Rivolta dei borghi imperiesi contro la legge Montagna del ministro Calderoli
La giunta di Villa Faraldi, guidata dal sindaco Stefano Damonte, approva una delibera-appello indirizzata a governo e Regione Liguria
Villa Faraldi alza la voce sul tema della nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla legge 12 settembre 2025 n. 131, la cosiddetta “Legge Montagna” promossa dal ministro Roberto Calderoli (Lega). Con una deliberazione approvata oggi all’unanimità dalla giunta comunale, il piccolo ente locale ha conferito mandato al sindaco Stefano Damonte affinché metta in campo “tutte le iniziative ritenute utili e necessarie” per salvaguardare il mantenimento della qualifica di Comune montano, ritenuta decisiva per l’accesso a misure e risorse destinate alle aree interne.
L’atto, inoltrato oggi agli organi istituzionali competenti, si inserisce in un passaggio delicato: la legge prevede, infatti, che venga definita una nuova perimetrazione dei Comuni montani attraverso un Dpcm basato su parametri altimetrici e di pendenza. Nella delibera si sottolinea come, dai lavori preparatori e dalle dichiarazioni pubbliche, sia emerso fin da subito che l’attuale “parametrazione” potrebbe essere fortemente ridotta, con il rischio di escludere realtà che, pur non rientrando in schemi rigidi, presentano condizioni strutturali tipiche delle aree montane e collinari dell’entroterra ligure. Il Comune richiama anche i segnali arrivati nei mesi scorsi. Da un lato la nota di Anci Liguria del 27 ottobre 2025, che segnalava il pericolo di effetti “paradossali” da un’applicazione matematica e acritica dei criteri, dall’altro l’ordine del giorno votato all’unanimità il 20 novembre 2025 dall’Assemblea dei sindaci della Provincia di Imperia, con un’attenzione specifica al possibile impatto sul territorio imperiese. Inoltre, la delibera ricostruisce l’evoluzione più recente, citando la presentazione in Conferenza Unificata, il 18 dicembre, di un documento sulla nuova proposta di perimetrazione, poi rinviato per mancata intesa e che, secondo quanto riportato, avrebbe comunque rischiato di lasciare fuori Villa Faraldi dal novero dei Comuni montani.
Nelle motivazioni, l’Amministrazione descrive in dettaglio la condizione del territorio comunale. Villa Faraldi viene indicata come piccolo Comune dell’entroterra, con morfologia complessa e pendenze elevate, viabilità difficoltosa che collega cinque paesi e due località, frammentazione insediativa, progressivo spopolamento e bassissima natalità. A queste criticità si aggiungono l’accesso complicato ai servizi essenziali, i costi alti di manutenzione del territorio e criticità idrogeologiche e geomorfologiche. La delibera evidenzia anche l’assenza di attività economiche essenziali nel comprensorio, circostanza che rende più gravoso vivere sul territorio e, secondo i dati richiamati, porta oltre l’80% della popolazione a spostarsi per lavoro. Il nodo, per Villa Faraldi, è che gli studi tecnici finora utilizzati per sostenere i criteri, derivati in larga parte da modelli pensati per contesti alpini, vengono ritenuti “non coerenti con le peculiarità del territorio ligure”, caratterizzato da un’urbanizzazione lineare costiera e da un entroterra disaggregato in piccole comunità, con viabilità complessa e spesso non adeguata, servizi e dotazioni pubbliche carenti e una fragilità idrogeologica persistente. In questo quadro, si avverte che la sola applicazione di parametri geomorfologici non sarebbe idonea a rappresentare le reali condizioni di svantaggio strutturale dei piccoli Comuni dell’entroterra.
Tra le conseguenze temute, la delibera cita esplicitamente la possibilità di vanificare anni di sacrifici e, soprattutto, di compromettere l’accesso a fondi ritenuti vitali per la sopravvivenza del territorio, come FOSMIT e PSR, oltre a penalizzazioni legate a trasporti pubblici, medici di famiglia, distanze dagli ospedali e dagli istituti scolastici. L’eventuale esclusione dalla classificazione di Comune montano, viene ribadito, comporterebbe perdita di risorse fondamentali, indebolimento dei servizi essenziali, aggravamento della marginalità socioeconomica e minore capacità di contrastare il declino demografico. Nel dispositivo finale, la giunta decide di attivare tutte le iniziative istituzionali, amministrative e politiche necessarie a difendere la qualifica, di conferire al sindaco il mandato per le interlocuzioni con governo, Regione Liguria, Anci e gli altri enti competenti, di approvare e richiamare integralmente una nota istituzionale indirizzata alle massime autorità dello Stato e della Regione e, infine, di trasmettere la deliberazione al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, al presidente del consiglio dei ministri, al ministro dell’Economia e delle Finanze, ai vertici della Regione Liguria e al prefetto della Provincia di Imperia, oltre agli organismi istituzionali competenti. “Si tratta di una delibera inoltrata oggi agli organi istituzionali riguardante la problematica in oggetto, predisposta anche dagli altri enti interessati della provincia di Imperia”, spiega l’ingegner Stefano Damonte, sindaco di Villa Faraldi.
(In copertina l’abitato di Villa Faraldi)



