Mager in Provincia da vicepresidente: «Io di centrodestra, a Sanremo accordo programmatico»
Oggi il primo Consiglio, con la ripartizione delle deleghe: «La mia presenza al fianco di Scajola non deve stupire»
Imperia. Primo consiglio provinciale del nuovo mandato, prima seduta da vicepresidente per Alessandro Mager e primo banco di prova dopo le polemiche sulle elezioni di secondo livello e sull’appoggio al “modello Scajola”. Il sindaco di Sanremo, da oggi numero due della Provincia con delega al Bilancio, ha scelto di affrontare a viso aperto un paio di nodi venuti al pettine con la scelta di schierarsi per la conferma a presidente e guida provinciale dell’ex ministro.
«Sono soddisfatto della nomina, che ritengo prestigiosa, e in più ho avuto la delega al Bilancio che cercherò di gestire, assieme all’ottimo dirigente del settore, in modo positivo», è stata la prima dichiarazione di Mager a margine del consiglio di insediamento. Sul tavolo c’era anche la questione, non proprio sotterranea, della “contesa” con il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro (il più votato tra i candidati consiglieri, ndr) per la vicepresidenza. Mager tiene insieme fair play e chiarezza: «Non è stata né una scaramuccia né una cosa di cui mi sono disinteressato. Chiaramente mi fa piacere essere stato scelto come vicepresidente: è una carica a cui anche Di Muro avrebbe avuto tutti i titoli per accedere. Il presidente ha scelto me, ma ha conferito al sindaco di Ventimiglia quella che probabilmente è la delega più importante della Provincia, cioè la gestione delle strade provinciali, che sappiamo essere un argomento importantissimo per tutti i nostri Comuni dell’entroterra e non solo».
Il passaggio politicamente più sensibile arriva quando gli viene chiesto conto di una certa narrativa – alimentata in questi ultimi mesi anche da dichiarazioni continue dello stesso Scajola – secondo cui Sanremo sarebbe una città “più favorita” rispetto al resto del territorio, in particolare da quando Mager è stato eletto. Qui il sindaco alza una barriera netta: «Non riesco a comprendere sotto quale profilo Sanremo possa essere stata favorita. Semplicemente, Sanremo è la città più popolosa. Non lo dico perché ne sono il sindaco, credo sia un dato obiettivo. È la città che ha i maggiori flussi turistici della provincia e su cui gravitano i principali interessi economici, tutto qui. Ma non è né colpa né merito mio».
Poi la precisazione, che Mager definisce “doverosa”: «È una precisazione che ho già fatto in tante altre sedi e penso che questa sia l’occasione per ripeterla. Io a Sanremo gestisco un’Amministrazione nella quale c’è anche una componente di sinistra, con la quale peraltro non ho un accordo politico, perché partivamo e partiamo e rimaniamo su posizioni ideologiche diverse. Abbiamo fatto soltanto un accordo di programma per individuare alcuni punti programmatici per gestire al meglio la nostra città, ed è quello che stiamo tentando di fare. In questo senso, quindi, la mia presenza qui, nell’ambito di un’amministrazione di centrodestra, non deve affatto stupire».
È la chiave con cui Mager prova a tenere insieme i due piani: civico “allargato” in città, ruolo più politico – ma di taglio amministrativo – in Provincia. Un equilibrio reso più delicato dal contesto delle ultime settimane, segnato da due fronti caldissimi: la sanità e la rappresentanza territoriale. Sul primo fronte, dopo il via libera in Consiglio delle autonomie locali al maxi emendamento voluto proprio da Scajola, che orienta “prioritariamente” sul capoluogo la presidenza della Conferenza dei sindaci Asl, la questione tornerà in discussione in Regione con una serie di proposte correttive bipartisan . L’obiettivo dichiarato è evitare che l’automatismo a favore del Comune capoluogo cancelli il principio che finora, per Asl1, aveva attribuito un ruolo centrale al distretto più popoloso, quindi a Sanremo, e riportare al centro il voto dei sindaci e il peso del bisogno socio-sanitario reale nei vari territori.
Nel frattempo, sul versante ospedaliero, l’Asl ha avviato la centralizzazione delle procedure cardiologiche più complesse sull’ospedale Borea, destinato a diventare hub provinciale per le urgenze emodinamiche, con Imperia che mantiene la degenza e l’Utic. Una scelta che rafforza il ruolo ospedaliero di Sanremo ma dentro un quadro di governance che – se la riforma non verrà corretta – vedrà la cabina politica in mano al capoluogo. È in questo intreccio che la frase di Mager sull’assenza di “favori” a Sanremo assume un significato più preciso. Chiusura, inevitabile, sul rapporto con il fronte opposto in Provincia, rappresentato – sul versante politico – dall’avvocato Gabriele Cascino, consigliere di opposizione e volto nuovo del Pd. La battuta finale di Mager è ironica: «Io conosco bene Cascino: è un collega, è un amico e lo stimo. Diciamo che lui rappresenta il Pd, io invece no».





