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Ospedaletti, a gennaio porto in Consiglio. Russi su Villa Sultana, Cimiotti prepara l’asta per il Piccadilly

Nell’ex latteria di via Roma una sala biliardo al posto del centro anziani. Il sindaco fa il punto sulle partite aperte: «Pronti a chiudere i primi passaggi decisivi»

Ospedaletti. È un bilancio di fine anno segnato più da dinamiche in movimento che da opere già visibili quello che il sindaco Daniele Cimiotti affida oggi a Riviera24. Sul tavolo restano alcuni dei dossier più sensibili per la “cittadina delle rose”, intrecciati tra rigenerazione urbana, valorizzazioni pubbliche e grandi operazioni immobiliari private. E se molte pedine sono ancora al loro posto, la prima notizia che il primo cittadino tiene a scandire è una data: gennaio.

«Penso che senza ulteriori dubbi saremo pronti a gennaio per portare in consiglio comunale la delibera di pubblico interesse per il nuovo porto turistico di Ospedaletti». Parole che riportano al centro il progetto di Baia Verde, un iter che negli ultimi anni ha accumulato più stop che avanzamenti. Nel 2023, infatti, l’Amministrazione era stata costretta a revocare il pubblico interesse già concesso dopo l’emersione di polizze assicurative di dubbia validità riconducibili all’allora soggetto promotore. Un caso sollevato in consiglio comunale dalla capogruppo di minoranza Valentina Lugarà e diventato, di fatto, lo spartiacque di una procedura “da rifare”. Ora la macchina comunale prova a rimettersi in carreggiata. Cimiotti riferisce di aver ricevuto nei giorni scorsi il riscontro positivo del consulente legale, l’avvocato Giorgio Lezzi (studio Osborne Clarke), mentre è in attesa del parere conclusivo del consulente finanziario Marco Rossi. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’ente, dovrebbe blindare l’impianto della nuova delibera prima dell’approdo in aula. Lezzi, in particolare, è un professionista già impegnato su operazioni di project financing legate al fronte portuale del Ponente, come ricordato anche dallo stesso studio Osborne Clarke in relazione al dossier del Porto Vecchio di Sanremo.  Il ritorno del porto di Baia Verde in consiglio arriva mentre sullo sfondo continuano a stratificarsi aspetti tecnici e contenziosi che hanno accompagnato l’intera vicenda da oltre 20 anni, tra ricorsi e rivendicazioni economiche, e mentre in questi mesi si è parlato di un progetto rivisto e ripresentato con un nuovo assetto societario promotore formato da Marina di Talao e con la partecipazione Cem Spa in qualità di attuatore (l’impresa napoletana aveva già realizzato gran parte delle opere sotto la gestione Fin.Im).

Dal mare alla collina, l’altra partita che continua a dettare l’agenda è Villa La Sultana, l’ex primo Casinò d’Italia, bene vincolato e simbolo di un degrado che da anni alimenta attese e indiscrezioni. Cimiotti, senza entrare nei dettagli, conferma indirettamente le voci su una possibile trattativa privata che coinvolgerebbe il fondo titolare dei diritti e una cordata di investitori russi. Uno scenario ventilato più volte e tornato con forza anche nelle cronache delle ultime settimane. «Se c’è una trattativa che possa portare a risolvere la situazione di degrado di Villa Sultana, ben venga», taglia corto il sindaco. Sul destino della Villa pesa però un nodo urbanistico che riduce drasticamente le prospettive edificatorie immaginate in passato. Negli anni, infatti, Villa Sultana è stata più volte accompagnata da ipotesi di recupero con residenze turistico-alberghiere e abitazioni, con volumi autorizzati che attualmente non ci sono più. Infatti, con la scadenza dello strumento urbanistico attuativo, divenuta ufficiale, oggi, tradotto in concreto, chi acquista si trova di fronte a margini limitati e a un vincolo culturale che impone una traiettoria molto più prudente. «È un bene culturale vincolato dalla Soprintendenza. Se chi compra vuole realizzare una villa privata, come fece a suo tempo e per ultimo l’imprenditore Italo Baghetti, ne saremmo felici. Per noi la cosa importante è vedere recuperato l’edificio», rimarca Cimiotti, citando anche interventi manutentivi in corso per consolidamenti e messa in sicurezza delle coperture a cura dell’Impresa Dell’Arena srl, del geometra Cristian Dell’Arena, che sta seguendo, per conto di Sapeco srl, il consolidamento dei solai crollati, dei muri di recinzione e altri interventi di manutenzione straordinaria.

