Sanremo, feste a due velocità: Natale altalenante, Capodanno verso il tutto esaurito
Gli albergatori fotografano un bilancio complessivamente positivo, ma con differenze legate a meteo e disdette. La ristorazione regge l’urto, però segnala una “qualità” media più bassa e chiede una città pronta a reggere i picchi
Sanremo. La cartolina delle feste della Città dei fiori, quest’anno, è fatta di luci accese e strade vive, ma anche di prenotazioni che cambiano umore in poche ore, appese alle previsioni meteo e a un’influenza stagionale che sta lasciando il segno. A pochi giorni da San Silvestro, gli operatori del settore turistico e commerciale tracciano un primo bilancio che, nel complesso, sorride, pur con qualche distinguo. E se il Capodanno si avvia verso il pienone, sullo sfondo già si allunga l’ombra lunga del Festival, capace di saturare l’offerta ricettiva e di riversare benefici anche oltre i confini comunali.
A delineare un quadro sostanzialmente incoraggiante per la parte della recettività alberghiera è Christian Feliciotto, direttore dell’Hotel Nazionale di via Matteotti e presidente provinciale di Federturismo (Confindustria). “Il Natale ha tenuto bene. Considerando che in montagna ha nevicato, per gli albergatori è un elemento positivo: quella neve può garantire una buona stagione ai colleghi dell’entroterra. Per Capodanno siamo completi, con una buona occupazione media dal 26 dicembre al 6 gennaio, naturalmente con i picchi della notte di San Silvestro e dei weekend prima e dopo. Sul Festival registriamo molto interesse: a Sanremo sarà tutto pieno, con benefici anche per le località limitrofe”.
Una lettura più cauta arriva invece da Silvio Di Michele, presidente cittadino di Federalberghi e titolare dell’Hotel Sole e Mare di via Carli. “Per quanto riguarda il Natale, era partito bene, poi si è fermato e abbiamo avuto anche delle disdette: purtroppo non è andato benissimo. Hanno pesato le previsioni e il cattivo tempo, ma anche l’influenza. Dal 26 dicembre in avanti va molto meglio: credo che Sanremo faccia il completo almeno dal 30 dicembre al 2 gennaio compreso, e sono ottimista anche per il 3 e il 4. Quando dico che il Natale era partito bene, intendo le prenotazioni: c’erano molte richieste, più degli anni scorsi, poi tutto si è bloccato. Per il Festival, la settimana è sold out da tempo: a livello alberghiero penso non sia rimasto praticamente nulla, forse qualche appartamento, ma negli hotel direi niente”. Il riferimento è al prossimo Festival della Canzone Italiana, in programma dal 24 al 28 febbraio 2026, già al centro di un interesse elevatissimo e della consueta corsa ai biglietti, quest’anno rincarati di un 20%. A dare ulteriore spessore al quadro, con un punto di osservazione strategico alla Foce, è Matteo Paracchini, dell’Hotel Belsoggiorno. “Il Natale non è andato benissimo: il meteo ci ha penalizzati e abbiamo registrato circa un 15% in meno rispetto all’anno scorso. Nel mio caso si è sentita anche l’assenza della clientela francese. Da oggi e fino al 3 gennaio, però, le prenotazioni stanno arrivando e per il 31 le strutture risultano al completo. Notiamo inoltre che i prezzi sono più bassi rispetto allo scorso anno e che i turisti fanno più attenzione a come spendono. Va considerato anche che, con tanta neve, molte famiglie hanno scelto la montagna. Nel complesso, comunque, le prenotazioni tengono bene in vista dell’ultimo dell’anno”.
Se l’alberghiero registra una domanda forte ma più “ballerina” nel periodo natalizio, sul fronte del commercio e della ristorazione il tema ricorrente torna a essere quello della qualità dei flussi. A dirlo è il presidente cittadino di Confcommercio e ristoratore, Andrea Di Baldassarre, che fotografa una stagione delle feste sempre più compressa. “Purtroppo non è più come una volta, quando dall’8 dicembre con il ponte dell’Immacolata si partiva. Oggi si stringe tutto: la forbice si è chiusa in una decina di giorni tra Natale e Capodanno. L’affluenza c’è e dobbiamo fare i conti anche con la neve e quindi con tanti spostamenti. Sulla ristorazione vediamo una qualità mediamente più bassa: i locali lavorano, i negozi lavorano, ma lo scontrino non è quello che servirebbe per dire che tutti sono davvero contenti. Questi picchi, però, danno ossigeno alle aziende, e in un periodo buio come quello dal 6 gennaio al Festival diventano fondamentali. E qui un ringraziamento va ai cugini francesi, che portano una fetta importante dell’economia, anche nel turismo di giornata”. Per Di Baldassarre, la chiave sta nel riconoscere e governare flussi diversi, senza rinunciare a nessuno ma puntando ad alzare l’asticella. “Il punto è che convivono flussi differenti: quello alberghiero, quello quotidiano dalla vicina Francia e dalle città vicine, e poi quello delle seconde case, molto legato alla città. Ben venga tutto, ma dobbiamo lavorare sulla qualità: noi come attività dobbiamo fare la nostra parte, e la città deve farsi trovare pronta per un turismo di livello. Serve remare tutti dalla stessa parte”.
Nella fotografia delle feste non manca piazza Bresca, cuore della movida matuziana, dove a fare da termometro è chi, da anni, vive il ritmo dei coperti e delle serate. Raffaele Nicò, della storica Trattoria Del Porto, racconta un Natale “di tenuta” anche grazie al meteo favorevole il 25 dicembre. “Il tempo ci ha graziato, non ha piovuto, e siamo riusciti a fare qualcosa di positivo anche grazie a questo. Per noi, come Trattoria Del Porto, è significativo che su 120 coperti prenotati ben 114 fossero clienti abituali. In piazza Bresca c’è un bel movimento: a volte tira di più l’aperitivo, altre il ristorante, altre ancora il dopo cena, ma in generale siamo abbastanza contenti. Adesso aspettiamo Capodanno: è il momento più importante, con le presenze che vanno dalla vigilia ai giorni successivi”. Sul finale, però, la partita non è solo di mercato. A Sanremo, la giunta guidata dal sindaco Alessandro Mager sta puntando con decisione sul comparto Turismo e Manifestazioni, complice una fase favorevole dei conti pubblici. Nel bilancio di previsione, il capitolo manifestazioni sale a 2,9 milioni di euro, in crescita rispetto ai 2,3 milioni del 2025, ma soprattutto rispetto agli anni precedenti, che al Turismo hanno visto assegnati a mala pena un milione di euro all’anno. Quello odierno è un livello di stanziamenti che non si vedeva da anni. Un cambio di passo che si vede già nella notte di San Silvestro, il 31 dicembre 2025: archiviata la formula del concertone, l’assessorato guidato dall’avvocato Alessandro Sindoni ha costruito un evento pensato per far convergere residenti e turisti nell’area della marina. Il Capodanno 2026 “Sea of Lights” prenderà forma al Porto vecchio a partire dalle 22, con uno show di musica e luci, un drone light show e lo spettacolo piromusicale con più punti di sparo, visibile lungo il lungomare e dai luoghi panoramici.
(In copertina, l’inaugurazione delle luminarie natalizie in piazza Borea)







