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Virtus, mossa su Pian di Poma: depositato il project tribune

Piano da circa 300 mila euro più Iva, concessione decennale e canone annuo in crescita

Sanremo. La sfida cittadina tra Virtus e Sanremese, per ora, continua a giocarsi soprattutto fuori dal campo. Con categorie ancora lontane dall’ipotesi derby, la competizione si sposta sugli impianti, sugli investimenti e sulla capacità di trasformare Pian di Poma in un polo sportivo realmente funzionale per società e famiglie. È in questo contesto che, questa mattina, la Virtus Sanremese ha depositato ufficialmente via pec un progetto di finanza a iniziativa privata per la riqualificazione delle tribune del campo a undici di Pian di Poma. A firmare l’invio, per conto del sodalizio del main sponsor Marco Del Gratta e del presidente Luca Moroni, è stato il direttore generale Pino Fava.

Il progetto, realizzato dal geometra sanremese Gianfranco Adami, quantifica un investimento stimato in circa 300 mila euro più Iva e prevede una durata della concessione di 10 anni. Sul piano economico, la proposta si innesta su un dato già noto: oggi il Comune incassa un canone annuo di 12 mila euro. Con l’operazione, secondo quanto indicato, l’entrata per Palazzo Bellevue salirebbe fino a circa 2,5 volte l’attuale, vale a dire nell’ordine dei 30 mila euro all’anno. Nelle dichiarazioni che accompagnano l’iniziativa, Fava inquadra l’intervento come un’operazione “non faraonica” e, proprio per questo, realizzabile. «Il progetto, redatto dal geometra Adami, prevede la realizzazione di due tribune, una per i tifosi locali e una per i tifosi ospiti. Saranno due tribune coperte, fornite da una primaria ditta produttrice che opera in Italia e all’estero, con strutture anche gradevoli dal punto di vista estetico e in grado di inserirsi bene nel contesto», spiega il general manager. Il disegno include anche i servizi. «Tra le due tribune è prevista un’area dove verranno collocati prefabbricati per i bagni e un locale ad uso ricovero attrezzature. È prevista la sistemazione dell’area con nuovi asfalti per ricavare anche alcuni posti auto, bordure e aiuole verdi, così da riqualificare uno spazio che oggi ospita una tribuna datata», aggiunge Fava. Nei render allegati al Pfte si vede l’impostazione complessiva dell’intervento, con le due gradinate coperte e il corridoio di collegamento nella zona di accesso, oltre alla risistemazione degli spazi esterni.

Sul cronoprogramma, la Virtus indica tempi contenuti: «Dal momento in cui si parte, tra ordini e lavorazioni, nel giro di un anno le tribune possono essere montate e disponibili. Per tutta la durata della convenzione è prevista la manutenzione ordinaria dell’area», sostiene il direttore, che insiste sulla sostenibilità dell’operazione, accompagnata da un impianto tecnico ed economico costruito per dimostrare l’equilibrio tra entrate e uscite. «Il progetto è corredato da relazione tecnica ed economica e da un quadro che mette in fila ricavi e costi, anche rispetto a canoni, affitti e utilizzo degli impianti. Riteniamo che possa essere un vantaggio per la comunità, per le scuole e per tutti coloro che usufruiscono di Pian di Poma», conclude Fava. Il deposito della proposta avviene mentre l’altra metà del calcio sanremese sta attraversando una fase di transizione profonda. Nelle scorse settimane la Sanremese ha formalizzato il cambio societario con l’ingresso di Christian Karembeu e di Theodoros Peter Paul Ornithopoulos, ciascuno con il 37,5% delle quote, mentre Alessandro Masu resta presidente con il 25%. Una riorganizzazione arrivata dopo l’uscita di scena del direttore sportivo Simone Quinteri e, a stretto giro, anche di Tobias Del Piero, che, insieme a papà Alex, ha salutato la Città dei fiori senza mai scendere in campo in un match ufficiale di campionato a causa di una presunta pubalgia. Ieri, poi, l’ufficialità del nuovo allenatore biancazzurro, Marco Banchini, con l’annuncio dello staff che lo affiancherà. Un team chiamato a risollevare una situazione sportiva più che complessa.

Dentro questo quadro, la proposta della Virtus Sanremese su Pian di Poma diventa un nuovo tassello di quella “competizione parallela” che Sanremo sta vedendo crescere. Se il percorso amministrativo porterà il Comune a valutare e poi eventualmente a mettere a gara l’intervento, l’esito potrà trasformarsi in un vantaggio che va oltre i colori sociali, perché le infrastrutture, quando si concretizzano, restano al servizio di una città intera.