Manifestazione contro la campana dei bimbi non nati, Spiraglio Imperiese: «Deve smettere di suonare»
«Non accetteremo che il vescovo Suetta continui a prestare orecchie da mercante ai commenti sulla sua iniziativa disgustosamente retrograda»
Imperia. Le dichiarazioni del collettivo giovanile Spiraglio Imperiese a seguito della manifestazione contro la campana dei bimbi non nati voluta dal vescovo Antonio Suetta:
«Lunedì 5 gennaio, la città di Sanremo e la provincia di Imperia lo hanno dimostrato: quella campana, simbolo di repressione patriarcale e di colpevolizzazione dei corpi, deve smettere di suonare.
Non accetteremo l’ennesimo strumento che la Chiesa sceglie di usare contro di noi per tenerci in una condizione di subordinazione. Non accetteremo che il vescovo Suetta continui a prestare orecchie da mercante ai commenti sulla sua iniziativa disgustosamente retrograda, ignorando critiche e obiezioni da parte di tutta la nazione, né che le istituzioni tacciano di fronte a un oltraggio del genere ai diritti di tuttə. Non accetteremo che questa campana continui a rintoccare sopra le nostre teste come l’ennesimo promemoria che, finché i correnti sistemi oppressivi e le attuali dinamiche di potere resteranno in vigore, i nostri corpi non saranno mai davvero nostri.
Il nostro territorio ha risposto dal basso in modo inequivocabile all’ennesima iniziativa imposta, e non intende abbandonare la lotta. Rivendichiamo la manifestazione di oggi e il messaggio che essa ha portato per le strade di Sanremo: Stato e Chiesa si dimostrano per l’ennesima volta complici e attori dell’oppressione e della colpevolizzazione dei corpi di donne e persone capaci di concepire.
A questa complicità e a quest’azione oppressiva, contrapporremo le nostre voci unite in un unico grido, impossibile da ignorare: continueremo a lottare, finché la Chiesa non cesserà una volta per tutte di insinuarsi nei nostri diritti e nella nostra sfera privata».



