città né così pulita né così sicura, anche nel suo cuore pulsante. Su questi due aspetti ci vuole maggiore attenzione». Il punto, alla fine, è lo stesso che emerge tra le righe della prima settimana di saldi. Sanremo continua a reggere sui picchi e sulla capacità di attrarre presenze in alcuni momenti dell’anno, ma il commercio e l’economia diffusa chiedono un salto strutturale: più offerta, più attrattori, più servizi, più qualità percepita alla ricerca del turista alto spendente. E soprattutto un’accelerazione sui grandi interventi, perché senza un cambio di passo si rischia di restare prigionieri di una clientela che invecchia e di una domanda che si accende solo quando passa il treno degli eventi.