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Processo alla “Banda Bassotti” sanremese, due condanne e una assoluzione

Tutti assolti dall’accusa di rapina

Sanremo. Il tribunale collegiale di Imperia, presieduto dal giudice Carlo Alberto Indellicati, ha condannato stamani a un anno di reclusione Toni Ladogana, 52 anni e a 8 mesi di reclusione Andrea Gagliano, 30 anni, e assolto il terzo imputato Fabio P, 26 anni. I tre erano finiti a processo con l’accusa di aver rapinato e minacciato un uomo, Matteo M., nel suo appartamento in via Privata al Sole, a Sanremo. I fatti sarebbero avvenuti il 4 novembre del 2021.

Il giudice collegiale ha pronunciato sentenza di assoluzione per tutti e tre gli imputati per l’accusa di rapina «perché il fatto non sussiste». Assolto dal reato di lesioni anche il più giovane dei tre, «per non aver commesso il fatto».

Nella scorsa udienza, il pubblico ministero Enrico Cinnella Della Porta aveva chiesto una condanna a 4 anni e mezzo di carcere per tutti e tre. Ma la tesi dell’accusa non è stata completamente avvalorata dal collegio. Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, i difensori degli imputati (avvocati Luca Ritzu, Alessandro Sindoni e Luigi Patrone), sono riusciti a ricostruire a “smontare” la tesi accusatoria, facendo valere le ragioni dei loro assisti.

I fatti risalgono al 4 novembre del 2021. Nella ricostruzione dell’accusa tre imputati, in concorso tra loro, avrebbero sfondato la porta di ingresso dell’appartamento dove la loro vittima, il torinese Matteo. M., stava dormendo. Una volta all’interno, Ladogana avrebbe colpito con un pugno al volto Matteo, finito a terra, e qui nuovamente colpito alla testa e alla schiena. I tre, insieme, lo avrebbero minacciato per farsi consegnare dei soldi. Quando la vittima risponde di non avere contanti in casa, gli imputati si sarebbero impossessati di due smartphone, due televisori e il portafoglio dell’uomo, contenente i suoi documenti e due computer portatili. Il tutto mentre uno degli aggressori, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe continuato a picchiare la vittima, mettendogli nella gola la canna di una pistola e minacciandolo che sarebbero tornati qualora li avesse denunciati. Ma la rapina, ha sancito il giudice, non c’à stata. Per le motivazioni della sentenza di primo grado bisognerà attendere 90 giorni.