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La cerimonia presso il monumento ai caduti e la posa di tre nuove pietre d’inciampo

Sanremo. Istituito per ricordare la liberazione del campo di concentramento di Aushwitz avvenuta nel 1945, il Giorno della memoria viene celebrato ogni anno il 27 gennaio. Esso ricorda non solo le vittime dell’Olocausto, bensì anche coloro i quali sono stati oggetto delle leggi razziali fasciste, così come tutte le persone che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati italiani, militari e politici, nella Germania nazista. E per l’occasione, il comune di Sanremo ha organizzato due iniziative legate a tale ricorrenza.

Presso il monumento ai caduti di Cefalonia e la lapide Imi in memoria dei militari sanremesi internati nei lager nazisti, nei giardini di corso Mombello si è tenuta una commemorazione alla quale ha preso parte il sindaco Alessandro Mager. Insieme a lui, in rappresentanza dell’amministrazione, presenti anche il vicesindaco Fulvio Fellegara, e una delegazione di assessori e consiglieri. Intervenute anche le forza armate, la Polizia locale con il comandante Fulvio Asconio, e Amelia Narciso, presidente Anpi.

«In questa giornata ricordiamo non solo le vittime, ma siamo qui per riconoscere l’importanza della memoria collettiva.», ha affermato il sindaco Mager, «Il presente è segnato ancora da violenze e persecuzioni, e questo ci ricorda quanto la pace, e il rispetto dei diritti umani siano fragili, e quanto sia importante custodirli ogni giorno. La memoria, dunque, è lo strumento più potente per costruire un futuro di pace, consapevolezza, e rispetto della vita umana.»

A seguire – con l’aiuto di tre ragazzi della terza media dell’istituto scolastico di via Volta – in corso Garibaldi sono state posate nuove pietre d’inciampo per onorare la memoria di tre civili ebrei deportati dalle loro abitazioni; i loro nomi erano Brunilde Levy, Federico Levy, e Gemma Pugliese.


«Queste pietre sono simboli tangibili che ci richiamano in maniera silenziosa, ma potente a ciò che è accaduto ai nostri connazionali.», ha continuato il Primo cittadino, «Questo progetto serve a essere testimoni, ed è fonte di riflessione sul passato per tutti noi. È nostro dovere trasmettere il ricordo alle nuove generazioni, perché tutti insieme possiamo custodire il ricordo di chi non c’è più. La memoria è un impegno quotidiano della nostra coscienza civile

In occasione della posa delle pietre, ha preso la parola il professor Gustavo Ottolenghi il quale ha ricordato, tramite un toccante racconto, gli orrori che avvenivano all’interno dei campi di sterminio.

Ricordare, per non dimenticare mai. Non dimenticare, per far sì che il rispetto verso il prossimo diventi uno dei valori inviolabili della società, verso la quale tutti siamo responsabili.