È qui che si innesta il capitolo Piccadilly, immobile comunale che negli ultimi anni è stato più volte indicato come possibile “moneta di scambio” per sbloccare Villa Sultana, prima attraverso l’ipotesi di permuta e ora, di nuovo, con l’orizzonte della vendita. «La mia Amministrazione procede con il piano di delocalizzazione dei servizi, in ossequio al piano di valorizzazione dell’immobile e al percorso di rigenerazione urbana che prevede, in caso di demolizione e ricostruzione, un consistente aumento di cubatura», spiega il sindaco. Sul piano operativo, i trasferimenti sono già partiti, con lo spostamento di biblioteca civica e comando di polizia locale in via Matteotti. Ma resta l’incognita più delicata: la nuova caserma dei carabinieri. Nella visione del Comune dovrebbe essere costruita ex novo in un’area individuata nei pressi della curva del Gallo Nero sul circuito, ma il tema è diventato anche terreno di scontro politico. «Il nodo rimane quello della caserma dei carabinieri», ammette Cimiotti, mentre in consiglio comunale la questione ha già acceso un confronto duro, con le opposizioni che hanno chiesto certezze per l’Arma. A prescindere dal destino di Villa Sultana, il sindaco annuncia comunque un passaggio amministrativo che punta a segnare il 2026 fin dai primi mesi: «Che la trattativa privata vada in porto o meno, inseriremo nell’approvazione del prossimo bilancio consuntivo, a inizio anno, il Piccadilly nel piano delle alienazioni». E aggiunge una precisazione politica: «La vendita del Piccadilly non è un’invenzione di Cimiotti. Il primo che l’aveva voluta era stato l’ex sindaco Paolo Blancardi. Noi l’avevamo rimosso, salvo ora reinserirlo a fronte di un quadro che sembra in evoluzione».

Nel mosaico degli immobili che cambiano prospettiva rientra anche l’ex latteria di via Roma, storia più piccola per dimensioni ma simile per dinamica. Qui il Comune aveva coltivato, negli ultimi anni, l’idea di un acquisto per finalità sociali, con una riconversione pensata come centro per anziani. L’operazione, però, è sfumata e l’immobile è finito a privati, aprendo uno scontro in consiglio comunale sulle responsabilità politiche. Nel frattempo, sul fronte privato, è stato presentato informalmente un progetto che guarda a una destinazione d’uso del tutto diversa, con l’ipotesi di una sala dedicata al biliardo russo “Russian Pyramid”, a cui starebbe lavorando l’architetto incaricato Massimo Di Nitto. Sul lungomare delle grandi “attese”, invece, resta il caso dell’Hotel Firenze di corso Regina Margherita. Il progetto depositato nel 2025 a cura dell’ingegner Sergio Maiga parla di un futuro da condo-hotel, con camere alberghiere e appartamenti, e un investimento complessivo superiore al milione e mezzo di euro. La proprietà, che fa capo all’imprenditore di origini russe Andrei Karpov, avrebbe però deciso di vendere il progetto, una volta approvato, senza procedere ai lavori e alla riapertura dell’attività.

E infine Byblos, altra partita che continua a muovere interesse e competizione. Sul compendio pendono tre proposte, con tagli di investimento molto diversi. In campo ci sono, da un lato, il progetto riferibile all’attuale gestione del ristorante con un gruppo di investitori italo-monegaschi, dall’altro la proposta del raggruppamento Ospedaletti Land con un fondo monegasco e partner industriali, e poi il progetto legato alla società che insiste sulla spiaggia, attorno al quale si è acceso il tema di canoni e concessioni. Il 2025, in sintesi, si chiude con un Comune che prepara il 2026 come anno di “atti” più che di annunci. Baia Verde dovrebbe tornare in consiglio con una nuova delibera di pubblico interesse. Villa Sultana resta appesa alla volontà e alla solidità di chi intende farsene carico, dentro un perimetro vincolistico stretto. Piccadilly corre verso il piano alienazioni mentre la caserma dei carabinieri resta la vera precondizione politica. Firenze e Byblos raccontano una Ospedaletti dove il mattone continua a determinare, nel bene e nel male, il ritmo del cambiamento.

Sopralluogo Cimiotti Villa Sultana

(In copertina, a sinistr Baia Verde. A destra in alto Villa Sultana, sotto il Piccadilly. Qui sopra il sindaco Cimiotti nell’ex Casinò)

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