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Presidente del collegio nel processo La Svolta, scrisse una sentenza che passò alla storia

Imperia. «Un caro amico, una colonna del tribunale prima di Sanremo e poi di Imperia, un punto di riferimento per tutti noi. Senza di lui, questo sarà un tribunale diverso». E’ unanime il riconoscimento al giudice Paolo Luppi, nel suo ultimo giorno di lavoro a Imperia.

A salutarlo amici e colleghi, che riuniti nell’aula Trifuoggi del palazzo di giustizia, hanno espresso per il giudice parole di elogio. Come il giudice Eduardo Bracco, ex presidente del Tribunale di Imperia. «In tutti questi anni ha saputo intessere rapporti umani e professionali molto forti – ha aggiunto Bracco – Di grande vicinanza e di affetto. Si è fatto benvolere sia dai colleghi, che dagli avvocati, dal personale e dalle forze dell’ordine per la sua gentilezza». Rivolgendosi a Luppi, Bracco ha detto: «Sei il giudice gentile, per i tuoi modi garbati, per il tuo lavoro appassionato, per la tua umiltà a fronte di una preparazione solida e vasta esperienza, per la tua generosità e disponibilità manifestata in tante circostanze. Credo che chiunque, sottoposto ad un procedimento penale vorrebbe incontrare un giudice come te».

Nel corso del saluto, sono stati ricordati anche i processi che hanno visto Luppi protagonista, come quello de “La Svolta“: il primo maxi processo alla mafia in provincia di Imperia. Il processo che ha sancito, con la condanna in primo grado comminata ai protagonisti dal collegio presieduto proprio dal giudice Paolo Luppi, la presenza della ‘Ndrangheta nel ponente ligure.

«Paolo è entrato in magistratura due mesi prima di me, era il 1991 – ha ricordato il procuratore capo di Imperia Alberto Lari – E quindi lo ricordo uditore giudiziario. Avevamo meno di trent’anni, eravamo all’inizio della carriera e condividevamo l’uditorato. Non voglio sembrare retorico, ma io sono amico di Paolo: questo ci tengo a dirlo. Paolo è un bravissimo collega, una persona stimatissima, ma io voglio far prevalere su tutto il concetto di amicizia. Oggi per me è una grande perdita perché oggi dal tribunale va via un vero amico».

«Una persona dal cuore grande – ha aggiunto Lari – Una persona sincera e che incarna alcuni aspetti del magistrato in cui io mi riconosco: un magistrato che non solo è un fine giurista, ma è aperto alla cittadinanza. L’ho incontrato spesso quando abbiamo fatto manifestazioni a Camporosso, a Ventimiglia, con Libera e con la Spes. Apprezzo molto il suo penetrare nella società civile, il combattere battaglie di un certo tipo: ha il coraggio non solo di pronunciare sentenze, ma anche di far conoscere ai cittadini quello che è il proprio pensiero. Questo suo coraggio lo ha manifestato in maniera plateale quando è stato giudice de “La Svolta”: parliamo qualcosa di rivoluzionario in Liguria, il primo processo alla ‘Ndrangheta, c’erano pressioni enormi». Per il processo, tra l’altro, Luppi era stato minacciato e per tre anni venne affiancato dalla scorta.

«Noi penalisti abbiamo amato e amiamo molto il dottor Luppi», ha esordito l’avvocato Marco Bosio, presidente della Camera Penale, che ha ricordato gli esordi di Luppi alla pretura di Ventimiglia. «E’ un grande giudice, il dottor Luppi, noi non lo abbiamo mai nascosto – ha aggiunto Bosio -. Ricordo tanti aneddoti, soprattutto legati alla pretura di Ventimiglia. Una grande sensibilità umana, grande professionalità, capacità di gestione di processi importanti e, devo dire, grande rispetto per gli imputati stessi. Il dottor Luppi non ha mai subito pressioni mediatiche e processi come “La Svolta” o “I furbetti del cartellino” sono processi che richiamano molto l’opinione pubblica, che si schiera da una parte e dall’altra, e mi rendo conto che il fiato sul collo del giudice è molto. Ma il dottor Luppi non si è mai piegato a certe dinamiche».

Bosio ha sottolineato due caratteristiche del giudice: il rigore morale e l’impermeabilità del giudizio. «Conosciamo il forte contenuto ideologico del giudice Luppi, lui non ne fa mistero – ha detto – E’ un suo tratto fondamentale, ma questo suo connotato fortemente ideologico non è mai passato nel suo giudizio, che è sempre stato sui fatti, sulle dinamiche del processo. Il suo giudizio non è stato inquinato dal suo pensiero».

Le qualità del giudice Luppi sono state evidenziate anche dal presidente della sezione penale del tribunale di Imperia, il giudice Carlo Alberto Indellicati, e dal presidente dell’ordine degli avvocati di Imperia Giancarlo Giordano.

Impegno civile, umanità, passioni, rigore morale, preparazione: alle peculiarità che hanno contraddistinto il lavoro del giudice Luppi è stato affiancato il ritratto fatto dai suoi più stretti collaboratori, che con una poesia goliardica, a lui dedicata, hanno ricordato «Un uomo assai speciale, oserei dire iconico e non lo dico in senso ironico. Infatti, chi altri arrivava in tutta fretta in sella ad una bicicletta, ed indossava poi con foga, sopra la canottiera la sua toga, per precipitarsi in udienza a emettere sentenza?».

Non sono mancati momenti di commozione. «Nel concludere la mia carriera – ha detto il giudice Luppi – Il dolore più grande è quello di non avere qui oggi Massimiliano Rainieri (morto a 74 anni nel febbraio del 2024, ndr). Per me è stato un orgoglio fare il giudice insieme a lui, era una gioia venire a lavorare».