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Associazione Italia-Israele al Giorno della Memoria al liceo Aprosio, Sumud Ponente Ligure: «Indignati»

«Riteniamo inaccettabile che, in un luogo di formazione e di pensiero critico come una scuola pubblica, venga dato spazio a soggetti portatori di una narrazione che oggi giustifica e legittima il genocidio del popolo palestinese da parte del governo israeliano»

Ventimiglia. Le dichiarazioni del collettivo Sumud Ponente Ligure sulla partecipazione dell’Associazione Italia-Israele al Giorno della Memoria al liceo Aprosio:

«In merito all’evento organizzato questa mattina presso il Liceo Statale Aprosio di Ventimiglia per il Giorno della Memoria, esprimiamo profonda indignazione per la presenza e il coinvolgimento dell’Associazione Italia-Israele e della sua rappresentante Maria Teresa Anfossi.

Riteniamo inaccettabile che, in un luogo di formazione e di pensiero critico come una scuola pubblica, venga dato spazio a soggetti portatori di una narrazione che oggi giustifica e legittima il genocidio del popolo palestinese da parte del governo israeliano.

Ricordare la Shoah è un dovere morale imprescindibile. Tuttavia, la Memoria non può essere utilizzata in modo strumentale per coprire o normalizzare altri crimini contro l’umanità. La sofferenza del popolo ebraico non può e non deve diventare pretesto per tacitare la violenza e la distruzione che si stanno consumando oggi in Palestina.

Dopo mesi di massacri e bombardamenti su civili, bambini e ospedali, questa scelta appare non solo inopportuna ma eticamente grave. La scuola dovrebbe essere luogo di pluralismo, di pace e di giustizia, non di propaganda politica.

A conferma di ciò, risultano pubblici numerosi interventi dell’Associazione Italia-Israele di Ventimiglia che esprimono apertamente un sostegno politico al governo di Israele, arrivando ad attribuire la responsabilità della tragedia dei bambini di Gaza esclusivamente a fattori culturali e religiosi, giustificando la campagna di distruzione condotta contro la popolazione palestinese come necessaria alla propria esistenza e rivendicando esplicitamente un’identità ideologica (“I stand with Israel”, “Sono un orgoglioso sionista”).

Tali posizioni dimostrano che l’Associazione non svolge un ruolo di ricerca storica imparziale, ma agisce come soggetto politico-culturale schierato, in contrasto con i principi del diritto internazionale umanitario e con il rispetto dei diritti fondamentali della persona e dell’uguaglianza tra i popoli.

La vergogna non è nel ricordare il passato, ma nel non riconoscere il presente».