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La campionessa paralimpica Amanda Embriaco torna alla guida. Odissea burocratica e patente sbagliata da 7 anni

La canoista della Canottieri Sanremo racconta: «Volevo solo riprendere a guidare, mi sono ritrovata in un incubo»

Sanremo. Per Amanda Embriaco, campionessa paralimpica e atleta della Canottieri Sanremo, tornare a guidare avrebbe dovuto essere un passo di libertà. Invece si è trasformato in un percorso a ostacoli fatto di errori, rinvii e disattenzioni amministrative che, da ottobre fino alla scorsa settimana, le hanno impedito di ottenere una patente corretta, nonostante la normativa sia chiara da oltre dieci anni.

Nel 2018 un incidente le ha cambiato la vita, ma le ha dato anche, paradossalmente, la forza di riscriverla. Da quel trauma nasce la sua rinascita sportiva: la canoa, già sua passione fin da bambina, diventa la spinta per ricominciare, fino ai Giochi Paralimpici di Parigi e ai piazzamenti internazionali degli ultimi anni. Oggi la sua battaglia non è sulla strada, ma sulla carta.

Quest’anno, dopo sette anni senza guidare lo scooter, Amanda decide di prendere la patente A2 per utilizzare mezzi fino a 150 di cilindrata. Si presenta davanti alla commissione medica, che conferma la sua idoneità, come già in passato. In autoscuola avvia le pratiche, ma il foglio rosa non arriva. Le viene detto che deve tornare in commissione, poi arriva tutto insieme: foglio rosa e data dell’esame. Il giorno della prova pratica, però, l’esaminatrice le comunica che non potrà sostenerla. Nessuna spiegazione concreta. Inizia così un rimpallo continuo: prima la motorizzazione parla di “commissione medica”, poi di “caso particolare”, fino alla constatazione che la patente di Amanda, per sette anni, non risultava valida perché avrebbe dovuto essere classificata come A1 speciale. Anche il foglio rosa già rilasciato non era corretto.

Ed è stato solo un caso che, in questi anni, Amanda non avesse ancora superato il trauma dell’incidente e non avesse deciso di rimettersi alla guida; altrimenti sarebbe, paradossalmente, incorsa in sanzioni penali.
Ma non è finita. Viene rifatta la patente e rilasciato un nuovo foglio rosa, ma agli appuntamenti successivi l’esaminatore scopre un ulteriore errore. Tutto da rifare.

Amanda supera brillantemente l’esame, ma non ottiene subito la patente definitiva: le viene consegnato solo un foglio rosa, ancora una volta con limitazioni. «Pensavo fosse una questione di un paio di giorni. Le settimane sono diventate due, poi altri errori, altre attese. Da ottobre a venerdì scorso è stato un inferno», racconta.
In questo percorso complicato, Amanda non dimentica chi le è stato accanto: «L’autoscuola di Arma si è impegnata tantissimo per risolvere il problema, e il mio istruttore non mi ha mai lasciata sola. Senza di loro sarebbe stato ancora più difficile».

Testarda, emotiva, passionale: così si descrive. E così affronta tutto ciò che la vita le mette davanti. «Tornare a guidare per me era una cosa bella, un simbolo di autonomia. Me l’hanno rovinata, ma spero che la vicenda possa servire a evitare che succeda a qualcun altro».