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La voce delle studentesse: «Quei rintocchi sono un giudizio nei confronti di chi ha preso una decisione delicata e difficile»

Sanremo. «Aborto sicuro, libero e gratuito», «L’utero è il mio, decido io». «Ma quale Stato, ma quale Dio, sul mio corpo decido io!». Sono questi alcuni degli slogan portati in corteo da un centinaio di studenti e appartenenti ai collettivi “Papavero Rosso” e “Lo Spiraglio” che stamani si sono dati appuntamento in piazza Colombo, nel cuore di Sanremo, per protestare contro la “Campana dei bambini non nati” del vescovo Antonio Suetta.

Non un flash mob, come sembrava inizialmente, e nemmeno un presidio, visto che i partecipanti hanno dato vita ad un vero e proprio corteo non autorizzato, che ad un certo punto sembrava voler raggiungere Villa Giovanna d’Arco, sede vescovile nelle cui torretta è stata installata la campana della discordia.

Polizia Villa Giovanna D'Arco diocesi

Da una parte c’è la Chiesa, con in testa il vescovo Suetta, che il comitato “Pro-Life Insieme” difende parlando di una iniziativa «coerente con il proprio ministero e con la comunità dei credenti», che il 28 dicembre, giorno dei Santi Innocenti Martiri, ha deciso di inaugurare una campana «i cui rintocchi ricorderanno i milioni di bambini abortiti ogni anno»; dall’altra associazioni, giovani, studenti, ragazze ancora minorenni, che stamane sono scese in piazza per gridare al mondo il proprio diritto di scegliere se portare aventi, o meno, una gravidanza.

«Siamo scese in piazza perché siamo assolutamente contro questa nuova invenzione del vescovo di Sanremo di mettere una campana che suoni per i bambini morti per l’aborto – dichiara una giovane studentessa – Siamo donne, siamo persone che teniamo comunque al benessere psicofisico delle donne, vogliamo comunque far sapere che anche solo sentire, anche solo parlare, anche solo sapere che c’è una campana che rappresenti i bambini morti per l’aborto può far male».

«Non è sicuramente compito della Chiesa quello di dirci come dobbiamo comportarci riguardo ai nostri corpi e cosa dobbiamo fare con quello che riguarda noi – aggiunge un’altra giovane -. Inoltre questa campana appunto è stata presentata come memoriale, come campana per ricordare, ma quello che verrà emesso ogni sera alle 20, con questi rintocchi, è puramente un giudizio. Un giudizio che nessuno si deve permettere di dare a delle persone che decidono di prendere una scelta così difficile e così importante come quella, appunto, di rinunciare a portare avanti una gravidanza. Una scelta che non può venire presa dalla Chiesa. Lo Stato italiano è laico: nessuno, dunque, dovrebbe prendersi la briga di giudicare gli abitanti di una città che hanno preso questa decisione».

Il corteo si è concluso davanti a Palazzo Bellevue, sede del comune. Non si sono registrati disagi per il traffico né altro tipo di danni.

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