Sanità locale, la “presidenza automatica” al capoluogo torna in discussione: proposte bipartisan
Il 30 si riunisce l’organo Anci per discutere le proposte di Lega e Partito Democratico. Mager aveva chiesto l’intervento di Bucci
Sanremo. Il dossier che aveva acceso la polemica tra i Comuni del Ponente, alla vigilia delle elezioni provinciali, torna sul tavolo del consiglio delle autonomie locali. Il Cal è infatti convocato venerdì 30 gennaio 2026 alle 10, in forma mista tra la sede di Anci Liguria (Genova, piazza Matteotti 9) e videoconferenza, per esprimere parere su due proposte di legge che mirano a modificare l’articolo della riforma sanitaria che ha “automaticamente” attribuito la presidenza della Conferenza dei sindaci al sindaco del capoluogo di provincia.
La riunione arriva dopo la querelle innescata dal maxi-emendamento che, nella partita della riforma targata Bucci, aveva di fatto sottratto a Sanremo la guida della Conferenza dei sindaci di Asl1, organo di indirizzo e controllo dell’azienda sanitaria locale, spostando il baricentro su Imperia. Un passaggio che aveva provocato la reazione del sindaco di Sanremo Alessandro Mager, con un appello politico-istituzionale a rivedere l’impianto, e del sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, che aveva chiesto di rimettere al centro un criterio elettivo, anziché una designazione “per diritto di capoluogo”, per un organismo che dovrebbe rappresentare tutti i territori. All’ordine del giorno del Cal figurano due testi, di segno diverso ma con un obiettivo comune: correggere l’accentramento introdotto dalla riforma su proposta dell’ex ministro e sindaco di Imperia Claudio Scajola. Il primo è la proposta di legge n. 89, di iniziativa dei consiglieri regionali della Lega, firmata anche da Armando Biasi (già sindaco di Vallecrosia), insieme a Sara Foscolo e Alessio Piana. Il secondo è la proposta n. 90 promossa dal Partito Democratico, con primo firmatario il consigliere regionale ventimigliese Enrico Ioculano e altri esponenti del gruppo Dem.
La proposta Lega (Proposta di legge 89) non punta a introdurre un voto ponderato o una soglia demografica. Prevede che “il Presidente della Conferenza dei Sindaci è eletto a maggioranza” e, soprattutto, istituisce un vicepresidente che deve essere scelto “a maggioranza tra i Sindaci di comuni non costieri con meno di 5.000 abitanti”. Quindi, una norma che “premia” formalmente i piccoli Comuni dell’entroterra sul ruolo di vice e, per costruzione, esclude città costiere come Sanremo anche dalla vicepresidenza. Secondo questo schema, salterebbe comunque l’automatismo del capoluogo: la presidenza non resterebbe a Imperia per definizione. Però, senza un correttivo demografico, in un’assemblea con molti Comuni piccoli, il peso del capoluogo e delle città maggiori non è riconosciuto in modo proporzionato alla popolazione. In pratica, la partita si gioca su una maggioranza numerica di enti, non di cittadini, con l’effetto di rendere più difficile per un grande Comune “pesare” per quanto rappresenta, e di spostare l’asse verso alleanze tra amministrazioni.
Di taglio diverso la proposta Pd (Pdl 90), che è effettivamente più articolata e introduce un criterio di “doppia maggioranza”. La presidenza verrebbe attribuita con una deliberazione che deve ottenere insieme due requisiti: il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Comuni componenti e, contestualmente, il voto favorevole dei Comuni che rappresentino almeno il 51% della popolazione complessiva dell’ambito territoriale dell’Asl, calcolata sui dati dell’ultimo censimento. Non è un voto ponderato in senso stretto sul singolo voto, perché ogni sindaco continua a esprimere un voto uguale, ma la legittimazione passa anche da una soglia demografica che funziona da “secondo quorum” e impedisce che una somma di piccoli Comuni decida contro la maggioranza dei residenti. In sintesi, il 30 gennaio il Cal riapre formalmente una partita che, nel Ponente, ha già dimostrato quanto sia sensibile l’equilibrio tra rappresentanza territoriale e peso demografico. Sullo sfondo resta il nodo politico emerso con lo scontro Sanremo-Imperia: se la Conferenza dei sindaci debba essere il luogo del bilanciamento tra comunità diverse, preservandone la guida al sindaco dell’ente locale con il distretto socio sanitario più ampio e complesso, ovvero il sindaco di Sanremo, oppure un ingranaggio agganciato automaticamente al capoluogo, con il baricentro della sanità di prossimità che si allontanerebbe dall’estremo Ponente.
(In copertina, la scorsa riunione del Cal alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò)








