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Scajola ripercorre la storia della struttura e il suo ruolo sociale. Gandolfo: «Un progetto che va oltre il mattone»

Imperia. L’ex Albergo Italia apre una nuova fase della sua storia con la nascita della Casa Ameglio – Abitare Solidale, presentata questa mattina come spazio di accoglienza, cura e supporto per persone fragili e giovani in difficoltà.

«Questa struttura deve funzionare come una casa» ha sottolineato nel suo intervento il sindaco Claudio Scajola definendo il termine casa tra i più significativi che esistano, insieme a mamma. Una casa intesa come spazio di accoglienza, dignità e cura, anche nella sua dimensione umana e spirituale, costruita su valori condivisi e di appartenenza. Il primo cittadino ha ricordato come la rinnovata struttura rappresenti un riferimento anche per persone provenienti da fuori distretto, per soggetti in difficoltà e per giovani che vivono situazioni di sofferenza. Un luogo che ha mantenuto nel tempo una funzione sanitaria e sociale insieme.

Il sindaco ha ricostruito le origini dell’edificio il cui proprietario negli anni quaranta era il  barone Ameglio, figura benestante e di rilievo. Alla morte del barone, l’edificio venne lasciato al comune di Imperia e, fino all’ultimo, proseguì la collaborazione con la sua giovane collaboratrice Fiorella Gazzano. Una vicenda che spiega perché oggi il Comune abbia potuto disporre della struttura e investirvi progettualità.

A entrare nel dettaglio del progetto è stata l’assessore Laura Gandolfo, che ha parlato di «una giornata importante per i nostri 12 ragazzi con disabilità che entrano a vivere in questi due alloggi». Si tratta di un percorso avviato oltre due anni fa insieme ad Auser, Anfas e a numerosi enti del terzo settore coinvolti nella coprogettazione. «In questo lungo lavoro – ha spiegato – hanno imparato a vivere da soli, a convivere, a costruire una loro autonomia. Ora entreranno in questi appartamenti, che sono meravigliosi».

L’assessore Gandolfo ha ringraziato il sindaco «per avermi dato un progetto che apre il cuore», sottolineando come, oltre alla qualità della ristrutturazione curata dal collega assessore Gaggero, emerga «la bellezza del progetto e della persona». Il piano prevede che successivamente vengano utilizzati anche gli altri livelli dell’edificio: il piano superiore ospiterà persone anziane con residui di autosufficienza e necessità abitative temporanee, mentre il piano inferiore sarà destinato alle emergenze e a una casa dedicata ad Alessio, ragazzo con disabilità per il quale è stato realizzato un alloggio su misura, insieme a quello per la sua assistente.

I 12 ragazzi vivranno divisi in due appartamenti, sei nella casa delle ragazze e sei nella casa dei ragazzi. Ogni alloggio prevede camere doppie con bagno privato e spazi comuni. All’esterno è presente un giardino con orto e un laboratorio per attività manuali. «Con Anfas – ha aggiunto l’assessore – sono già previste attività di piccola falegnameria e di stampa. Abbiamo progettato che possano realizzare materiali per iniziative pubbliche o collaborare con il centro giovanile del polivalente, ad esempio attraverso un giornalino che racconti le attività».

La struttura è dotata anche di una control room, dalla quale vengono monitorati gli ambienti attraverso sensori. «Non c’è controllo video per tutelare la privacy – ha chiarito Gandolfo – ma un sistema basato su parametri come il calore, che segnala eventuali cadute, anomalie o situazioni di emergenza, fino ai battiti cardiaci accelerati. Il software è già presente e verrà ulteriormente implementato. È un aspetto molto importante del progetto».

Nel corso dell’incontro è stato ricordato dal sindaco Scajola anche il quadro degli investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza: complessivamente sono stati ottenuti 180 milioni di euro, risorse che hanno permesso di presentare progetti innovativi e di qualità sul territorio.