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Provinciali e “caso Forum”, dopo Sbezzo spunta l’ombra Rossano

La conferenza stampa dell’ex assessore accende la vigilia del voto: in Consiglio, sulla surroga Ormea-Faraldi, il capogruppo di Andiamo! invita Mager a tenere per sé la delega ai conti

Sanremo. Se la conferenza stampa di ieri di Pino Sbezzo Malfei — un intervento fiume in cui l’ex assessore revocato ha sparato a pallettoni su gestione del Comune, metodo e rapporti interni alla maggioranza — ha certificato plasticamente quanto il “caso Forum” sia divenuto una ferita aperta a Palazzo Bellevue, la coincidenza con le elezioni provinciali di oggi rende il quadro ancora più delicato. Perché, mentre la coalizione del sindaco Alessandro Mager prova a lasciarsi alle spalle il mini-rimpasto avvenuto a poco più di un anno dalle amministrative e a ricompattarsi in vista del voto di secondo livello, in consiglio comunale basta una surroga — formalmente un passaggio tecnico — per far emergere messaggi trasversali e letture che vanno ben oltre la pratica di rito.

Un consiglio comunale lampo e una surroga, quelli avvenuti lunedì, che, nelle intenzioni, avrebbero dovuto esaurirsi in un adempimento, e invece si sono trasformati in uno dei passaggi più indicativi di questa fase fluida, dove c’è chi cerca di salvarsi il posto e chi tenta la spallata. All’unico punto all’ordine del giorno — la surroga della consigliera Silvana Ormea, promossa assessore nel mini-rimpasto varato da Mager — il capogruppo di minoranza di Andiamo! Massimo Rossano (la lista civica pro-Gianni Rolando promossa dall’ex sindaco Maurizio Zoccarato) ha preso la parola con un intervento che ha allargato il perimetro della discussione. Il presidente del consiglio comunale Alessandro Il Grande ha provato inizialmente a ricondurre la discussione dentro i confini della pratica, salvo poi lasciare spazio alla presa di posizione.

Rossano — ex assessore alle Finanze nella giunta Biancheri bis — ha scelto il tema più sensibile del momento: la delega al Bilancio rimasta vacante dopo la revoca di Sbezzo Malfei. L’invito rivolto al sindaco è stato netto nei contenuti e anche nella forma (un ordine del giorno inammissibile ma chiarissimo nelle intenzioni): non affrettare una nuova attribuzione e mantenere la delega in capo al primo cittadino almeno fino all’approvazione del bilancio preventivo (attesa nel consiglio comunale del 22 dicembre) e, magari anche molto oltre. In un contesto già carico di polemiche, il messaggio politico implicito è evidente: la regia finanziaria dell’ente non può diventare la moneta di scambio di un riequilibrio di maggioranza, tanto più alla vigilia del voto provinciale. Da lì, il discorso ha preso un respiro più marcatamente politico, intrecciandosi con le provinciali: Rossano ha attaccato il consigliere di maggioranza del Partito Democratico Marco Cassini, candidato nella lista alternativa rispetto a quella che fa riferimento al presidente della Provincia Claudio Scajola, nella quale figura anche lo stesso Mager. Nel ragionamento di Rossano, la candidatura “di servizio” di Cassini viene letta come un fattore di frizione rispetto all’orientamento che il sindaco sta costruendo per la partita di oggi, dove l’obiettivo è massimizzare consenso e sostegni, anche oltre i confini della maggioranza. Non a caso Rossano ha parlato della candidatura di Mager nella lista dei sindaci come di un atto “rilevantissimo”, contro cui è “grave” porsi.

È in questo clima che, nei corridoi di Palazzo Bellevue, si è innestata la lettura più sottile: l’intervento di Rossano, per alcuni, è parso meno una semplice osservazione procedurale e più un modo per riaccreditarsi su una materia — quella dei conti pubblici — di cui conosce bene meccanismi e criticità. Non necessariamente come disponibilità immediata a un ingresso in maggioranza, ma come messaggio politico: se la delega al Bilancio è il baricentro della prossima fase, allora non va gestita con soluzioni di compromesso. A rendere più interessante il retroscena contribuisce un ulteriore elemento che, secondo quanto filtra, avrebbe preceduto di poco il consiglio comunale: un colloquio tra Rossano e l’ex sindaco Alberto Biancheri. Biancheri sarebbe impegnato a rinsaldare le fila del proprio storico perimetro civico, frammentatosi al termine del suo secondo mandato, e Rossano potrebbe essere pronto a fare mea culpa. In questo quadro, l’operazione-surroga ha rappresentato per Sanremo al Centro un doppio risultato: il ritorno di Ormea in giunta e l’ingresso in Consiglio di Giuseppe Faraldi, altro volto legato a quell’esperienza amministrativa. Se davvero il confronto con Rossano c’è stato, l’ipotesi che Biancheri possa “giocare di sponda” per riavvicinare un altro ex fedelissimo non verrebbe letta come manovra a breve, ma come tentativo di ricomposizione progressiva di un’area politica che vuole tornare determinante. Infatti, Rossano era l’unico esponente dell’opposizione presente lunedì in Comune, e ci ha tenuto a precisare la volontà di riaccogliere personalmente in Consiglio un ex assessore della giunta Biancheri bis di cui ha fatto parte, oltre a rimancare la propria stima per la neo promossa Silvana Ormea, altro componente dell’esecutivo dell’ex sindaco.

Resta però il nodo: un eventuale approdo di Rossano nell’orbita della maggioranza, oltre a essere tutt’altro che semplice da attuare, avrebbe un impatto simbolico forte per Mager. Significherebbe avvicinare ulteriormente l’attuale Amministrazione alla fisionomia della giunta Biancheri bis: oggi c’è già Ormea, c’è Massimo Donzella (Lavori pubblici), e l’eventuale coinvolgimento di Rossano sposterebbe la linea tra discontinuità e continuità sensibilmente verso la seconda. Sul fronte delle minoranze, intanto, la vigilia delle provinciali continua a produrre movimenti laterali: filtra che Monica Rodà (Sanremo Domani), dopo un confronto diretto con il primo cittadino in carica, potrebbe orientarsi su un voto “istituzionale” per Mager pur mantenendo una distanza politica netta sull’azione amministrativa, soprattutto sul fronte delle opere pubbliche. Più sfumata la posizione del capogruppo Marco Damiano, accreditata verso la scheda bianca. In parallelo, il Partito Democratico resta attraversato da una competizione interna tutt’altro che secondaria: Cassini si misura con Gabriele Cascino (Taggia) e Daniela Bozzano (Imperia), candidati capaci di aggregare consensi trasversali e potenzialmente in grado di rimescolare un pronostico che fino a poche settimane fa appariva più lineare, anche alla luce del sostegno del consigliere regionale Enrico Ioculano per il candidato sanremese. La sensazione, alla vigilia del voto provinciale, è che a Sanremo la partita non si giochi soltanto nelle urne di secondo livello: si gioca anche — e forse soprattutto — nella gestione della frattura aperta dal caso Sbezzo Malfei e nella scelta, imminente, su chi dovrà (o potrà) tenere in mano il Bilancio di Palazzo Bellevue.