I commenti/2
|Provinciali, il senatore Berrino rivendica il risultato di FdI: “Sasso seconda per voti singoli”
Dopo la conferma ufficiale del voto, Scajola rilancia sul “fare sistema” con Sanremo e Di Muro esulta da primo degli eletti. Mager rivendica la compattezza della sua maggioranza
Imperia. La notte delle provinciali aveva già scritto i rapporti di forza. Stamattina, con la pubblicazione dei dati ufficiali, è arrivata la certificazione definitiva di un esito che ora sposta il confronto dal tabellone dei numeri alla politica: pesi interni alla maggioranza, messaggi ai territori e partita sulle deleghe. Scajola riparte alla guida dell’ente e un Consiglio quasi interamente riconducibile alla sua lista, mentre l’opposizione resta rappresentata da un solo seggio.
A prendersi la scena nelle prime reazioni è però il primo degli eletti, il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro (Lega), che con 13.520 voti ponderati – corrispondenti a 122 preferenze “grezze” (seguendo il principio di ognuno vale uno) – risulta il consigliere provinciale più votato dell’intera provincia. “Questa notte sono stato eletto consigliere provinciale, risultando il più votato. Il responso delle urne mi ha stupito e profondamente commosso. Oltre a ricevere il maggior numero di voti ponderati, sono stato il più votato per numero di schede, non solo di questa tornata, ma in assoluto: 122 amministratori mi hanno scelto per rappresentare le loro istanze”, ha dichiarato. Di Muro ha poi evidenziato un dato territoriale che considera decisivo nella lettura del risultato: “Dei 122 voti, centouno provengono dai piccoli Comuni. È un dato che parla chiaro e che sento come una grande responsabilità: territori spesso meno ascoltati che chiedono di essere protagonisti delle scelte future. A loro, come a tutti gli amministratori e ai cittadini dell’intera provincia, va il mio impegno a rappresentare con serietà, equilibrio e attenzione ogni realtà, a partire dalla città di cui sono sindaco”. E ancora, sul significato politico del consenso nel quadro dell’elezione di secondo livello: “L’ente Provincia, com’è noto, non prevede l’elezione diretta dei cittadini, essendo una facoltà riservata ai soli eletti nei vari Comuni. Proprio per questo, il consenso ricevuto assume per me un valore ancora più significativo e rafforza il senso di responsabilità con cui affronterò questo incarico”.
Nel commento diffuso nel pomeriggio, Claudio Scajola ha rivendicato il peso politico della sua lista e, soprattutto, ha impostato da subito la linea del secondo mandato: “Sono particolarmente lieto del vasto consenso che c’è stato nella lista che si riconosce nella mia presidenza. Sono altresì lieto della partecipazione elevata alla consultazione elettorale. Voglio però aggiungere che, soprattutto in questa fase, l’attività dell’Amministrazione provinciale deve essere condivisa con tutto il consiglio provinciale e con tutti i sindaci”. Quindi il passaggio che torna a mettere Sanremo nel mirino della strategia di sistema: “La presenza di sindaci significativamente eletti con grande suffragio e la presenza del sindaco di Sanremo è un auspicio a fare sempre più sistema come Riviera dei Fiori. Il mio impegno è per questo”.
Sul fronte matuziano, Alessandro Mager ha letto il secondo posto tra gli eletti della lista scajoliana come una prova di tenuta politica cittadina. “Ho accolto con grande soddisfazione il risultato ottenuto, dal quale emerge un quadro di compattezza della maggioranza, con un perimetro di voto allargato anche ad alcuni consiglieri di minoranza, che considero un attestato di stima e fiducia”, è l’apertura della sua nota, nella quale il sindaco sottolinea il segnale di compattezza attorno alla propria candidatura e ringrazia chi lo ha sostenuto: “Questo risultato rappresenta infatti un ulteriore stimolo a lavorare per la tutela e la valorizzazione della nostra città e del comprensorio. Ringrazio quindi tutto coloro che mi hanno espresso fiducia, accordandomi la propria preferenza, garantendo il massimo impegno sui vari settori e ambiti di competenza del consiglio provinciale, per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio.”
A offrire una chiave di lettura diversa rispetto a quella dei rapporti di forza tra i partiti del centrodestra seguendo lo schema dei voti ponderati, è il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, che invita a guardare al risultato di Manuela Sasso anche oltre la lente dell’elezione di secondo livello: “Sono soddisfatto del risultato della nostra candidata: ha raccolto un voto trasversale in tutta la provincia, espresso da ben 63 amministratori, dai piccoli ai grandi Comuni per un insieme di circa 30 enti locali. Questo consenso fa sì che Sasso sia al secondo posto per numeri assoluti e quinta per voto ponderato”. Berrino insiste sul contesto, rivendicando il dato come “successo” nonostante i limiti strutturali del partito nei Comuni a massimo coefficiente: “Conta molto il fatto che abbiamo pochi amministratori nei Comuni con il massimo peso ponderato. Ulteriore soddisfazione: prima tra le candidate donne e sindaca di un Comune piccolo, ma capace di raccogliere consenso diffuso”. Ed è proprio qui che Berrino introduce il suo ragionamento: se il voto non fosse ponderato e valesse davvero il criterio “ognuno vale uno”, la classifica dei più votati nel centrodestra cambierebbe fisionomia e metterebbe in evidenza la rete sui territori: Di Muro 122, Sasso 63, Pira 61, Conio 50, Amarella 37, Za Garibaldi 37, Mager 29, Agnese 28, Baldassarre 12. Una lettura che non modifica i seggi, assegnati seguendo lo schema ufficiale, che vede Forza Italia essere il primo partito con 39.115 voti ponderati complessivi, davanti alla Lega ferma a 13.520 e Fratelli d’Italia (con Sasso) a 7.927.







