Sanremo, a Villa Zirio il concerto dedicato al Giorno della Memoria
Una serata emozionante e per riflettere sull’importanza di questa ricorrenza
Sanremo. Si è svolta a Villa Zirio una serata emozionante e per riflettere sull’importanza di questa ricorrenza come la Shoah ma non solo di tutta la deportazione, un crimine contro l’umanità, un attacco alla dignità e alla libertà di persone innocenti.
Ieri si sono svolte cerimonie in tutte le città, istituzioni, scuole, le associazioni coinvolte si sono organizzate in dibattiti, spettacoli, proiezioni e concerti come qui a Sanremo nella Sede dell’Orchestra Note Libere associazione APS di cui due racconti di deportazioni riguardano Familiari di Cristina Orvieto maestra preparatrice con il professor Fabrizio Ragazzi e Giuseppe e Umberto Bianchi facenti parte della compagine orchestrale.
La serata aperta alla cittadinanza ha ospitato un’intera classe la 5 Liceo Scienze applicate Cristoforo Colombo con la loro docente di lettere Prof.ssa Manuela Tesio.
Interventi iniziali del vice sindaco Fulvio Fellegara per il Comune di Sanremo che ha organizzato Patrocinando l’evento e per l’Aned professoressa Anna Peroglio Biasa promotrice dell’iniziativa.
Il giovane Umberto Bianchi primo violino ha raccontato la storia della prozia Teresa Avegno di San Lorenzo al Mare deportata nel Lager di Bolzano , con video e immagini dal quale riusci’ fortunatamente a ritornare ma la cosa più toccante e che i suoi racconti risalgono solamente a poco prima della morte avvenuta 15 giorni dopo.
La giovane Orchestra Note Libere è intervenuta eseguendo brani dal repertorio classico e di tradizione. Il secondo racconto riguarda proprio Cristina Orvieto e la storia dei nonni Ludovico Orvieto e e Ines Pacifici catturati dai tedeschi a Sanremo nel 1943 ed inviati a Marassi.
Nel dicembre furono trasferiti nelle carceri di Milano, dopo circa tre mesi furono inviati a Bolzano e successivamente deportati nel campo di concentramento di Auschwitz senza ritorno .
Due Pietre d’inciampo dedicate ai coniugi sono state posizionale a Sanremo di fronte a quella che fu la loro abitazione. Questa serata è stata oltre che un momento artistico musicale un atto di memoria collettiva Ricordare le deportazioni significa riconoscere le ferite della storia e vigilare affinché l’indifferenza non le riapra. La musica, ancora una volta, si è fatta coscienza.


