Quando la bellezza diventa scienza: Francesco Landolfi e le simmetrie della fisica
Oggi nuovo appuntamento del Club di conversazione tra scienza, pensiero e grandi teorie del Novecento
Imperia. La bellezza come chiave per capire l’universo. È questo il filo conduttore dell’incontro in programma oggi alle 11 al Bar 11, dove il Club di conversazione propone Le simmetrie nella fisica: come la bellezza aiuta a svelare la natura, intervento a cura di Francesco Landolfi.
Un appuntamento che mette al centro un’intuizione tanto antica quanto attuale: l’essere umano definisce “bello” ciò che riconosce come ordinato, simmetrico, capace di mantenere la propria struttura anche se osservato da prospettive diverse. Un’intuizione che, come spiega Landolfi, non appartiene solo all’estetica ma è uno dei cardini della scienza moderna.
«L’occhio umano chiama “bello” ciò che riconosce come simmetrico, ciò che conserva un ordine anche quando lo osserviamo da prospettive diverse. In questo viaggio scopriremo che questa intuizione non è solo estetica: ciò che resta identico mentre tutto cambia prende il nome di invarianza, ed è precisamente questo che la scienza chiama bellezza», sottolinea il relatore e fondatore, insieme ad Enrico Lauretti, del club.
Dall’antica Grecia alle teorie contemporanee sulle particelle elementari, passando per Einstein e la meccanica quantistica, l’incontro mostrerà come molte leggi fondamentali della fisica non siano casuali, ma possano essere dedotte come conseguenze necessarie di principi superiori di simmetria. Un percorso che attraversa alcune delle più profonde scoperte scientifiche del Novecento, guidate dalla ricerca di eleganza formale.
La conclusione, tutt’altro che scontata, ribalta una convinzione diffusa: in fisica la bellezza non è un abbellimento teorico, ma un vero e proprio criterio di verità.


