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Abusi dal maestro di arti marziali, la solidarietà alle vittime di “Non Una Di Meno Ponente ligure”

“La loro voce spinge alle corde perché racconta di un allenatore – figura investita di fiducia, responsabilità e autorevolezza – che giustificava le sue molestie legittimandole come strategie educative, strumenti per la crescita personale, sproni per «far uscire la donna alpha sul ring»”

Imperia. Fanno sapere dal Non Una Di Meno Ponente ligure:  “Esprimiamo con affetto e rabbia la nostra piena e totale solidarietà alle giovani atlete di Ranzo che con coraggio hanno denunciato i comportamenti violenti e abusanti agiti dal loro allenatore di savate, Luigi Alessandri, all’interno dell’ambiente sportivo da loro frequentato. La loro voce rompe un silenzio che troppo spesso protegge chi abusa e isola chi subisce. Un silenzio spesso determinato dalla vergogna e dal senso di colpa per non aver reagito, per non essere state capaci di sottrarsi per tempo, per non aver saputo trovare subito le parole per nominare le molestie e la violenza col loro vero nome. La loro voce spinge alle corde perché racconta di un allenatore -figura investita di fiducia, responsabilità e autorevolezza- che giustificava le sue molestie legittimandole come strategie educative, strumenti per la crescita personale, sproni per «far uscire la donna alpha sul ring».

Prosegue la nota stampa: “La loro voce mette all’angolo perché denuncia una persona nota, che collaborava a stretto contatto con le istituzioni locali organizzando manifestazioni sportive pubbliche nonchè interventi presso le Scuole della vallata per promuovere la prevenzione e la difesa personale contro il bullismo, e corsi gratuiti di difesa personale femminile. Difesa personale femminile. Perché Alessandri sapeva bene quanto sia comune incappare in chi abusa di giovani donne e ragazzine approfittando del ridicolo ruolo di potere che riveste e della fiducia che famiglie e comunità gli accordano. La loro voce ricorda che l’abuso non è mai un “errore” né un “malinteso”: è un esercizio deliberato di potere reso possibile da un sistema che quasi sempre sceglie di non credere e di ignorare chi denuncia per tutelare se stesso, al massimo condannando “un mostro” o “una mela marcia” ogni tanto per non dover davvero cambiare mai. La loro denuncia arriva dritta, marca chiaramente da che lato devono stare la vergogna e la colpa. E non è sul lato in cui si trovano loro, si vergognassero tutti gli Alessandri del pianeta piuttosto. È ora che chi vorrebbe spiegarci come e soprattutto da chi dovremmo difenderci e che ci vorrebbe separate e isolate come tante alpha (!) conosca la forza di donne sodali. Alle atlete diciamo: sorell3 non siete sole, noi vi crediamo e siamo al vostro fianco senza se e senza ma.