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Bordighera, l’effetto domino della sfiducia: nomi, incontri e strategie verso il voto

Almeno due le liste quasi chiuse, inizia la campagna elettorale

Bordighera. Dopo la pausa natalizia, il clima politico è tornato caldo nella città delle palme. A seguito della caduta anticipata dell’amministrazione comunale, guidata dall’ormai ex sindaco Vittorio Ingenito, la città si prepara a tornare alle urne nel giro di pochi mesi, con elezioni amministrative che potrebbero già svolgersi a maggio. Un ritorno al voto rapido, che sta alimentando manovre, incontri riservati e indiscrezioni sempre più insistenti.

La fine dell’amministrazione Ingenito è diventata ufficiale il 19 dicembre scorso, quando nove consiglieri comunali hanno firmato le proprie dimissioni davanti a un notaio, determinando di fatto la sfiducia al sindaco. Un atto formale che ha accelerato una crisi già in atto: il giorno precedente, infatti, lo stesso Ingenito aveva rassegnato le dimissioni, che sarebbero diventate irrevocabili dopo venti giorni in assenza di un intervento risolutivo da parte delle forze politiche di maggioranza. Un intervento che non è mai arrivato. L’ex primo cittadino aveva motivato la scelta di dimettersi con la sua preoccupazione per il futuro dell’ospedale Saint Charles di Bordighera: «Rimetto il mio mandato a disposizione di tutte le forze politiche che hanno sostenuto la mia candidatura – era scritto nero su bianco nel documento protocollato da Ingenito -. Sarà l’occasione per verificare se sussistono le condizioni per la prosecuzione dell’Amministrazione sulla base del programma scelto dai Cittadini alle elezioni del 2023 e revisionato dalle problematiche emerse recentemente, quale ad esempio il timore che la funzionalità dell’Ospedale Saint Charles possa essere compromessa dalla riforma sanitaria regionale».

A determinare la caduta della giunta è stato un gruppo eterogeneo, composto da esponenti della maggioranza di centrodestra e da consiglieri che sedevano all’opposizione. Tra i “fuoriusciti” figurano infatti Marzia Baldassarre (Forza Italia), Barbara Bonavia (Lega), Mauro Bozzarelli (Forza Italia) e Massimiliano Di Vito (Fratelli d’Italia), insieme agli ex consiglieri di minoranza Fulvio Debenedetti, Massimiliano Bassi, Sara Piantoni, Alessandro Albanese, tutti indipendenti, e Giuseppe Trucchi (Pd).

Il gruppo ha annunciato un incontro pubblico con i cittadini la sera dell’8 gennaio, durante il quale spiegherà le ragioni che hanno portato alla sfiducia del sindaco, giunto a metà del suo mandato. Un passaggio politico chiave, che segna di fatto l’inizio della campagna elettorale. È ormai dato per scontato, infatti, che il gruppo dei “fuoriusciti” si presenterà alle prossime elezioni comunali. I tempi, però, sono strettissimi e in città il fermento è palpabile.

Tra gli addetti ai lavori circolano già i primi nomi per la carica di sindaco. Uno dei più ricorrenti è quello del commercialista Guglielmo Guglielmi, esponente di Fratelli d’Italia, che starebbe valutando una candidatura in prima persona. Ancora non è chiaro, però, in quale delle due “fazioni”.

Un altro nome che torna con insistenza è quello di Margherita Mariella, architetto molto conosciuto e stimato a Bordighera. Già candidata alle amministrative del 2023 a sostegno di Massimiliano Bassi, Mariella ha alle spalle un’esperienza amministrativa come assessore nella giunta guidata dall’ex sindaco Giacomo Pallanca e poi come consigliera di minoranza nel primo Ingenito. Nelle prossime ore è previsto un incontro con Marco Sferrazza, coordinatore elettorale dell’area riconducibile all’ex amministrazione Ingenito: secondo indiscrezioni, Sferrazza vorrebbe sondare la disponibilità di Margherita Mariella a scendere in campo come candidata sindaca.

Sempre sul “fronte” dei “fedelissimi” di Vittorio Ingenito, che non dovrebbe ricandidarsi come consigliere comunale, si sta ricomponendo la squadra. Tra i nomi già dati per certi figurano Marco Laganà (Forza Italia), Melina Rodà e Martina Sferrazza (Fratelli d’Italia), rispettivamente vicesindaco e assessori della giunta decaduta. È considerata molto probabile anche la presenza di Giovanni Allavena (Lega), anch’egli ex assessore. A questi si aggiunge un altro nome che circola con insistenza nei corridoi della politica locale: Federico Bertaina, che potrebbe entrare a far parte della squadra costruita da Sferrazza in vista della prossima competizione elettorale.

La campagna elettorale, in ogni caso, è ancora tutta da scrivere. Di certezza al momento ce n’è una sola tra scenari fluidi e alleanze in fase di definizione, quella di Bordighera sarà una tornata intensa e combattuta. La caduta della giunta Ingenito ha aperto una nuova fase politica, segnata da fratture interne al centrodestra e da tentativi di ricomposizione che gli elettori, di certo, non potranno ignorare.