Rivieracqua, chiesto il rinvio a giudizio per Donzella, Balestra e Saldo
Prossimo step dal giudice per le udienze preliminari
Sanremo. Nuovo passaggio giudiziario nell’inchiesta sui presunti bilanci falsificati di Rivieracqua ante trasformazione societaria e ingresso del socio Acea Molise. Poco prima di Natale la Procura della Repubblica di Imperia ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex presidente Massimo Donzella, l’ex componente del consiglio di amministrazione Sonia Balestra e l’ex direttore generale Gabriele Saldo. A confermarlo sono fonti del palazzo di giustizia. Il fascicolo è ora in attesa di fissazione dell’udienza davanti al gup, il giudice per l’udienza preliminare chiamato a valutare se l’impianto accusatorio e il lavoro istruttorio della Procura siano sufficienti per aprire un processo a carico degli indagati.
Il procedimento si innesta sul filone che, già nella primavera 2025, era approdato alla chiusura delle indagini preliminari e ruota attorno alle contestazioni di falso in bilancio e aggravamento del dissesto. Al centro dell’ipotesi investigativa ci sarebbero, in sintesi, la rappresentazione alterata della situazione economico-finanziaria della società e la gestione di una fase particolarmente critica della vita del gestore idrico, con riferimento al triennio 2015-2017 e, in particolare, al bilancio 2016, attraverso l’iscrizione di crediti ritenuti inesistenti e l’omessa rilevazione di debiti. Sul piano delle ricostruzioni contenute negli atti, un contributo rilevante sarebbe arrivato anche dalle intercettazioni telefoniche effettuate dal nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Imperia. In una conversazione tra Massimo Donzella (ex presidente) e un commercialista a cui Rivieracqua aveva affidato una consulenza, il professionista incaricato richiama l’attenzione su un credito Iva rilevante che, a suo dire, non veniva portato a rimborso per il timore di controlli fiscali. Il senso del passaggio, così come viene ricostruito negli atti, è che la società avrebbe rinunciato a far valere un credito pur consistente per evitare di “accendere i riflettori” su una contabilità considerata fragile.
Un secondo blocco di dialoghi riguarda invece i rapporti interni tra i vertici della prima Rivieracqua. In una telefonata tra Donzella e l’allora direttore generale Gabriele Saldo, l’ex presidente mette a tema l’assenza di una struttura amministrativo-giuridica adeguata a sostenere il peso del consorzio e descrive un’organizzazione che, al di là delle qualifiche formali, non riuscirebbe a gestire la complessità societaria. Saldo, nelle stesse conversazioni, concorda sul quadro di scopertura e difficoltà operative, lasciando emergere un clima di tensione e di rimpalli tra i componenti dell’ex governance. Il terzo filone, forse il più “politico” nelle ricadute, è quello delle telefonate tra Saldo e alcuni sindaci. Sono conversazioni in cui i primi cittadini chiedono spiegazioni su fatture giudicate sproporzionate o di difficile lettura, con voci attribuite a costi di struttura e somme complessive considerate incompatibili con le dimensioni dei piccoli Comuni coinvolti. In risposta, Saldo invita a sospendere i pagamenti e a rinviare il confronto, prospettando che i Comuni avrebbero potuto contestare formalmente gli addebiti. In un’altra chiamata, sempre con un sindaco, Saldo definisce “drogato” il dato alla base di una fattura molto elevata, collegandolo alla duplicazione di costi legati all’acquisto di acqua, contabilizzata due volte attraverso fornitori diversi, prima dal consorzio irriguo e potabile di Cipressa-Costarainera e poi da Amat. In questo stesso perimetro, le intercettazioni richiamano anche rapporti giudicati non lineari con Amat, elemento che gli inquirenti inseriscono nel quadro più ampio della ricostruzione contabile contestata.
Con la richiesta di rinvio a giudizio depositata a ridosso delle festività, la prossima tappa è ora nelle mani del gup. Sarà il giudice dell’udienza preliminare a stabilire se gli elementi raccolti siano tali da sostenere l’accusa in giudizio e, quindi, da aprire un dibattimento, per il più ampio coinvolgimento delle parti difensive. Intanto, la notizia potrebbe avere ricadute sull’assetto dell’amministrazione di Sanremo, guidata dal sindaco e avvocato penalista di lungo corso Alessandro Mager. Sia Donzella che Balestra hanno ruoli rilevanti, il primo è assessore ai Lavori pubblici, la seconda consigliera di amministrazione della Casinò Spa.

(In copertina, Sonia Balestra e Massimo Donzella il giorno delle dimissioni dal Cda di Rivieracqua. Qui sopra Gabriele Saldo)




