La storia della fondazione di don Rito raccontata su Rai News24
Nata a Sanremo nel 2007 in un piccolo ufficio della parrocchia di Santa Maria degli Angeli a Sanremo
Sanremo. Le notizie che arrivano dalla “Fundación Oasis de Amor y Paz“, attraverso il racconto diretto di don Rito, sono sempre dense di significato. Ma ce ne sono alcune che, più di altre, riescono a fermare il tempo, a imporre una riflessione profonda. Una di queste è arrivata oggi e porta con sé un peso che va ben oltre la cronaca. La giornalista Giulia Bosetti, insieme a una troupe di Rai News24, è in arrivo ad Ábrego, nel cuore di una delle aree più fragili e complesse della Colombia, per incontrare don Rito e raccontare la realtà della nostra Fondazione. Saranno realizzati servizi dedicati non solo all’opera educativa e sociale portata avanti da anni, ma anche alla drammatica situazione del narcotraffico e della guerriglia, che continuano a segnare profondamente questi territori. Nei prossimi giorni, il pubblico italiano potrà ascoltare e vedere questi reportage sul canale 48, entrando in contatto diretto con una verità spesso ignorata o semplificata.
Questa nuova collaborazione con una rete televisiva nazionale non è un fatto casuale. È un riconoscimento. Per la terza volta, la Rai sceglie di affiancare la nostra realtà, di aiutare una sua giornalista in un lavoro difficile, diretto, esposto. È il segno concreto che il cammino intrapreso da Oasi Angeli di Pace è credibile, solido, necessario. Perché la Fondazione in Colombia è figlia di questa associazione nata a Sanremo, nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli, che da anni porta avanti con determinazione un progetto di pace e di lotta alle droghe, partendo dall’educazione e dalla dignità della persona.
Oggi, mentre nei territori del Catatumbo e del Tarra si consumano violenti scontri armati e mentre la crisi venezuelana apre nuovi e inquietanti scenari, la Fondazione rappresenta un avamposto credibile di speranza. Un luogo reale, non simbolico, dove la vita di tanti ragazzi può davvero cambiare direzione, lontano dalla violenza, dal reclutamento armato, dalla disperazione. Sono certo che Giulia troverà nella Fundación non solo una struttura, ma una vera oasi di pace. Con l’aiuto di don Rito e dei suoi collaboratori potrà raccogliere testimonianze autentiche, dare voce a chi ogni giorno è costretto a convivere con soprusi, minacce e paura, e restituire al pubblico una lettura onesta e profonda di una realtà spesso raccontata da lontano.
E il pensiero che tutto questo abbia avuto origine in una sera d’inverno del 2007, in un piccolo ufficio della parrocchia di Santa Maria degli Angeli a Sanremo, quando un gruppo ristretto di persone — tra cui don Rito — con molta paura, ma con un entusiasmo più grande, pronunciò quel semplice e rivoluzionario “Sì”, riempie il cuore di gratitudine e di gioia. Perché a volte la storia cambia direzione proprio così: nel silenzio, nella discrezione, nel coraggio di chi sceglie di fare il bene quando farlo sembra impossibile. “Non mandate al domani il bene che potete fare oggi, perché forse domani non avrete più tempo”, San Giovanni Bosco.


