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«Separazione tra giudice e pubblico ministero è garanzia per il cittadino»

Sanremo. «La separazione delle carriere è una nostra battaglia identitaria. La politica è arrivata dopo. Ora si sta strumentalizzando dal punto di vista politico: ci sono gli schieramenti da una parte e dall’altra. Noi siamo schierati dalla parte delle idee e questa è la nostra forza».

A dirlo è l’avvocato penalista Marco Bosio, presidente della Camera Penale Imperia-Sanremo, che oggi in una conferenza stampa, insieme ai colleghi Rinaldo Romanelli, segretario dell’Unione delle Camere Penali Italiane, e Vincenzo Icardi, vicepresidente della Camera Penale Imperia-Sanremo, ha tenuto una conferenza stampa presso l’Hotel Nazionale di Sanremo, dal titolo “Referendum: le ragioni del ‘Sì’ per la piena attuazione del giusto processo”, promossa dalla Camera Penale Imperia-Sanremo “Roberto Moroni”, aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane. Presente all’evento anche la senatrice Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione Internazionale per la Giustizia “Enzo Tortora”.

L’incontro ha segnato la presentazione ufficiale del Comitato territoriale per il “Sì”, costituito in vista del prossimo referendum sulla giustizia, con l’obiettivo di illustrare le motivazioni a sostegno del voto favorevole e approfondire i temi della piena attuazione del giusto processo e dell’articolo 111 della Costituzione.

A introdurre e moderare i lavori è stato l’avvocato Bosio, che nel suo intervento ha chiarito le ragioni dell’iniziativa: «Abbiamo convocato questa conferenza stampa per spiegare le nostre ragioni del sì alla riforma della giustizia, che ruotano attorno a due punti qualificanti: la terzietà del giudice e la piena attuazione del giusto processo. Un processo accusatorio non può realizzarsi senza un giudice realmente terzo e imparziale, ed è proprio in quest’ottica che si colloca la separazione delle carriere».

Il presidente ha annunciato un calendario di iniziative pubbliche, dai convegni ai banchetti informativi in città: «Per noi delle Camere Penali la separazione delle carriere è una battaglia storica e identitaria. Non siamo schierati politicamente, ma dalla parte delle idee. Vogliamo riportare il dibattito sui giusti binari, lontano dalle strumentalizzazioni».

Entrando nel merito tecnico, Bosio ha sottolineato come la separazione tra giudice e pubblico ministero sia una garanzia per il cittadino: «Il pubblico ministero accusa, il giudice giudica. Sono due mestieri profondamente diversi. È intuitivo pensare che un cittadino si senta più tutelato davanti a un giudice realmente distante dall’accusa».

Ai detrattori della riforma Nordio, che sostengono che questa porterà ad un “imbavagliamento” dei pm, Bosio replica: «È falso. La riforma rafforza il ruolo del pubblico ministero, che avrà un proprio Csm. L’obiettivo è preservarne l’autonomia, non sottoporlo al potere politico». Centrale, secondo Bosio, anche il tema del sorteggio: «Serve a spezzare il sistema delle correnti, che ha prodotto gravi distorsioni, come dimostrato da note vicende giudiziarie».

Sul clima del dibattito politico, l’avvocato Romanelli ha detto: «È grave che la campagna referendaria venga avvelenata dalla difficoltà di parlare serenamente della riforma, soprattutto quando questo atteggiamento proviene da chi esercita una funzione dello Stato (i magistrati, ndr). In gioco c’è la fiducia dei cittadini nella magistratura».
L’avvocato ha ribadito che la riforma non intacca l’autonomia della magistratura: «L’articolo 104 della Costituzione resta invariato. Dire il contrario significa affermare consapevolmente il falso». Sul doppio Csm ha aggiunto: «Nelle democrazie evolute non esiste un modello come quello attuale italiano. La separazione delle carriere e il sorteggio servono a superare il correntismo e a rafforzare, non indebolire, il Csm».«Se i cittadini smettono di credere nei giudici, crolla la democrazia. La fiducia è il fondamento del sistema», ha concluso Romanelli.

In chiusura, Vincenzo Icardi ha richiamato il senso della scelta referendaria: «Dire sì significa puntare a un processo finalmente giusto. Parlare di democrazia in pericolo è una gigantesca iperbole. Noi lottiamo per un magistrato indipendente e libero da condizionamenti».

Il Comitato territoriale per il “Sì”, come spiegato da Bosio, riunisce avvocati penalisti e civilisti, rappresentanti della società civile, imprenditori e associazioni, con l’obiettivo di sostenere una riforma definita “progressista” e coerente con lo spirito della Costituzione. «Non è una battaglia corporativa – è stato ribadito – ma uno snodo fondamentale per la tutela dei diritti e per la civiltà giuridica del Paese».