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Campana anti aborto, Leone XIV: «Proteggere ogni nascituro e sostenere concretamente le donne»

Nel discorso al Corpo diplomatico, il Papa parla anche di obiezione di coscienza e aiuti alle madri. A Sanremo la campana voluta dal vescovo Suetta continua a dividere

Sanremo. Non è un intervento “su Sanremo” in senso stretto, ma le parole pronunciate da Papa Leone XIV pochi giorni fa davanti al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede finiscono inevitabilmente per incrociare il caso della “Campana dei bambini non nati” installata dal vescovo Antonio Suetta alla Curia di Sanremo (quindi in un luogo privato), iniziativa che ha acceso una contestazione pubblica e spaccato il fronte dell’opinione locale e non solo. Nel discorso del 9 gennaio, infatti, il pontefice richiama in modo esplicito il tema dell’aborto e, soprattutto, lega la posizione della Santa Sede a un punto che in queste ore torna al centro del confronto: l’“aiuto effettivo e concreto” alle donne. Nel discorso rivolto agli ambasciatori, il Santo Padre ha tracciato una sorta di bussola geopolitica e morale per il nuovo anno, toccando i grandi dossier della pace e della sicurezza internazionale, il ruolo della diplomazia nella prevenzione dei conflitti e la tutela dei diritti fondamentali dei più fragili, come i migranti e i reclusi. Nel quadro di questo richiamo, al termine del discorso Leone XIV ha insistito sul valore della vita umana e della famiglia.

Davanti agli ambasciatori, il Papa parla di un «rifiuto categorico» di pratiche che «negano o strumentalizzano l’origine della vita», indicando tra queste «l’aborto, che interrompe una vita nascente». Nello stesso passaggio, esprime «profonda preoccupazione» per progetti che puntano a finanziare la «mobilità transfrontaliera» finalizzata all’accesso al cosiddetto «diritto all’aborto sicuro», giudicando «deplorevole» l’uso di risorse pubbliche per questo scopo. È però l’ultima frase di quel segmento a pesare, per come si presta a essere letta anche nel dibattito italiano. Dopo aver ribadito che «l’obiettivo primario» deve restare «la protezione di ogni nascituro», il Papa aggiunge che serve «il supporto effettivo e concreto a ogni donna affinché possa accogliere la vita». Una sottolineatura che sposta l’accento dalla sola dimensione morale alla responsabilità pratica di istituzioni e società nel mettere le persone in condizione di scegliere senza essere lasciate sole.

Nello stesso discorso, Leone XIV dedica un passaggio anche all’obiezione di coscienza, collocandola nel quadro della «libertà di coscienza» e citando esplicitamente «il diniego di pratiche come l’aborto o l’eutanasia» da parte di medici e operatori sanitari. Un’adesione che il Papa definisce «non una ribellione», ma «un atto di fedeltà a sé stessi», con il timore di una crescente compressione di questi spazi anche in Paesi che si definiscono democratici. Parole che arrivano mentre, in riva al mare, la vicenda della campana continua a produrre reazioni e iniziative. La “Campana dei bimbi non nati”, inaugurata a fine dicembre e destinata a suonare ogni sera alle 20, ha provocato una prima mobilitazione pubblica con un flash mob in piazza Colombo il 5 gennaio, promosso da realtà studentesche e associazioni che contestano l’iniziativa come intrusione della Chiesa nelle scelte personali delle donne e rivendicano la cornice laica della legge 194.

Sul piano istituzionale, il caso ha varcato i confini cittadini con la lettera inviata a Papa Leone XIV dalla consigliera di Parità di Regione Liguria, Laura Amoretti, che ha chiesto attenzione sul rischio che iniziative di questo tipo si trasformino in un giudizio pubblico sulle donne e sulla loro autodeterminazione. La diocesi, dal canto suo, ha difeso l’iniziativa e, all’indomani delle polemiche, ha diffuso un messaggio di ringraziamento per i riscontri ricevuti e rivendicando l’inserimento della campana in una tradizione ecclesiale già presente in altri contesti. Il prossimo snodo annunciato è per questo sabato 17 gennaio, quando sono previsti due appuntamenti contrapposti: da una parte il presidio preannunciato da Forza Nuova a sostegno della campana (nel primo pomeriggio sotto Palazzo Bellevue), dall’altra un contro-presidio in piazza Colombo alle 15 convocato da realtà studentesche e associative, con adesioni politiche e civiche, mentre dal centrosinistra e da associazioni è arrivata una richiesta a Comune e diocesi di prendere le distanze dalla presenza del movimento di estrema destra.

Dentro questo quadro, le parole di Leone XIV al Corpo diplomatico offrono una chiave che entrambe le parti tendono già a rivendicare. Da un lato, la condanna dell’aborto e la critica al “diritto all’aborto sicuro” come obiettivo di finanziamenti pubblici. Dall’altro, il richiamo, netto, al dovere di non lasciare sole le donne e di investire in un sostegno “effettivo e concreto”.