Padre accusato di aver violentato la sua bambina, Procura chiede condanna a 28 anni di carcere
L’uomo avrebbe abusato della figlia per sette anni
Imperia. Ventotto anni di carcere. E’ la condanna richiesta dal pubblico ministero Veronica Meglio nei confronti di un uomo di 52 anni, nato a Milano ma residente a Sanremo, finito a processo davanti al giudice collegiale del tribunale di Imperia con l’accusa di aver violentato per anni la propria figlioletta, oggi sedicenne, fin dalla tenera età.
Al termine della propria requisitoria, il magistrato ha chiesto una condanna a 10 anni per il reato di violenza sessuale, pena raddoppiata perché gli abusi sarebbero iniziati quando la figlia aveva meno di dieci anni, aumentata di sette anni per la continuazione del reato (uno per ogni anno di violenza) e di un altro anno per il materiale pedopornografico trovato in suo possesso. Per un totale di ventotto anni, appunto.
Secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa, i primi abusi sessuali sarebbero iniziati a Sanremo quando la bambina, che ora si trova in una comunità protetta così come il fratello, aveva soltanto cinque anni. Per sette lunghi anni, la giovanissima avrebbe vissuto un incubo: il padre aspettava che si addormentasse per poi entrare nella sua stanzetta e violentarla. Un quadro agghiacciante di violenze emerse soltanto alla fine del 2022, quando la Squadra Mobile della Questura di Imperia, nel corso di un’indagine per pedopornografia online, aveva identificato il sanremese denunciandolo per il reato. Nel corso della perquisizione dell’abitazione dell’uomo e dei successivi accertamenti, erano emersi anche indizi sui presunti abusi sessuali compiuti ai danni della figlia.
Per l’imputato, attualmente libero e con divieto di avvicinamento alla figlia, la difesa, rappresentata dall’avvocato Sandro Lombardi, ha chiesto l’assoluzione o, in subordine, la pena minima, forte del fatto che anche la moglie dell’uomo e madre della ragazzina, sentita oggi come teste, ha sostanzialmente scagionato il “padre orco”, dichiarando di non essersi mai accorta delle violenze. Stamane anche l’imputato ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni davanti al collegio giudicante. Oltre alla coppia, sono state ascoltate come testimoni due operatrici della struttura che ospita la giovane.
La parte civile, rappresentata dall’avvocato Andrea Artioli, ha invece chiesto un risarcimento danni di 100 mila euro e 25 mila di provvisionale.
La sentenza è attesa per martedì prossimo, 27 gennaio.


