Sanità, Zarbano si schiera con Sanremo: «La Conferenza non può essere cosa di uno solo»
Il consigliere di Imperia Senza Padroni contesta l’automatismo sulla presidenza Asl1: «Tutti i sindaci hanno pari dignità, la sanità è di tutti, non del capoluogo»
Imperia. Nella battaglia politica aperta dalla riforma sanitaria regionale e dal maxi-emendamento voluto da Claudio Scajola, alla “linea Sanremo–Mager” si aggiunge ora una voce dal capoluogo: quella del consigliere comunale di minoranza Luciano Zarbano, del gruppo Imperia Senza Padroni, che boccia senza mezzi termini l’automatismo sulla presidenza della Conferenza socio-sanitaria e difende il principio della pari dignità tra tutti i sindaci della provincia. Zarbano prende posizione con una nota che suona come un avvertimento contro il rischio di centralismo sanitario: «In un sistema sanitario pubblico, che deve rispondere ai bisogni reali delle comunità, ogni sindaco della Provincia di Imperia — dalla città più grande al paesello più piccolo — rappresenta un pezzo fondamentale del nostro territorio. La salute non è un tema che riguarda solo il capoluogo o i comuni con maggior peso demografico: riguarda l’intera popolazione provinciale, soprattutto in un contesto come il nostro, caratterizzato da un progressivo invecchiamento e da un bisogno crescente di servizi efficienti, diffusi e accessibili. La sanità è un bene collettivo e indivisibile, e chi la amministra deve farlo con equilibrio, responsabilità e visione.
Non va mai dimenticato che il rapporto medico-paziente è prima di tutto un rapporto fiduciario: il bravo medico non cura la malattia, cura la persona. Questo principio dovrebbe guidare anche la governance del sistema sanitario, che deve essere costruita sulla fiducia, sulla collaborazione e sul rispetto reciproco tra istituzioni». Nel mirino c’è il nuovo assetto disegnato dal maxi-emendamento, che sposta in automatico sul sindaco del capoluogo – quindi su Imperia – la guida della futura Conferenza socio-sanitaria provinciale, togliendo di fatto a Sanremo un ruolo che finora era legato al distretto più popoloso. «Con il via libera al maxi-emendamento regionale, cambiano gli equilibri della futura Conferenza Socio-Sanitaria Provinciale. La presidenza dell’organismo non sarà più in capo al sindaco del distretto più popoloso — come avvenuto finora con Sanremo — ma passerà automaticamente al sindaco del capoluogo, dunque a Imperia.
Una scelta tutt’altro che neutrale: sposta l’asse decisionale, riduce il pluralismo territoriale e accentra poteri in un momento cruciale per la sanità provinciale. È inevitabile che questo generi discussione, soprattutto tra i comuni che temono di vedere ridotto il proprio peso nella programmazione dei servizi socio-sanitari. Il rischio evidente è che la provincia perda la sua voce corale e si trasformi in una gestione a senso unico, laddove invece sarebbe necessario l’opposto: una governance capace di valorizzare ogni territorio, comprendendone bisogni e criticità specifiche». Zarbano, in sintonia con le critiche arrivate da Sanremo e dal sindaco Mager, oltre che dal primo cittadino di Ventimiglia, Flavio Di Muro, richiama il principio della rappresentanza diffusa e mette in guardia dal trasformare la sanità in terreno di potere personale: «Per questo motivo il Gruppo Consiliare Imperia senza Padroni afferma con convinzione: la sanità è di tutti, non di uno solo. Se c’è un principio che va ribadito con forza, è questo: tutti i sindaci hanno pari dignità e pari diritto di partecipare alle decisioni sulla sanità. Perché rappresentano comunità reali, famiglie, anziani, lavoratori. Perché la salute dei cittadini non può diventare terreno di scontro personalistico o di calcoli di potere. Un atteggiamento che molti cittadini vivono come un’umiliazione politica, e che pone inevitabilmente interrogativi sulla capacità di ogni singolo sindaco di far valere il proprio ruolo all’interno della provincia».
Il consigliere di Imperia Senza Padroni chiude con un appello a non cedere alla tentazione del centralismo e a rimettere al centro i bisogni di un territorio fragile e che invecchia: «Una provincia che invecchia e che soffre già criticità strutturali non può permettersi ulteriori squilibri o centralismi forzati. Serve un confronto serio, rispettoso, aperto. Serve ricordare che la sanità non appartiene a chi governa, ma a chi ne ha bisogno: i cittadini. E i cittadini vivono in tutti i comuni, non solo nei capoluoghi».





