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Rivieracqua, subito due dossier caldi per i nuovi vertici: lavoratori Egea e caso fogne a Sanremo

9 gennaio 2026 | 07:15
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Rivieracqua, subito due dossier caldi per i nuovi vertici: lavoratori Egea e caso fogne a Sanremo

Continuità occupazionale a Bordighera e rapporti con i Comuni al centro dei primi confronti del 2026

Bordighera. Due questioni, diverse ma legate dallo stesso filo, sono finite tra le prime sul tavolo dei nuovi vertici di Rivieracqua in questo avvio di 2026: la gestione del passaggio del depuratore della città delle palme, dopo l’incorporazione delle infrastrutture comunali nel perimetro del gestore unico, e il caso Sanremo, dove i ritardi di un intervento in via Gavagnin hanno alimentato polemiche innescate dal salto del cimento invernale.

A Bordighera, il punto riguarda la continuità lavorativa dei cinque dipendenti della società Egea che, secondo quanto si apprende, da settimane risultano in ferie forzate in attesa di conoscere il proprio destino. Il tema si è acceso con il completamento della transizione verso la gestione unificata del servizio idrico integrato, percorso che negli ultimi due anni ha portato il patrimonio idrico del Comune a confluire nel gestore provinciale, nonostante la strenua opposizione dell’amministrazione Ingenito. Proprio ieri, sempre stando alle informazioni raccolte, la posizione dei lavoratori Egea è stata affrontata a livello di vertice in Rivieracqua, con l’orientamento di garantire una forma di continuità occupazionale per il personale destinato a uscire dall’attuale gestione. Le modalità restano da definire e dovranno passare da un confronto anche sindacale che la società, a quanto risulta, intende attivare a breve. A gestire la partita sarà il management di Acea Molise e Rivieracqua.

Il nuovo direttore generale Giuseppe Testa, indicato dal socio operativo del consorzio idrico Acea Molise, si muove in una fase in cui l’assetto societario è ormai stabilizzato sulla formula mista pubblico-privata e il baricentro industriale è rappresentato dal gruppo Acea, la multiutility controllata da Roma Capitale e partecipata, tra gli altri, da Suez e dal gruppo Caltagirone. Il secondo dossier si è invece riaperto nella Città dei fiori, sul fronte depurazione e rete fognaria. Ieri mattina, si è svolto un incontro richiesto dall’assessore all’Ambiente Ester Moscato con i responsabili operativi di Rivieracqua. Un faccia a faccia programmato, ma sollecitato dopo le polemiche esplose a fine dicembre e a cavallo del primo dell’anno, quando l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni era intervenuto pubblicamente denunciando l’impossibilità di realizzare il cimento invernale per i ritardi del cantiere in via Gavagnin, legato alla rottura della condotta principale a servizio del depuratore di Capo Verde. La rottura, avvenuta il 12 dicembre, aveva portato il sindaco Alessandro Mager a firmare un’ordinanza di divieto di balneazione, tuttora in vigore.

Dalla riunione, Moscato esce con una richiesta netta: “Serve un rapporto più stretto e un flusso di informazioni tempestivo. Vogliamo essere aggiornati su dove si interviene, come e per quanto tempo. In questi mesi ci sono stati avvicendamenti e dinamiche interne, ma Sanremo vive di turismo e di grandi appuntamenti, non possiamo trovarci con ritardi non comunicati”. In sintesi, l’assessore contesta soprattutto la mancanza di un alert formale quando, a fronte di una previsione iniziale di pochi giorni, l’intervento ha iniziato a slittare per problemi di approvvigionamento dei pezzi. Sul tavolo resta anche la richiesta di una garanzia operativa in vista della stagione estiva: Moscato ha chiesto che, una volta riaperta la fase di piena fruibilità del litorale, non si ripetano cantieri e lavori sulle fognature in concomitanza con gli eventi che segnano il calendario cittadino, dal Festival alla Milano-Sanremo, fino alla programmazione balneare. Quanto alle cause del ritardo, secondo quanto riferito nel corso dell’incontro, l’intervento sarebbe rimasto appeso alla necessità di reperire un componente disponibile solo presso un fornitore tedesco, lo stesso a cui si era già fatto ricorso per una riparazione analoga nel 2012. Una criticità che Rivieracqua avrebbe ricondotto a tempi di consegna non comprimibili, ma che il Comune chiede di gestire sotto più stretto coordinamento.